Cronaca

Caccia ai bracconieri: 5 persone denunciate, sequestrati fucili e attrezzature

Durante l'ultima stagione venatoria sono stati diversi gli interventi degli agenti della polizia Provinciale

Durante l'ultima stagione venatoria sono state diverse le operazioni antibracconaggio messe in atto dal personale della polizia Provinciale di Forlì-Cesena che, al termine degli accertamenti, ha denunciato a piede libero 5 persone oltre a sequestrare fucili, munizioni, reti di varia tipologia e richiami acustici elettromagnetici. Di queste, quattro bracconieri sono stati deferiti all'autorità giudiziaria per esercizio dell'uccellagione e per utilizzo di mezzi di caccia vietati dalla legge. Durante le perquisizioni effettuate all'interno di alcuni fabbricati agricoli sono stati trovati incustodite centosettanta cartucce caricate a palla di diverso calibro, oltre un chilogrammo di polvere da sparo e varie munizioni caricate a pallini. A seguito di questi interventi è stato necessario controllare l'abitazione di un cacciatore in particolare, subito denunciato, nella quale sono stati trovati e sequestrati in via cautelativa nove fucili da caccia e 1.734 cartucce detenute in violazione dei limiti imposti dal TULPS. La quinta persona è stata denunciata per detenzione di specie particolarmente protette.
 
Inoltre, sono stati sequestrati settantaquattro reti, undici trappole ad “archetto”, una gabbia trappola, otto  richiami acustici a funzionamento elettromagnetico, e diversi tipi di uccelli appartenenti a specie cacciabili (30 Tordi bottaccio, 48  Tordi sassello, 6 Cesene, 8 Merli),  protette (3 storni) e particolarmente protette (3 Pettirossi, 1 Picchio verde e 1 Cardellino), che vanno ad alimentare il mercato illegale di volatili catturati al di fuori di ogni normativa. Per contenere il fenomeno, tra settembre e novembre di ogni anno,  in occasione del passaggio di uccelli migratori,  la polizia Provinciale intensifica le azioni di contrasto alla pratica illegale dell'uccellagione che alimenta il mercato nero dei richiami vivi ad uso venatorio e quello degli esemplari protetti destinati all'allevamento amatoriale. Una pratica che, oltre a violare la legge,  danneggia in maniera non sostenibile l’avifauna non solo di passaggio.

 
Infine, nel forlivese, durante i controlli di routine alle squadre di caccia al cinghiale, è stato fermato  e denunciato un cacciatore in possesso di una carabina dotata di un caricatore dalla capacità  doppia rispetto  a quella consentita dalla legge. L'arma, il caricatore e le munizioni sono state sequestrate e consegnate all'ufficio corpi di reato del Tribunale di Forlì.

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