Cala del 28% chi chiede aiuto alla Caritas: "Effetto dei decreti sicurezza e del Reddito di cittadinanza"

Si registra una diminuzione del 28% del numero totale delle persone che hanno avuto accesso ai servizi Caritas: gli utenti registrati dai CDA sono infatti 2.440

Giunto all’undicesima edizione, il Rapporto sulle povertà della Caritas diocesana di Forlì-Bertinoro, il primo sotto l’egida del nuovo direttore Filippo Monari, ha come tema centrale la povertà educativa dei giovani e degli adulti. “L’intento – dichiara lo stesso Monari - è rispondere all’invito di Papa Francesco, affinché si ricostruisca un patto globale che ci educhi alla solidarietà universale e ad un nuovo umanesimo”. Di qui l’importanza di interrogarsi sui bisogni educativi del territorio “per contrastare e ridurre al minimo le conseguenze di quel fenomeno, che vede povertà economica ed educativa alimentarsi a vicenda e tramandarsi di generazione in generazione”.

Per quanto riguarda l’aspetto prettamente economico, l’analisi dei dati 2019 registrati dagli operatori e dai volontari del centro d’ascolto Buon Pastore e dei centri della Caritas Diocesana Forlì-Bertinoro (24 centri di ascolto parrocchiali, più quello diocesano del Buon Pastore di via dei Mille), registra una diminuzione del 28% del numero totale delle persone che hanno avuto accesso ai servizi Caritas: gli utenti registrati dai CDA sono infatti 2.440, contro i 3.121 del 2018. Tale calo potrebbe essere spiegato innanzitutto come effetto dell’applicazione della Legge n. 132/2018 e del D.L. n. 53/2019 (i cosiddetti Decreti Legge Sicurezza e Immigrazione), che hanno comportato una netta flessione degli arrivi di cittadini stranieri su tutto il territorio nazionale. Ma c’è anche l’introduzione del Reddito di Cittadinanza (D.L. n. 4/2019), pensato con l’obiettivo di migliorare le condizioni economiche e lavorative delle persone in stato di difficoltà.

“Resta, tuttavia, un dato particolarmente elevato – si legge nel Report – con ben 5.516 beneficiari nel 2019, che va a confermare un evidente disagio socio-economico”. Nella Diocesi di Forlì-Bertinoro, la fascia d’età più colpita risulta essere quella degli adulti dai 35 ai 64 anni: “Si tratta di persone – continua l’elaborato - che hanno perso il lavoro e faticano a trovarne un altro. Sono padri e madri di famiglia che, non godendo di alcuna pensione sociale o di anzianità lavorativa, non riescono a coprire le tante spese familiari, dall’acquisto dei prodotti alimentari al pagamento dell’affitto, dai libri scolastici al mantenimento delle utenze casalinghe”. Al secondo posto troviamo i minori (0-17), pari al 28% dei beneficiari complessivi. “I bambini e gli adolescenti sono, infatti, i soggetti a maggior rischio povertà non solo economica ma anche educativa”. Come affermato nell’ultimo rapporto sulle povertà pubblicato da Caritas Italiana, “ci si chiede se le deprivazioni sperimentate da bambini durante il lockdown segneranno e soprattutto penalizzeranno il loro futuro sul piano economico e socio educativo”.  A questo punto diventa prioritario scendere nel piano più profondo della socializzazione: “E’ un intervento da fare insieme ai genitori e agli educatori, che possa gettare le basi per la costruzione di un bagaglio culturale in grado di prevenire e fronteggiare situazioni di fragilità”.

Al terzo posto troviamo i giovani dai 18 ai 34 anni (23%) colpiti da una maggiore precarietà lavorativa, che non consente di raggiungere una stabilità economica. Se finora è stato esaminato l’aspetto dei bisogni individuali, è importante anche estrapolare il dato relativo ai nuclei. Nel 2019 sono state 1.207 le famiglie che hanno chiesto aiuto ai CDA della Caritas Diocesana. Sono per il 67% di origine straniera, con solo l’uomo che svolge un’attività lavorativa, mentre la donna è dedita alla cura della casa e all’educazione dei figli. Il 2019 è stato anche l’anno dell’accoglienza di madri sole con figli, passate da 22 nel 2018 a 44 nel 2019. Le accoglienze residenziali, la cosiddetta seconda accoglienza Caritas, ha visto invece una lieve diminuzione nel numero delle persone ospitate. Se nel 2018 si è registrato un maggior turnover, nel 2019 sono state accolte meno persone ma per periodi più lunghi. In definitiva, se il bisogno di tipo economico continua a rappresentare il motivo principale di ricorso alla Caritas,” emergono delle aggravanti, rappresentate da uno stato di disoccupazione che si protrae per anni e aumenta con l’avanzare dell’età”.

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Un altro importante riscontro è quello delle mense: il 2019 ha registrato 31.650 pasti serali erogati dalla mensa Buon Pastore e 17.100 dalla San Francesco, per un totale di 48.750, più 30.552 pacchi viveri consegnati. Il Rapporto 2019 “Educare sempre come risposta alle povertà” non poteva non contenere un “Flash Report Covid-19” con alcuni dati relativi ai mesi di marzo e aprile 2020: emerge uno sforzo straordinario di volontari e operatori Caritas nelle settimane caratterizzate dal “lockdown”, con il passaggio dei servizi di accoglienza dal modello inclusivo a quello settoriale nel rispetto del “restate a casa”, e dunque di custodia delle persone. Concretamente, se l’accoglienza notturna si è trasformata in vera e propria cura residenziale delle persone, gli accessi alla Mensa Buon Pastore di via dei Mille sono passati dai 2.514 di marzo ai 3.003 di aprile. “Abbiamo dovuto cambiare il nostro modo di operare – conclude Monari – ma non abbiamo mai perso la nostra missione: avere una società più equa e solidale, in cui la qualità delle relazioni sia messa al primo posto”

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