"Caccia" alle bombe d'aereo inesplose: a Forlì sono una trentina

Localizzate in 24 siti, giacciono interrate dai tre ai cinque metri di profondità. La notizia emerge da una documentazione topografica del 1948, scoperta presso l’Archivio di Stato di Forlì

Il Comune di Forlì e l'Associazione Geometri Volontari Emilia-Romagna, hanno sottoscitto una convenzione per dare attuazione al Progetto “Bombe d'aereo interrate della II guerra mondiale e loro individuazione nel territorio del Comune di Forlì”. Quando, nel 2014, la Prefettura di Forlì ha trasmesso le 24 schede contenenti altrettante monografie topografiche e mappe catastali, sulle quali sono riportate le misure (riferite ai capisaldi di allora) della posizione di 34 ordigni bellici interrati ed i nominativi dei proprietari dei terreni interessati, ha anche invitato il Comune a valutare la possibilità di ricorrere ad una bonifica sistematica delle aree coinvolte. Sul territorio comunale di Forlì ci sarebbero ancora 34 bombe d’aereo inesplose.

Localizzate in 24 siti, giacciono interrate dai tre ai cinque metri di profondità. La notizia emerge da una documentazione topografica del 1948, scoperta presso l’Archivio di Stato di Forlì. Le schede tuttavia contenengono parecchie incongruenze nelle misure e nei dati rilevati dai militari dell’epoca. "La prima cosa da fare per i servizi comunali - dichiara il sindaco di Forlì, Davide Drei – è verificare la reale posizione degli ordigni, grazie al coinvogimento di esperti". Gli uffici hanno già avviato una ricerca d'archivio ulteriore, per rintracciare la documentazione comprovante la successiva rimozione degli ordigni. Se in 5 zone la bonifica è già avvenuta, per le altre 19 non è stato possibile reperire alcuna informazione precisa. E’ stato coinvolto anche il Comando Militare Regione Emilia Romagna, con sede a Bologna, il quale ha successivamente interessato alla questione il Comando Forze di Difesa Interregionale Nord di Padova, ma senza alcun esito.

"Nemmeno i contatti avviati nel frattempo con gli attuali proprietari – interviene il geologo Marcello Arfelli, funzionario del Servizio di protezione civile del Comune di Forlì - non hanno prodotto alcun risultato". L’evidente serie di incongruenze riscontrate nei rilevati topografici del tempo, non deve assolutamente portare ad abbassare la guardia: "Con tutta probabilità – continua Arfelli - gli ordigni segnalati dalla Prefettura di Forlì-Cesena sono ancora presenti nel territorio comunale di Forlì".

Si tratta di una problematica complessa ed articolata, per la quale un sindaco non possiede né i mezzi né le strutture per riuscire a fronteggiarla. E’ quindi stato chiesto l'intervento del Ministero della Difesa, del Ministero dell'Interno e del Dipartimento della Protezione Civile. Le bombe d’areo sganciate dalle fortezze volanti americane sul nord Italia, pesavano 250 chili, con ben 120 chili di tritolo all’interno. Entro il marzo 2017, come da convenzione stipulata col Collegio Geometri Forlì-Cesena, la Protezione Civile comunale dovrebbe avere acquisito la posizione di tutti e 34 gli ordigni rimasti sul territorio forlivese.
 

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