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Sanremo 2013, i forlivesi Blastema conquistano l'Ariston e passano il turno

C'è chi può e chi non può. C'è chi può salire sul palco meno rock di sempre, quello dell'Ariston di Sanremo, e far sì che il rock, quello viscerale e non scontato, si faccia plaudire ancor prima che finisca la canzone

C'è chi può e chi non può. C'è chi può salire sul palco meno rock di sempre, quello dell'Ariston di Sanremo, e far sì che il rock, quello viscerale e non scontato, si faccia plaudire ancor prima che finisca la canzone. I Blastema, i nostri ragazzi di Forlì, possono e mercoledì sera, quel palco, lo hanno conquistato. Unico gruppo tra le giovani proposte della 63° edizione sanremese, i Blastema sono riusciti a creare l'impatto emotivo solito dei loro concerti anche con un pubblico “difficile” come quello del festival della canzone italiana.

'Dietro l'intima ragione', il brano che hanno portato in terra ligure, incanta e conquista e li annovera tra i primi finalisti della sezione Giovani, insieme a Renzo Rubino. “Vi amiamo tutti!!!Siete la nostra forza, dovrete sopportarci anche venerdí!”, queste le prime parole che compaiono sulla pagina Facebook del gruppo dopo l'annuncio del passaggio in finale. I ragazzi romagnoli si scontreranno venerdì sera con i due cantanti che si qualificheranno giovedì.

Nato tra i banchi della scuola superiore già nel 1997, il gruppo dei Blastema milita da anni nei salotti del rock indipendente italiano con il proprio cantautorato. Nel tempo la formazione della band ha cambiato diversi componenti e ad oggi è composta dagli storici Matteo Casadei (voce) e Alberto Nanni (chitarre e cori) e dai “nuovi” Luca Marchi (basso), Daniele Gambi (batteria) e Michele Gavelli (tastiere). Sul palco del Teatro Ariston portano il nuovo singolo contenuto nella riedizione del disco “Lo stato in cui sono stato” (Nuvole Production/Sony Music) nato dalla collaborazione con niente meno che Dori Ghezzi e Luvi De André.

Un palco insolito quello di Sanremo per una band come quella dei Blastema ma, come loro stessi ammettono sul diario che tengono in continuo aggiornamento da Sanremo su XL di Repubblica (https://videodrome-xl.blogautore.repubblica.it/2013/02/13/blastema-diario-da-sanremo/ ): “Sanremo tutti lo criticano ma poi tutti, proprio tutti tutti, ci vogliono andare”. Sì, perchè anche loro abituati a non lasciar nulla al caso nè all'approssimazione nella musica, hanno capito che questa può essere la giusta possibilità dopo anni e anni di gavetta: “ Qui non ci si passa per caso – scrivono sul diario - e vi assicuriamo che anche gli indie più nerd erano tutti presenti alle selezioni romane del Festival della Canzone, così come tutti gli Xfactorini della storia e gli amici di Maria, Giuseppe e Franco (non sono i Ricchi e Poveri?) accompagnati dal gotha della discografia al gran completo”.

Alla fine non è “svendersi” al commerciale, soprattutto se, su un palco così diverso dal sé, si suona musica che rimane fedele al proprio stile, alla propria cifra come lo fa il singolo sanremese dei Blastema. Soprattutto se si riesce a trovare l'anima rock anche nell'avventura del Festival della musica leggera: “Arrivando per la prima volta a Sanremo da Forlì - scrivono ancora su XL - ci siamo sentiti un po' come Annibale, decisamente Rock, che valica le Alpi e sfida l’impero, decisamente molto Pop. Un po’ pesci fuor d’acqua come gli elefanti lungo le mulattiere a picco sul mar ligure, ma certi che la via intrapresa sia quella giusta”.

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