Cadavere nel parco, Zattini: "Disagio giovanile e problema di sicurezza". Pd: "Caduto in basso"

“Un episodio gravissimo. Una morte drammatica che svela la tragicità del disagio giovanile ma che per certi aspetti, primo fra tutti quello della sicurezza"

“Un episodio gravissimo. Una morte drammatica che svela la tragicità del disagio giovanile ma che per certi aspetti, primo fra tutti quello della sicurezza e dell’ordine pubblico, deve far riflettere chi ancora governa questa città”: Gian Luca Zattini, candidato a sindaco di Forlì per il centro destra, commenta così il ritrovamento, lunedì mattina, del corpo di un giovane venticinquenne riverso nei bagni pubblici del Parco della Resistenza.

“Ringrazio prima di tutto le forze dell’ordine che stanno conducendo le indagini con solerzia e che sono intervenute con tempestività sul luogo del decesso. Si tratta certamente di un evento drammatico, di una morte che vorremmo non dover mai commentare, le cui cause sono da ricercare nel profondo disagio, nell'emarginazione e nello stato di solitudine e abbandono in cui si ‘rifugiano’ i nostri ragazzi. Ma non si tratta solo di questo. C’è di più. Dobbiamo infatti avere il coraggio di interrogarci su un altro aspetto, altrettanto grave e al tempo stesso importante per il nostro territorio e per la qualità della vita dei nostri cittadini”.
 
“Il Parco della Resistenza, come tanti altri nel forlivese, dovrebbe essere un luogo di aggregazione, un’area pubblica dedicata ai più giovani, alle famiglie con bambini e a chiunque voglia passare in serenità, immerso nel verde cittadino, un pomeriggio di svago. Di certo non può e non deve tramutarsi in un luogo di spaccio, di droga e di somministrazione di stupefacenti. È evidente – conclude Zattini – che, in questi anni, qualcosa nella gestione e nella valorizzazione delle aree verdi e nella lotta al degrado e all’abbandono degli spazi pubblici, è mancato. Il nostro intento è invece un altro. Vogliamo ridare a questi luoghi la centralità e la funzionalità che si meritano. Sono i cittadini che ce lo chiedono. Come? Partendo dal ripristino di condizioni di vivibilità e sicurezza, da controlli capillari e da una politica di contrasto e prevenzione di qualsiasi forma di degrado urbano”. 

Botta e risposta

A rispondere a Zattini sono però i segretari comunale e territoriale del Pd, Massimo Zoli e Valentina Ancarani: “Chi fa politica sul corpo ancora caldo di un ragazzo di 25 anni non è degno di fare il sindaco di Forlì. Zattini ci sta abituando a continui scivoloni, ma pare che ora sia proprio caduto in basso. Da parte nostra vanno le più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai conoscenti". Controreplica il candidato sindaco della coalizione del centrodestra: “Apprendo con dispiacere delle parole dei due segretari del Pd. Prima di tutto è chiaro che i due rampolli del partito democratico non hanno letto con attenzione, fino in fondo, la mia riflessione sulla morte del giovane venticinquenne forlivese e poi perché non ne hanno colto la natura riflessiva e l’emergenza sotto altri aspetti. È chiaro che la fretta di commentare, a tutti i costi e con toni accusatori, la mia nota, ha preso il sopravvento sui toni razionali che personaggi del loro calibro politico dovrebbero tenere. Avrei gradito un loro contributo più costruttivo, per il bene di questa città e in memoria della giovane vita spezzata, piuttosto che una boutade elettorale mossa dal più triste dei pregiudizi politici".

"Sarebbe bastato, da parte loro, un po’ di coraggio e la volontà di farsi carico, come esponenti dell’attuale amministrazione, del dramma che questa città sta vivendo - continua Zattini -. Perché se all’Ancarani e a Zoli sta bene che i nostri ragazzi si droghino e assumano stupefacenti in un parco, a due passi da un’area giochi, lo dicano. Se per loro è normale che un giardino pubblico, in pieno centro, diventi il luogo dove un giovane ragazzo trova la morte, lo dicano. E non sarà Zattini a farsene una ragione, saranno i forlivesi a prenderne atto". "Non entro poi nel merito dell’essere degno o meno di fare il Sindaco di Forlì, ma credo, se non altro, che non sia prerogativa dell’Ancarani e di Zoli deciderlo - conclude -. Lo faranno i cittadini alle prossime elezioni. Per quanto riguarda infine la presunzione di dire che sono caduto in basso, suggerisco ad entrambi di guardarsi in casa propria e di non giudicare, come è solito fare il Pd, chiunque non la pensi come loro. Una sana dose di modestia e un tono più conciliante, anche nei confronti di chi le cose, comprese quelle più scomode, ha il coraggio di dirle non guasterebbe".

Forza Italia

Sul caso interviene anche Fabrizio Ragni, responsabile comunale di Forza Italia: “Quest'episodio rappresenta il massimo punto di inerzia di un'amministrazione comunale che ha sempre rifiutato le nostre proposte per garantire maggiori controlli e sicurezza in città, utilizzando per esempio le guardie giurate armate per pattugliare i luoghi pubblici come i cimiteri, i parcheggi, le stazioni  ed anche le aree verdi". “Il nostro è un atto d'accusa definitivo di una giunta comunale erede della peggiore  tradizione comunista e buonista che ha sempre respinto o ignorato   le nostre segnalazioni in merito  a casi di  spaccio o vandalismo nelle piazze e nelle aree verdi di Forlì. Una piaga che interessa molte aree pubbliche cittadine, come dimostrano le cronache di tutti i giorni. In assenza di una seria politica di controllo dell'ordine pubblico possiamo sin d'ora comunicare a tutti i cittadini che questo andazzo avrà fine una volta che il centrodestra  vincerà le elezioni comunali del prossimo 26 maggio. Per Forza Italia assicurare sicurezza e ordine pubblico e combattere il degrado in ogni sua forma sarà  una delle priorità di mandato. Così da cancellare una volta e per tutte questo modo lassista di governare, ma sarebbe meglio dire sgovernare,  la città": conclude il capogruppo e coordinatore comunale Fabrizio Ragni .

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