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“Bravo Andrea”, il vescovo elogia Andrea Francia per il lavoro in Guatemala

"Bravo Andrea". Non usa mezzi termini il vescovo di Forlì-Bertinoro monsignor Lino Pizzi, nel descrivere quanto di buono realizzato finora in Guatemala dal missionario forlivese Andrea Francia

 “Bravo Andrea”. Non usa mezzi termini il vescovo di Forlì-Bertinoro monsignor Lino Pizzi, nel descrivere quanto di buono realizzato finora in Guatemala dal missionario forlivese Andrea Francia. “Ho visto creature spensierate, accudite con amore dalle suore di Marta y Maria. Andrea ha lavorato bene, creando un piccolo paradiso per i suoi bimbi di strada”. Il presule è stato nel paese centroamericano dal 6 al 15 novembre 2011, accompagnato dal responsabile dell'Ufficio missionario diocesano don Luigi Burchi.

Prima di approdare ad Esquipulas, località al confine con Honduras ed El Salvador, famosa per la statua lignea del Cristo Nero Crocifisso, venerata ogni anno da due milioni di persone, monsignor Pizzi ha fatto tappa alla basilica della Vergine di Guadalupe di Città del Messico, il santuario mariano più visitato al mondo con ben 20 milioni di fedeli l'anno. Poi il balzo a Guatemala City, una delle capitali americane col più alto tasso di criminalità (20 omicidi ogni giorno), ma solo per il tempo necessario a salire in auto e percorrere i circa 150 chilometri di strada tortuosa che separano Ciudad de Guatemala da Jalapa, località anonima e assolata nel sud est del paese, ospitante la casa madre e il noviziato della Congregazione di Marta y Maria.

Al suo arrivo nella cittadina, il vescovo Pizzi ha beneficiato della straordinaria accoglienza delle religiose di Marta y Maria, le stesse che sostengono Andrea Francia ad Esquipulas nel suo impegno umanitario per i “niños de la calle”. Fondata nel 1979 da monsignor Miguel Angel García Aráuz, vescovo di Jalapa, e da madre Angela Eugenia Sílva Sánchez, la congregazione è presente con 86 case in 10 paesi al mondo (10 case anche in Italia), per un totale di 800 religiose, tutte giovanissime, dedite principalmente al servizio nelle parrocchie e nelle scuole dell'infanzia e primarie. Nella missione “Ciudad de la Felicidad” di Esquipulas, eretta in neppure 4 anni di lavoro da Andrea Francia grazie alla solidarietà internazionale, soprattutto spagnola ed italiana, 39 consacrate di Marta y Maria conducono le 8 case famiglia realizzate sinora, accudendo 50 minori rimasti orfani o gettati sulla strada.

L'ospite più giovane del villaggio è una bimba di pochi mesi, ritrovata nell'agosto scorso dentro una borsa di tela appoggiata al portone della missione. Ma fa accapponare la pelle anche la storia della piccola Brenda. Una mattina di due anni fa, Andrea si era recato al mercato cittadino, posto nei pressi della Basilica del Cristo Nero, che a sua volta dista circa 3 chilometri tutti buche e fango dalla “Ciudad”. Ad un certo punto, incredulo, nota una madre disperata nell'atto di offrire la figlia in fasce ai passanti, in cambio di una somma in denaro. Alla minaccia del missionario di chiamare la polizia, la povera donna consegna la piccola ad Andrea e si dà alla fuga. Da quel giorno, Brenda fa parte della crescente famiglia della “Ciudad de la Felicidad”.

Nei circa 6 giorni di permanenza ad Esquipulas, il vescovo di Forlì-Bertinoro ha potuto constatare gli sforzi profusi da Andrea per dare al suo villaggio anche un minimo di autonomia economica, grazie alle numerose piante di caffè e banane messe a cultura nei terreni della missione, e già in grado di garantire un raccolto appetibile dal mercato, non solo locale. Non poteva certo mancare il contatto ufficiale del presule forlivese con i monaci benedettini di Esquipulas, proprietari dei 40 ettari di boscaglia dati in concessione a Francia nel 2006 e da questi tramutati in paradiso, né un approccio significativo con monsignor Rosolino Bianchetti, sacerdote “fidei donum” della Diocesi di Crema e divenuto vescovo guatemalteco 3 anni fa, con giurisdizione pastorale sulla stessa “Ciudad de la Felicidad” di Andrea.

Nel suo attento sopralluogo alla missione condotta da Francia, monsignor Lino Pizzi è riuscito a scorgere anche chiari segni di futuro: fervono infatti i lavori del nuovo ospedale, che può contare su benefattori del calibro degli imprenditori forlivesi Grazia e Giuseppe Silvestrini di “Marco Polo” e Marino Bandini di “Ceracarta”, oltre che sul “solito” Comitato per la lotta contro la fame nel mondo, l'onlus fondata nel 1963 dall'indimenticabile Annalena Tonelli. Una volta terminata, la struttura disporrà di 24 posti letto e di un'assistenza sanitaria senza eguali in tutto il Guatemala. E' possibile constatare il lavoro del missionario forlivese Andrea Francia anche “online”, andando sul sito web “www.ciudaddelafelicidad.org.gt”. Piero Ghetti

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