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Dai terremoti al covid-19, la Protezione Civile in campo: "Come una guerra, ma senza conoscere il nemico"

Distribuzione mascherine e assistenza alle persone anziane sono solo alcune delle attività svolte dai volontari

La lotta al "nemico invisibile" ha tenuto per impegnati per circa tre mesi anche la Protezione Civile di Forlì. Distribuzione mascherine e assistenza alle persone anziane sono solo alcune delle attività svolte dai volontari. A fare il punto del lavoro svolto dalle tute giallofluo è il presidente di Forlì Protezione Civile, Nicola Toscano: "Abbiamo svolto un servizio a sostegno e supporto dei senzatetto, che si è svolto dalle 18 alle 8, articolati in tre turni con sei persone".

Un'altra attività ha riguardo l'assistenza a pazienti e visitatori dell'Irst Irccs di Meldola, dove è stato installato una tenda triage: "E' stato articolato in una fascia oraria dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 12.30 alle 19, otto persone in totale impegnati in quattro servizi alla presenza quindi di due volontari alla volta". L'esercito dei volontari della Protezione Civile - affiancato da altre associazioni - è stato anche impiegato nelle campagne di distribuzione delle mascherine rivolte ai cittadini. Da via Cadorna sono stati impiegati sei volontari in questa specifica missione, con servizi giornalieri.

La pandemia da covid-19 ha rappresentato un'esperienza completamente differente da quelle che la Protezione Civile ha affrontato sino ad ora. "La possiamo considerare come una guerra senza conoscere il nemico - riflette Toscano -. In questo caso però non sapevamo chi fosse e dove fosse. Ed è faticoso combattere un nemico invisibile. E' stato del tutto inedito. L'unica cosa per scongiurare il pericolo è seguire le disposizioni fornite, soprattutto nel rispetto di chi ci sta vicino, quindi il distanziamento sociale o l'uso della mascherina dove richiesto".

Il presidente di Forlì Protezione Civile spiega la differenza con le altre emergenze, come terremoti ed alluvioni: "Quando siamo stati impegnati nel 2009 per il terremoto dell'Aquila sapevamo quello che dovevano fare nonostante le difficoltà. Ricordo la città di Onna rasa al suolo. A Sant'Angelo avevamo allestito una tendopoli con la cucina da campo, che venne considerata come un ristorante a cinque stelle per la qualità delle portate che venivano servite". 

L'emergenza da covid-19 ha anche rivoluzionato il modo di operare: "Le riunioni con le altre associazioni del territorio si sono svolte in videoconferenza, poichè non si potevano raggruppare le persone". Anche per la Protezione Civile il picco dell'emergenza è alle spalle, con un ritorno alla normalità: "Ora siamo impegnati nella campagna di prevenzione agli incendi boschivi", conclude Toscano.

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