Blitz davanti a decine di clienti nell'hotel, lo sfogo: "Chiudo". I carabinieri: "5 lavoratori irregolari su 8"

“Avevo riaperto da due giorni, dopo il periodo di lockdown, mi sono piombati nell'hotel 20-30 carabinieri sabato sera. Un blitz che ha tenuto bloccati più di 40 clienti in sala"

“Avevo riaperto da due giorni, dopo il periodo di lockdown, mi sono piombati nell'hotel 20-30 carabinieri sabato sera. Un blitz che ha tenuto bloccati più di 40 clienti in sala, una signora preoccupata si è messa pure a piangere e ho passato la mezzanotte per rincuorare tutti. Una vergogna”: è la vicenda segnalata da Giorgio Baroni, gestore dell'hotel Ambasciatori di Castrocaro Terme. L'hotel, 3 stelle, è stato oggetto di una verifica che, secondo quanto racconta il gestore, avrebbe avuto caratteristiche eccessivamente scenografiche e irruente.

Un'accusa, però, che trova la pronta replica dei carabinieri, che parlano di un normale controllo di pubblica sicurezza in cui, per protocollo, devono essere identificati tutti i presenti, anchealla luce dei sospetti da cui è scaturita la verifica. Secondo i militari, infatti, la gran parte degli ospiti non erano stati registrati come pure impone il testo unico di pubblica sicurezza e per questo bisognava effettuare, ospite per ospite, la piena identificazione della persona presente e il giorno e orario di arrivo. Insomma, l'intervento in sala da pranzo - secondo la replica - si è originato dalla mancata registrazione di 33 clienti da parte del gestore. E sempre secondo quanto viene spiegato il controllo approfondito con gli ospiti presenti in sala da pranzo è stato causato dall'evidenza che la sala non sarebbe stata allestita per mantenere il distanziamento sociale tra i diversi tavoli in base alla normativa per il contenimento del virus, da cui ulteriori sanzioni.

Lo sfogo: "Basta chiudo tutto"

L'episodio trova lo sfogo dell'albergatore: “Ho deciso che chiuderò questa stagione, ho provato a riaprire. Avevo appena richiamato al lavoro 6-7 dipendenti in cassa integrazione, ho fatto dei finanziamenti di 25mila euro per poter tornare in attività dopo un periodo durissimo in cui ho perso un sacco di soldi pur dovendo far fronte ad un affitto che è rimasto uguale nonostante la chiusura. Basta, non ne vale la pena: chiudo”. La sua vicenda si è diffusa con il tam-tam tra gli operatori turistici di Castrocaro Terme, in provincia di Forlì-Cesena, e ha l'effetto della doccia fredda sul rilancio del turismo nel paese termale. Per le aree termali, infatti, il problema è doppio: non c'è solo la più grande crisi del turismo che l'Italia ricordi a causa del Coronavirus, ma c'è anche il termalismo che, ancora prima dell'epidemia, storicamente versa in difficoltà. Dai carabinieri, però, arriva la rassicurazione che il controllo è nato da un'attività investigativa precedente e che ha dato esiti significativi proprio per la tutela delle altre attività alberghiere. Secondo quanto emerge dal nucleo dell'Ispettorato del lavoro, infatti, 5 lavoratori su 8 sono stati trovati irregolari sul lavoro e per questo è scattata una sanzione da 9.500 euro.

