rotate-mobile
Cronaca Dovadola

I principi della chiesa tifano per la santità di Benedetta

Fra i cardinali saliti a Dovadola si segnala Antonio Quarracino, arcivescovo di Buenos Aires, il predecessore di Jorge Mario Bergoglio, alias papa Francesco, come primate d'Argentina

In attesa della beatificazione, prevista per il 2016, la venerabile Benedetta Bianchi Porro è già santa nel cuore della gente. E’ un sentimento che unisce il fedele della domenica ai principi di santa romana chiesa: sono, infatti, 18 i cardinali saliti sinora al cospetto di Benedetta. La giovane dovadolese è morta il 23 gennaio 1964 in odore di santità. L’ultima parola prima di salire in cielo è stata un grazie. Benedetta è morta serena nonostante le terribili pene inflitte dalla malattia che l’aveva devastata, lasciandole giusto un filo di voce e il palmo della mano per comunicare con la madre.

Il processo di beatificazione ha ripreso smalto dalla guarigione inspiegabile di un giovane genovese, rimasto gravemente ferito nel 1986 in un incidente stradale. Il nuovo postulatore, il saveriano padre Guglielmo Camera, ipotizza un paio di anni prima della pronuncia della speciale Congregazione dei Santi. E mentre fra Dovadola e Forlì riecheggia ancora la straordinaria omelia pronunciata il 25 gennaio scorso nella Badia di Sant’Andrea dal cardinale Angelo Comastri, nel corso della santa messa di celebrazione dei 50 anni dal “dies natalis” di Benedetta, cresce il numero dei “principi della Chiesa” schierati per la sua definitiva ascesa agli altari.

I 18 che sono già saliti sino a Dovadola per pregare davanti alle spoglie mortali della venerabile, custodite dal 1969 nella Badia di Sant’Andrea, hanno anche scritto e parlato di lei in libri, articoli e conferenza pubbliche, colpiti dalla sua straordinaria testimonianza cristiana. Per avere un riscontro delle attestazioni di stima cardinalizie nei confronti della giovane, basta consultare il notiziario “L’Annuncio”, edito due volte l’anno dall’Associazione “Amici di Benedetta” e presente anche “on-line” sul sito “www.benedetta.it”. I primi in ordine di tempo sono stati Ferdinando Antonelli (30 agosto 1981) e Silvio Oddi (25 ottobre 1981). Il primo, ritornato a Dovadola nel settembre di quell’anno per la festa parrocchiale, fu segretario della Congregazione per la causa dei santi e protagonista del Concilio Vaticano II, indetto da papa Giovanni XXIII. Il secondo, scomparso nel 2001, salì da Benedetta appena nominato Prefetto della Congregazione per il clero da papa Giovanni Paolo II.

Nel 1984 fu la volta di Anastasio Ballestrero, vescovo di Torino e presidente della Commissione Episcopale Italiana, seguito da Angelo Comastri, oggi arciprete della basilica papale di San Pietro in Vaticano e vicario generale del Papa per la Città del Vaticano, ma all’epoca giovane parroco di Porto Santo Stefano. Il porporato, toscano di Sorano (Grosseto), è fra i più convinti sostenitori della santità della venerabile, ed è ritornato più volte a Dovadola. L’ultima risale al 25 gennaio scorso. Nel 1986 Benedetta ricevette la visita dell’arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini, seguito da un altro grande uomo di chiesa, Antonio Quarracino. Arcivescovo di Buenos Aires sino alla morte, occorsa nel 1998, si è inginocchiato più volte al cospetto della giovane.

La passione di Quarracino per la venerabile dovadolese merita una menzione particolare. La prima volta che il prelato sudamericano giunse sull’Appennino forlivese, fu il 24 agosto del 1983, quando era vescovo di Avellaneda. Di lì a poco fu spostato a La Plata, ultima tappa prima del definitivo approdo a Buenos Aires, dove ebbe come coadiutore (che significa vescovo con diritto di successione) un certo Jorge Mario Bergoglio, l’attuale papa Francesco. Quarracino era presidente della Celam, acronimo di Conferenza Episcopale Latino Americana. Un particolare curioso, tratto da “L’Annuncio” di quell’anno: quando venne a Dovadola la prima volta, si rivolse al parroco don Alfeo Costa con una domanda incredibile: “Se la sente di ascoltare i peccati di un vescovo?”.

E il sacerdote fra sé pensò: “Siamo pescatori di uomini, ma un pesce così grosso ancora non lo avevo pescato!”. Quarracino saliva a Dovadola ogni volta che ritornava in Italia, celebrando immancabilmente messa presso la tomba di Benedetta. Quando fu eletto arcivescovo di Buenos Aires e creato cardinale (Concistoro del 29 giugno 1991), per l'occasione invitò anche don Costa. Nel settembre di quell'anno ritornò a Dovadola da principe della chiesa, ma fu anche l'ultima: morirà nel 1998. Il cardinale sudamericano rimarrà nella storia per essere stato il predecessore di Jorge Mario Bergoglio come primate d’Argentina. Fu lui il 27 giugno 1992, a conferire la consacrazione episcopale all’attuale papa Francesco.

L’elenco continua con Eduardo Pironio (1993), Giacomo Biffi (1994), Ersilio Tonini (1996), Achille Silvestrini (2001), Silvano Piovanelli (2007), Severino Poletto (2008), l’arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra (2009), l’ex presidente della CEI Camillo Ruini (2010), Giovanni Battista Re (2011), Dionigi Tettamanzi (2012) e Salvatore De Giorgi (2013). Nel 1992 è venuto anche monsignor Loris Capovilla. Segretario di Giovanni XXIII, sarà creato cardinale da papa Francesco il 22 febbraio 2014 alla veneranda età di 99 anni. Il 19° cardinale a salire da Benedetta potrebbe essere Angelo Bagnasco: il merito di aver accelerato il processo di beatificazione della venerabile, con l’insediamento della nuova Commissione medica incaricata di studiare le carte del “miracolo” del 1986, va proprio all’arcivescovo di Genova e attuale presidente della Cei.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I principi della chiesa tifano per la santità di Benedetta

ForlìToday è in caricamento