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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Vuole diventare italiano, resta bloccato per 4 mesi a Kabul. Si attiva la rete diplomatica: la storia a lieto fine del forlivese Alì Hassan

L'avvento del regime talebano lo aveva di fatto bloccato nel Paese d'origine senza alcuna possibilità di tornare in Italia

S'è conclusa con una calorosa stretta di mano, uno scambio di gagliardetti con il sindaco Gian Luca Zattini, l'avventurosa storia a lieto fine di Alì Hassan, un ragazzo residente da oltre 13 anni a Forlì, ma di origine afgana, che questa estate si era recato a Kabul per reperire documenti necessari per completare la richiesta di cittadinanza italiana. L'avvento del regime talebano lo aveva di fatto bloccato nel Paese d'origine senza alcuna possibilità di tornare in Italia. "In quelle fasi concitate s'è attivata una rete di solidarietà, abilità diplomatica e ferma decisione di riportare a casa, in Romagna, il giovane Alì, che s'è conclusa con l'incontro in Municipio", racconta Francesco Lasaponara, consigliere comunale di 'Centrodestra per Forlì',  accompagnato da Roberto Faccani, capo settore cooperazione civile-militare dell’Istituto Ricerche Studi Informazioni Difesa. 

"Per sottrarre dalle persecuzioni talebane Alì, un ragazzo ben inserito nella nostra società, bravissimo meccanico, e che ho avuto il piacere di conoscere personalmente in officina, abbiamo chiesto all'amministrazione comunale di interessarsi a questo caso delicatissimo - prosegue Lasaponara -. Il sindaco Zattini ha scritto una lettera umanamente molto toccante all'ambasciatore del Pakistan in Italia e da quel momento la diplomazia internazionale s'è messa in moto. Ognuno di noi ha attivato la sua rete di conoscenze internazionali per sbloccare la situazione ed alla fine, dopo quattro lunghi mesi nell’inferno di Kabul, in trepidante attesa per le sorti di Alì, abbiamo avuto conferma del suo ritorno in Italia". 

E alla vigilia di Natale, il lieto fine, con il rientro del giovane nella sua città d’adozione ed i sorrisi e le parole di soddisfazione del sindaco Zattini che ha sottolineato l'importanza di questo esempio di fratellanza, integrazione e solidarietà. "Alì si è rifatto una vita, è perfettamente integrato nella nostra comunità: ha un lavoro, una casa e amici a Forlì - conclude Lasaponara -. Il suo apporto lavorativo in officina è essenziale. S'è fatto amare da tutti e della nostra città ha preso lo spirito socievole e accogliente. Abbiamo fatto il possibile per farlo fuggire dall'inferno di Kabul e oggi possiamo raccontare una storia che s'è conclusa positivamente. A dimostrazione che per la difesa dei diritti umani si devono condurre le battaglie più difficili, nella consapevolezza che i risultati prima o poi si raggiungeranno. Una bella storia di integrazione: Alì ha chiesto la cittadinanza italiana. Una di quelle storie che, iniziano in salita, con drammi e traumi, ma che si concludono con un lieto fine".

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