La replica: "Obbligato a chiudere per i lavoratori irregolari"

L'hotel Ambasciatori aveva riaperto per poter ospitare un gruppo di una quarantina di biker giunti a Castrocaro da tutt'Italia per fare un “trophy” in Romagna. “Era un evento già in programma a marzo, poi annullato per il Covid. Visto che avevo preso l'impegno e incassato le caparre, anche per rispettare l'impegno con l'agenzia, ho deciso di riaprire apposta per questo gruppo, richiamando i dipendenti al lavoro e facendo la spesa per il ristorante. Sono stato uno dei pochi hotel che ha riaperto a Castrocaro. Vorrei che ci domandassimo anche quanto sia difficile portare 40 biker in una località come Castrocaro”. Ed ancora: “Per non avere ulteriori costi, visto le difficoltà economiche, non ho neppure riattivato la piscina”. Il gestore dell'Ambasciatori riconosce che ci sono state mancanze di natura amministrativa: “Pagherò le sanzioni che sono corrette e farò ricorso contro quelle che non ritengo giuste”, spiega. “Non c'erano problemi in cucina nei cibi, erano alimenti tutti freschi, d'altra parte avevo riaperto solo da pochi giorni”, spiega. Ma dai Nas gli accertamenti sono ancora in corso. I problemi sarebbero sorti invece con dei lavoratori (“per un errore del commercialista”, spiega) e con il cugino, che è stato considerato nel controllo un addetto lavorante, “mentre era presente solo di compagnia”, precisa. Ma l'accertamento ha messo in luce una situazione diversa, quale appunto la presenza di 5 lavoratori che sono stati considerati irregolari sugli 8 totali, vale a dire più della metà. Una situazione che - spiegano fonti dei carabinieri - comporta automaticamente la sospensione dell'attività in quanto il personale irregolare è superiore al 20% del totale.

Clienti non registrati

Contestata anche la tenuta irregolare del registro presenze, con la comunicazione telematica da inviare in Questura per la normativa di pubblica sicurezza. Questa la versione dell'albergatore: “Alle 20,30 avevo tempo fino a mezzanotte per fare gli inserimenti”, sostiene il gestore. Diversa la campana dei carabinieri secondo cui i clienti non registrati erano 33, e questo da più di 24 ore. Gli aspetti specifici ovviamente sono nei verbali dei carabinieri e sarà la giustizia a fare chiarezza nei dettagli in caso di ricorso. “Ho avuto una sanzione di 7-8mila di euro, ma mi faccio carico dei costi se ho sbagliato”, spiega Baroni, non protestando nel merito delle multe, che comunque impugnerà.

La protesta

Questa la protesta conclusiva: “Lo Stato ci tratta come delinquenti, quando fare impresa in Italia è una grande impresa tra tasse e burocrazia. Ho iniziato nel 1991 come lavapiatti, da 15-20 anni sono nella gestione degli hotel e ho in gestione altre strutture”, spiega. “Ho chiesto un finanziamento di 25mila euro, non mi vergogno a dirlo dato che in tantissimi albergatori ci siamo trovati nella necessità di denaro per ripartire, alcuni non hanno i soldi neanche per pagare le utenze. Ora però mollo tutto e chiudo, e pazienza per il rilancio turistico di Castrocaro. Ho cercato di sensibilizzare il sindaco, che non mi ha neanche risposto al telefono”.

Il sindaco: "Invito tutti ad aprire"

Da parte sua il sindaco Marianna Tonellato cerca di smorzare: “So che c'è stato un problema per un albergatore, non so se sia stato un controllo 'vessatorio', anzi so che le forze dell'ordine cercano in questa fase di agire con la massima flessibilità possibile dato il quadro economico. Mi è stato detto che il controllo ha riguardato la normativa specifica Covid, ma anche quella generale”. Il blitz ha però messo in subbuglio tutto il comparto turistico di Castrocaro, in procinto di riaprire.

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“Io esorto tutti gli alberghi di Castrocaro a riaprire – spiega Tonellato -. Il Comune da parte sua conferma il programma di eventi per l'animazione e conferma anche la prossima edizione del Festival di Castrocaro. Sappiamo che è un momento difficile per il turismo e stiamo dando, come Comune, un sostegno nell'azzeramento della quota fissa della tariffa dei rifiuti, un cifra importante per le casse comunali. Facciamo inoltre pressione sul Governo per riuscire ad avere ulteriori sostegni per la ripartenza del turismo”. 

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