Bevono alcolici in centro per disobbedire all'ordinanza anti-alcol: serata di protesta in centro

I giovani hanno allestito il “Botellòn disobbediente”, un'azione di disobbedienza civile contro l'ordinanza anti-vetro e anti-alcol varata a fine agosto dal sindaco Gian Luca Zattini

Manifestazione di protesta nella serata di giovedì in piazzetta della Misura, dietro il muncipio. Circa 200 persone, in gran parte giovani, hanno allestito il “Botellòn disobbediente”, un'azione di disobbedienza civile contro l'ordinanza anti-vetro e anti-alcol varata a fine agosto dal sindaco Gian Luca Zattini. Come avevano annunciato, i contestatori hanno consumato sul posto bevande in vetro e alcolici, in alcuni casi sfoderando dagli zaini anche bottiglie di super-alcolici.

I manifestanti si sono portati dietro sacchi neri per raccogliere i rifiuti prodotti. A controllare discretamente la manifestazione di protesta le forze dell'ordine, che hanno scelto di presenziare esclusivamente in abiti borghesi. Personale in divisa sha stazionato in piazza Saffi e piazza del Duomo. Partita intorno alle 22, la manifestazione è proseguita fino all'una. Quando è iniziato il consumo degli alcolici su area pubblica, quindi in violazione dell'ordinanza sindacale, le forze dell'ordine hanno scelto di mantenere un profilo basso per una migliore gestione dell'ordine pubblico.

VIDEO - La bevuta di protesta con musica, raccolta firme e raccolta differenziata

Con il termine spagnolo “botellón” si definisce un fenomeno diffuso in Spagna dagli anni '80 in cui sono prevalentemente coinvolti giovani che si ritrovano in gruppi numerosi per consumare all'aperto - in compagnia e senza avvalersi di esercizi pubblici - bevande alcoliche o analcoliche. Il termine deriva dallo spagnolo 'botella', cioè la bottiglia, quella che la recente ordinanza anti-degrado del sindaco ha messo nel mirino per arginare il consumo di alcolici e la disseminazione del vetro nell'area del centro storico. Un provvedimento che ha già portato ad alcune decine di multe da parte della Polizia Locale. Gli organizzatori della manifestazione di disobbedienza contestano alla radice il provvedimento e chiedono che al suo scadere non venga reso definitivo nel nuovo regolamento di Polizia Urbana. 

Il volantino degli organizzatori, il gruppo di "Forlì meticcia", protesta contro alcuni passaggi dell'ordinanza: "In primo luogo, si addita la presenza di studenti universitari e migranti come concausa del degrado della città. Le parole di questa ordinanza lasciano trasparire l’atteggiamento paternalistico nonché xenofobo della nuova amministrazione che sembra dimenticare il ruolo degli universitari a Forlì. Come possiamo definire Forlì una città universitaria e aperta se questa giudica e discrimina studenti, studentesse e migranti?”. Nel merito del provvedimento inoltre sostengono che "non è grazie al proibizionismo che il consumo di alcolici può essere ridotto, lo insegna la storia. Occorrono campagne di sensibilizzazione verso quei problemi che riconosciamo ma che non possono essere bollati semplicemente come degrado”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Ben diversa la posizione del sindaco, che in un post su Facebook ha difeso l'ordinanza: "L’ordinanza sindacale che vieta il consumo di bevande alcoliche nelle aree pubbliche del nostro centro storico è un atto più che legittimo di cui rivendico con orgoglio la paternità e la bontà del dispositivo. È infatti compito di un’Amministrazione responsabile e sensibile alla vivibilità del proprio centro urbano, assicurare una civile e serena convivenza nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico e attraverso l’adozione di strumenti normativi volti a superare situazioni di grave incuria e degrado del territorio". Ed ancora: “Di fronte all’abuso di alcol e a evidenti situazioni di allarme sociale, avremmo potuto fare finta di niente e starcene con le mani in mano nei nostri uffici, ignorando i numerosi esposti, i crescenti episodi di inciviltà e il consumo eccessivo e incontrollato di bevande alcoliche. Ma un Sindaco ha l’obbligo di agire in qualità di rappresentante della comunità locale e nell’interesse collettivo dei suoi cittadini. Non si tratta di discriminazione. Non è proibizionismo. È buon senso e rispetto della legalità. È tutela dell’ordine pubblico e garanzia di maggior sicurezza. È la Forlì che vogliamo”.  

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • La tabaccheria ancora baciata dalla fortuna, nuovo terno al Lotto: "Forse una data di nascita"

  • Coronavirus, ecco il nuovo dpcm punto per punto: ristoranti chiusi alle 18. Stop per palestre, cinema e teatri

  • Da Forlì parte la ribellione delle palestre: "Se imporranno la chiusura, non chiuderemo"

  • Coronavirus, due insegnanti e tre studenti infettati: classe dell'asilo in quarantena

  • Meldola in lutto per la scomparsa di Stefanino, il sindaco: "Una figura speciale per tutti"

  • Aeroporto, il Ridolfi torna sui radar di tutto il mondo: si parte con i voli commerciali

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
ForlìToday è in caricamento