Benzinaio rapinato e accoltellato, chiuso il cerchio: presi gli ultimi due banditi

Gli agenti della Squadra Mobile di Forlì, guidati dal dirigente Claudio Cagnini, insieme ai Carabinieri del Nucleo Investigativo, al comando del nuovo capitano Amedeo Conzales, hanno arrestato martedì sera un clandestino albanese di 18 anni

Un momento della conferenza stampa dei primi due arresti

Indagini chiuse. Sono stati individuati gli ultimi due responsabili della violenta rapina subita il 20 settembre dal benzinaio della stazione di servizio "Energia Fluida". Gli agenti della Squadra Mobile di Forlì, guidati dal dirigente Claudio Cagnini, insieme ai Carabinieri del Nucleo Investigativo, al comando del nuovo capitano Amedeo Conzales, hanno arrestato martedì sera un clandestino albanese di 18 anni, in Italia senza fissa dimora, mentre nei giorni precedenti è stato individuato il "palo", un senegalese di 19 anni. Quest'ultimo, che ha avuto un ruolo marginale nell'assalto, ha collaborato con gli inquirenti, venendo denunciato a piede libero.

Il giudice per le indagini preliminari Monica Galassi (pm Filippo Santangelo) ha convalidato il fermo del 18enne, disponendo la custodia cautelare in carcere. Il giovane, sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per il pericolo di fuga, è stato trovato a casa del fratello del 23enne catturato la scorsa settimana a Bergamo. I due dovranno rispondere dell'accusa di rapina in concorso. Gli inquirenti hanno anche recuperato la pistola a salve usata per il colpo. Si trovava occultata in un cespuglio in via Grado. L'arma, priva del tappo rosso, è risultata di proprietà di un 18enne albanese. Di quest'ultimo anche una "Punto" vecchio modello di color rossa, usata dai connazionali per effettuare un sopralluogo il giorno prima del colpo. La sua posizione è attualmente al vaglio degli investigatori.

Le indagini, sotto la guida del procuratore capo Sergio Sottani, hanno permesso di appurare che dietro il colpo c'era un 'basista', un operaio 35enne italiano, che era a conoscenza dei movimenti di denaro dell'area di servizio. Quest'ultimo è stato denunciato a piede libero. In precedenza erano stati assicurati alla giustizia due giovani albanesi di 21 e 23 anni, entrambi già noti alle forze dell'ordine (uno per precedenti specifici in furti in ville e rapine), gravemente indiziati di aver partecipato all'agguato. Il primo è stato individuato nei pressi dello scalo ferroviario di Genova, mentre il secondo nella zona di Bergamo. 

LA RAPINA - Secondo quanto ricostruito, i banditi, armati di una pistola scacciacani e di un coltello, hanno atteso che il benzinaio uscisse di casa per mettere a segno il colpo. Il malcapitato, un trentenne marocchino, in quei giorni responsabile dell'area di servizio poichè il titolare era in ferie, aveva con se uno zainetto all'interno del quale vi era l'incasso, circa 20mila euro. Ha provato a reagire, ma è stato colpito prima alla testa col calcio dell'arma e quindi con una coltellata allo stomaco (prognosi di 14 giorni). Dagli accertamenti sembrerebbe che ad impugnare la pistola fosse il 21enne. Gli investigatori sono sulle tracce anche degli altri due malviventi che hanno messo a segno la violenta rapina.

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