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Calderoni: "Melandri prof e assessore all'Università, è incompatibile". La replica: "Tutto regolare"

Un conflitto di interesse per Valerio Melandri, assessore comunale con delega all’Università e contemporaneamente docente universitario del campus forlivese dell’Alma Mater: è la critica mossa

Un conflitto di interesse per Valerio Melandri, assessore comunale con delega all’Università e contemporaneamente docente universitario del campus forlivese dell’Alma Mater: con un’articolata interrogazione, presentata venerdì, il consigliere comunale Giorgio Calderoni del gruppo “Forlì & Co.”, pone la questione al Consiglio comunale. Calderoni pone la questione in 10 punti e spiega di aver annunciato la questione all’assessore interessato due mesi fa, indicando di aver tenuto la sua contestazione ferma per le elezioni regionali e non essere così accusato di strumentalizzazione.

“Non incompatibilità formale, ma etica”

E’ lo stesso Calderoni a parlare di “situazione non giuridicamente incompatibile ma di oggettivo conflitto di interessi dell’Assessore all’Università di Forlì è quella di essere docente e Direttore del Master in Fundraising presso la stessa sede di Forlì dell’Università di Bologna, nonché titolare di un “network personaleattivo nel mondo del fundraising”. L’ex candidato sindaco del centro-sinistra spiega che “il conflitto di interessi può essere anche solo potenziale e apparente”, riferendosi anche al codice etico dell’ASSIF - l’associazione italiana Fundraiser, di cui Melandri è stato cofondatore nell’anno 2000. 
L’incompatibilità della delega detenuta “sussiste poi per una particolare situazione soggettiva dell’Assessore Melandri nei confronti dell’Università di Bologna, cioè una pregressa sanzione disciplinare di sospensione dal servizio, in sé “scontata” ma i cui effetti perdurano tuttora e si protrarranno ancora”. Il riferimento è ad una sospensione di Melandri nel 2014.

Ricostruisce la vicenda Calderoni, riportando dal blog dell’assessore: “Valerio Melandri è stato accusato nel dicembre 2014, mentre viveva negli Stati Uniti con la famiglia, di avere inserito 4 “titoli” inesistenti nell’anagrafe della ricerca (il sito web del ministero dove ogni docente deve inserire i titoli delle pubblicazioni) e che all’epoca aveva 149 pubblicazioni quale docente universitario. Ha spiegato che si è trattato di un mero errore formale (inserimento, nella lista dei titoli definitivi, di ciò che era solo titolo provvisorio). La sanzione è consistita nella “sospensione dal servizio per un determinato periodo”, e la stessa è stata scontata, mentre la magistratura penale ha emesso decreto di archiviazione”. Calderoni rileva che questa pendenza impedisce a Melandri di ricoprire i più incarichi direttivi all’Università per dieci anni e ciò non lo retterebbe in una “situazione di assoluta serenità rispetto alle decisioni da adottare” sui temi dell’università.

Ed ancora Calderoni: “Un’ulteriore situazione di cointeressenza dell’Assessore Melandri si registra con i principali partner del Comune nel progetto Scuola di medicina Unibo a Forlì: Serinar, che dà in affitto locali ubicati nella sede Serinar per una realtà del suo network, il Festival del Fundraising; e Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, di cui un’altra Associazione del network, il Centro Studi Philantropy, è partner scientifico”. Ed infine c’è “la specifica situazione familiare dell’assessore: la sua coniuge èanch’ella dipendente (con funzioni amministrative) della sede di Forlì dell’Università di Bologna e attualmente titolare della carica elettiva di consigliere comunale del Comune di Forlì, anche con incarichi istituzionali di rilievo (Presidente della Commissione consiliare di indagine sugli affidi di minori); nonché socio fondatore di Philantropy”.

In conclusione, l’interrogazione chiede “al Sindaco se intende chiedere all’Assessore Valerio Melandri di  risolvere il personale conflitto di interessi”. Due le soluzioni per Melandri, secondo Calderoni: “Collocarsi in aspettativa, per mandato elettivo, dall’Università di Bologna o, in alternativa, rimettere spontaneamente nelle mani del Sindaco la specifica delega all’Università”. Calderoni chiede di ritirare la delega all’Università all’assessore Melandri.

La replica di Melandri: "L'Ateneo mi certifica che non c'è incompatibilità"

A Calderoni replica l’assessore Melandri: “C’è un episodio che forse non tutti sanno circa la nascita dell’Università in Romagna.  Poco tempo prima di essere brutalmente ucciso dalle Brigate Rosse, il senatore Ruffilli aveva subito un’operazione chirurgica un po’ delicata, e per questo aveva fatto testamento. Ecco perchè era recente ciò che aveva scritto, e rappresentava davvero, le sue “ultime" volontà. Verso la fine egli aveva scritto: “Lascio tutti i miei libri alla costituenda Università di Romagna”. Non c’era Università di Romagna, e non c’era nemmeno l’idea di farla. Ma con il testamento in mano, tuttiI (e dico tutti) i politici locali andarono al Ministero (al tempo era il sen. Ruberti) e più o meno dissero: “Beh, e con questa frase qui, tu non fai il decentramento in Romagna?”. Mio padre mi raccontò che Ruberti alzò la cornetta, chiamò il suo dirigente e disse: “Inserisci anche la Romagna nei decentramenti”. E le ultime 4 righe della famosa legge sui decentramenti universitari, citava proprio la Romagna”. 

Così Melandri: “Questa per me si chiama “Politica” con la P maiuscola. Coesione, volontà di fare e costruire e di collaborare con tutti per il Bene comune. Questo è lo stile con cui ho accettato il mio incarico di assessore. E penso che le centinaia di persone, di ogni orientamento e colore politico che ho incontrato e con cui ho collaborato, in questi primi 7 mesi di lavoro, possano testimoniarlo. Lo stile del contribuire al bene comune cooperando con tutti coloro che vogliono veramente il bene di questa città”. E l’attacco: “Che razza di “politica” è quella di scrivere un’interpellanza di 12 pagine dopo aver scartabellato con fare inquisitorio ogni mia dichiarazione, libro, citazione, post, articolo, indicando inconsistenti situazioni di conflitto? Si contribuisca con idee, si critichi quello che non si condivide, si aiuti a realizzare nuove cose. Non deve mancare di certo il dibattito, ma sulle idee e sui programmi, non su questi totalmente inesistenti “potenziali conflitti di interesse”.

E conclude Melandri: “Sarà mia cura rispondere nel merito dell’atto, senza fretta, nei modi e nei tempi opportuni così come disciplinati dal Regolamento del Comune.  Nel frattempo, cito la lettera ufficiale che il Rettore dell’Alma Mater mi inviò, a suo tempo, certificando la totale “compatibilità delle funzioni di assessore con delega all’Università con il regolare svolgimento delle attività istituzionali previste in Ateneo”.
 

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