Benedetta, un anno fa la beatificazione: "Nella croce ha sperimentato l'amore di Dio"

Nella cappella preparata per accogliere nella sicurezza i devoti il quadro con l’immagine della Beata Benedetta affianca il crocifisso ed è posto sopra al tabernacolo che custodisce le reliquie di Benedetta: i capelli ai quali la beata era tanto affezionata

Nella Cappella dell’ospedale Morgagni Pierantoni di Forlì è stata celebrata la Santa Messa a ricordo del primo Anniversario della beatificazione di Benedetta Bianchi Porro. Se esattamente un anno fa nella celebrazione eucaristica in cattedrale seguita da moltissimi fedeli seduti anche nella piazza circostante era avvenuta la proclamazione della beata, nel primo anniversario il vescovo diocesano ha scelto la cappella dell’ospedale, luogo di preghiera nella struttura che si dedica alla cura dei malati.

Infatti, di Benedetta prevale il ritratto di colei che nella sofferenza ha trovato la via per la pace e per aiutare con il conforto, nonostante le condizioni che la rendevano inferma, tutti coloro che nella malattia provavano la disperazione compresa anche la prospettiva della fine. Nella cappella preparata per accogliere nella sicurezza i devoti il quadro con l’immagine della Beata Benedetta affianca il crocifisso ed è posto sopra al tabernacolo che custodisce le reliquie di Benedetta: i capelli ai quali la beata era tanto affezionata.

Nell’omelia il vescovo Livio Corazza ha ricordato la croce alla quale Benedetta si è legata nella sua sofferenza, divenuta croce gloriosa per la fede e la speranza riposta in Cristo che l’ha portata a raggiungere una fede intensa e profonda, nella piena fiducia in Dio. “Nella croce Benedetta ha sperimentato misteriosamente l’amore di Dio - ha detto Monsignor Corazza -. Quello che per noi era croce, era la sua vittoria. Diceva Benedetta in un suo pensiero: il dolore ci fa cercare l’aiuto nel Cielo: perché ogni dolore è la croce santa di Gesù”. Monsignor Corazza ha ricordato anche l’importanza delle cure e dei medici ma ha sollecitato sull’esempio di Benedetta che i malati non si affidino solo alle medicine “perché non salvano l’uomo".

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"Benedetta si è autodiagnosticata il suo male ma non ha lasciato la fede”, ha concluso Monsignor Corazza che ha terminato l’omelia con una frase tratta dalle testimonianze scritte della beata che esprime tutta la sua certezza: “cara mamma, io credo all’amore disceso dal cielo”. Nella giornata della festa dell’esaltazione della croce il vescovo ha richiamato nell’omelia un ulteriore significato: “Hanno riaperto le scuole – ha detto Monsignor Corazza – dopo quasi sette mesi le aule tornano ad essere frequentate. Una croce che diventa salvezza”.

Il calendario diocesano ha incluso le date principali che ricordano la vita di Benedetta tra quelle celebrazioni eucaristiche che segnano il cammino della pastorale diocesana guidato anche dalla beata dovadolese, tuttavia nella diocesi stanno nascendo anche altre devozioni per proporre esempi importanti specialmente ai giovani: la parrocchia di Regina Pacis sta preparando la partecipazione alla beatificazione di Carlo Acutis ad Assisi il 10 ottobre prossimo, futuro patrono di Internet. 

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