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Giovedì, 23 Marzo 2023
Cronaca

Bilancio sociale di 'Diabete Romagna': assistenza a casa per i non autosufficienti

Il diabete è una delle tre emergenze sanitarie identificate da ONU e Organizzazione Mondiale della sanità e in Romagna colpisce 78.000 persone

Il diabete è una delle tre emergenze sanitarie identificate da ONU e Organizzazione Mondiale della sanità e in Romagna colpisce 78.000 persone. “Il bilancio sociale 2016 del “Progetto Diabete Romagna” è il racconto di quello che quest’anno abbiamo fatto insieme: istituzioni, sostenitori privati, aziende, volontari, persone con diabete e famigliari, professionisti e amici dell’associazione tutti mossi da un unico obiettivo comune, mettere dei punti fermi e concreti per la realizzazione di una realtà in cui il diabete non abbia più potere di decidere della vita di nessuno”. Queste sono le parole di Pierre Cignani, Presidente dell’associazione Diabete Romagna Onlus, nata a dicembre 2014 dall’unione delle forze delle associazioni di pazienti con diabete di Forlì, Cesena, Rimini e Cesenatico. 

In questi anni l’associazione è riuscita a sviluppare, confermare e replicare servizi di importanza vitale per le persone con diabete e le loro famiglie. Diabetes Marathon è un grande esempio dell’energia sprigionata da Diabete Romagna, un evento capace di coinvolgere in tutta la Romagna circa 7.000 persone. 

Le aree di intervento dell’associazione sono dedicate alla prevenzione, all’assistenza e al supporto del paziente con diabete in tutto il suo ciclo di vita, perché non sia mai lasciato solo. Il simbolo del diabete è un cerchio e il diabete è una malattia da cui non si guarisce, per questo l’associazione che negli anni scorsi concentrava le sue attività nei confronti di bambini, adolescenti e mamme in dolce attesa, ha deciso di intraprendere, proprio per chiudere il cerchio, un progetto estremamente ambizioso: l’assistenza medica domiciliare ai pazienti con diabete non autosufficienti. Con la nascita di questo progetto, il primo in Italia, sono ad oggi 10 i professionisti dell’associazione che operano solo grazie alla generosità di quasi 2000  sostenitori, a supporto delle diabetologie di Forlì, Cesena, Cesenatico, Savignano e Rimini e che hanno aiutato i bambini delle pediatrie di Forlì, Cesena, Rimini e Ravenna. 

Nello specifico l’associazione supporta i bambini con diabete e le loro famiglie nella gestione di una malattia così complessa fornendo la strumentazione necessaria per affrontare la malattia al meglio nell’immediato e nel lungo periodo, fornendo il supporto psicologico necessario, l’aiuto di un dietista e realizzando campi formativi di condivisione. Per quanto riguarda l’adulto, il supporto passa tramite la prevenzione delle principali complicanze, l’incubo di ogni persona con diabete. L’associazione fornisce il servizio di un insegnante di educazione fisica che realizza corsi di attività motoria dedicati ai pazienti con diabete e a rischio, una psicologa cha aiuti ad accettare la malattia e sia di stimolo per una sua corretta gestione, due dietisti che operano a supporto delle diabetologie di Forlì, Cesena e Rimini, e ben cinque podologhe per la prevenzione della complicanza agli arti inferiori, prima causa di amputazione in Italia. 

Spiega Pierre Cignani: “Il nostro orgoglio per l’anno 2016 non è solo aver confermato e ampliato i progetti in tutto il territorio romagnolo, ma anche essere riusciti ad avviare un progetto come l’assistenza medica domiciliare ai pazienti con diabete non autosufficienti. Abbiamo voluto realizzare un bilancio che fosse semplice da leggere per tutti, il racconto della nostra storia di quest’anno per cui dobbiamo ringraziare solo i nostri sostenitori e volontari, senza di loro nulla sarebbe possibile. Per realizzarlo abbiamo anche inserito un parametro valutativo importantissimo per ogni progetto e che permette di tradurre in maniera numerica l’impatto sociale delle nostre azioni, è lo SROI, ritorno sociale dell’investimento. Con questo numero chi legge può capire cosa genera 1 euro di donazione in termini di ritorno diretto per il beneficiario e la comunità sulla base di parametri quali il ritardo dell’esordio del diabete in pazienti a rischio, la riduzione dei costi per intervento nelle complicanze, l’aumento delle ore lavorative".

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