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Satellite in caduta, frammenti potrebbero colpire anche l'Emilia Romagna

Nord Italia, compresa l'Emilia Romagna, in pre-allerta per la caduta di un satellite. In gran parte si disintegrerà al contatto con l'atmosfera, ma una cinquantina di frammenti dal peso complessivo di 250 chilogrammi potrebbero raggiungere il suolo

Nord Italia, compresa l'Emilia Romagna, in pre-allerta per la caduta di un satellite. In gran parte si disintegrerà al contatto con l'atmosfera, ma una cinquantina di frammenti dal peso complessivo di 250 chilogrammi potrebbero raggiungere il suolo. Ancora non si sa dove, poichè non è possibile fare calcoli precisi. Tuttavia gli esperti assicurano che le possibilità di essere colpiti da un frammento sono bassissime, circa 250mila volte inferiori a quelle di vincere il primo premio a una lotteria.

Secondo la Protezione civile non è improbabile che frammenti del satellite colpiscano anche l'Italia: per l'Emilia Romagna la finestra di allerta è quella compresa tra le 8.26 alle 9.06 di domenica. C'è un ulteriore finestra dalle 7.48 alle 8.28 di lunedì, ma si tratta di un periodo per il quale non sono ancora disponibili informazioni.

Il satellite dell'Esa Goce ha terminato la sua missione dopo esser stato lanciato in orbita nel 2009 con l'obiettivo di misurare in dettaglio la forza di gravità della Terra e le circolazioni oceaniche. Per svolgere questa missione doveva volare basso, a 260 chilometri d’altezza, dove ancora vi sono molecole rarefatte dell’atmosfera terrestre. Lungo 5,3 metri e pesante 1,1 tonnellate, all'impatto con l'atmosfera potrebbe resistere circa il 26%di esso. La Protezione civile ritiene "poco probabile che i frammenti causino il crollo di strutture: per questo sono da scegliere luoghi chiusi".

Inoltre è stato sottolineato che "i frammenti, impattando sui tetti degli edifici, potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici". Episodi di questo genere sono assai rari. "Pertanto - spiegano gli esperti della Protezione Civile - non esistono comportamenti di autotutela codificati in ambito internazionale da adottare a fronte di questa tipologia di eventi".

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