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Mercoledì, 30 Novembre 2022
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L'infinita 'ottobrata', l'autunno travestito d'agosto. Prime proiezioni per l'inverno: "Un po' più freddo e piovoso"

L'INTERVISTA - Così Randi: "I primi 20 giorni di ottobre 2022 sono trascorsi con un tipo di circolazione di stampo praticamente estivo, con temperature medie costantemente superiori alla norma e assenza, o quasi, di precipitazioni"

Venti giorni con temperature ben al di sopra della media del periodo. Per farci un'idea, le temperature massime registrate a Forlì dalla stazione meteo urbana del servizio meteorologico regionale dell'Arpae non è mai scesa al di sotto dei 20°C, con un picco di 24,5°C nei giorni 6 e 7 ottobre. Ma le anomalie termiche non riguardano solo la fascia pianeggiante, ma anche l'entroterra: al Passo della Calla, a quota 1298 metri, le massime si mantegono al di sopra dei 10°C, con un picco di 18,4°C il 20 ottobre. E la situazione è destinata a rimanere stazionaria almeno fino alla fine del mese. Uno scenario decisamente anomalo, che se da un lato può sembrare piacevole, con la possibilità di trascorrere più ore all'aria aperta ed evitare l'utilizzo dei sistemi di riscaldamento, contenendo così i rincari del gas, dall'altro è preoccupante perchè va a peggiorare il quadro idrico del nostro territorio (la diga di Ridracoli sta perdendo sempre più oro "blu", col volume dell'invaso al 32,9% della capienza totale).

Pierluigi Randi, tecnico meteorologo certificato e meteorologo Ampro (Associazione meteo professionisti), è un mese di ottobre che di autunno ha davvero poco. A cosa è dovuta questa anomalia?
I primi 20 giorni di ottobre 2022 sono trascorsi con un tipo di circolazione di stampo praticamente estivo, con temperature medie costantemente superiori alla norma e assenza, o quasi, di precipitazioni. Il motivo è da ricercarsi in una vasta circolazione depressionaria che da molti giorni è attiva sul vicino Atlantico la quale favorisce il richiamo, sul suo lato orientale, di masse d’aria molto calda e stabile che alimenta un robusto promontorio di alta pressione di tipo sub-tropicale. Questo promontorio, assai vasto, ha inglobato quasi tutta l’Europa centro-meridionale laddove si osservano temperature che sarebbero più consone a metà settembre o, se vogliamo, a fine maggio.

Si tratta di una situazione eccezionale?
Non è eccezionale se ci limitiamo a considerare solo i picchi estremi di temperatura massima (valori fino a 25-27°C sulla Romagna ad eccezione della costa), dal momento che nella seconda decade di ottobre 2011 si arrivò localmente a 30°C, ma lo diventa se consideriamo la persistenza (praticamente da inizio mese) e l’estensione delle forti anomalie termiche positive. Infatti, in altre occasioni, oltre a quella del 2011, si arrivò a valori massimi anche superiori, ma si trattò di picchi effimeri, della durata di 1-3 giorni, mentre attualmente il caldo insolito di protrae da 20 giorni, e altri ne seguiranno, anzi, il picco potrebbe non essere ancora stato raggiunto.

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Nella mappa l'anomalia di temperature a quota 1500 metri prevista per il 23 ottobre

Facciamo un gioco: se questa ondata di caldo si fosse materializzata nel bel mezzo dell'estate, che temperature avremmo potuto raggiungere?
Sicuramente avremmo avuto un lungo periodo con temperature massime sui 37/38°C ma anche intorno ai 40°C in caso di correnti da sud-ovest (garbino), e con minime ben sopra i 20°C (notti tropicali), per cui si sarebbe trattato di un’ondata di caldo estremo, sia in termini di intensità che di durata.

Giunti ormai ai due-terzi della stagione meteorologica, è tra gli autunni più caldi degli ultimi anni?
Partiamo da un mese di settembre che ha visto anomalie termiche (temperatura media) certamente positive ma contenute (anomalia mensile di +0,6°C in Romagna), cui dobbiamo aggiungere i primi 20 giorni di ottobre che mostrano anomalie di +3,0°C. Quindi, attualmente, siamo su anomalie termiche di +1,8°C circa, il che significa che saremmo sullo stesso ordine di grandezza dell’autunno 2014, che con un valore di +1,8°C risulta l’autunno più caldo dal 1950. Certamente dobbiamo attendere il mese di novembre, ma al momento attuale quello del 2022 è l’autunno più caldo della serie storica a pari merito col 2014.

Quando è previsto un ritorno della normalità?
I modelli numerici mostrano un’elevata probabilità che questa anomala situazione si protragga almeno fino a fine mese, con il picco di anomalia termica che potrebbe essere raggiunto tra il 23 e il 24 ottobre (eventuali nubi permettendo che potrebbero limitare la salita delle temperature massime), ma anche successivamente si proseguirebbe con anomalie positive di un certo rilievo (4/5°C almeno). Con l’esordio del mese di novembre le temperature dovrebbero gradualmente rientrare nella norma per l’indebolimento della “bolla” sub-tropicale, ma il condizionale è d’obbligo, poiché a questa distanza temporale l’incertezza è molto elevata. Di sicuro il caldo fuori stagione ci accompagnerà ancora per un po’ di tempo.

Dopo un settembre che aveva fatto ben sperare, Giove Pluvio ha chiuso i rubinetti, aggravando la situazione di deficit idrico. L'ultimo terzo di autunno spalancherà la porta dell'Atlantico?
In effetti, la buona ripresa delle precipitazioni occorsa in agosto-settembre si è già arrestata, con un ottobre che per ora ha dispensato totale assenza di pioggia o, nella migliore delle ipotesi, qualche millimetro in aree circoscritte. Non dimentichiamo che ottobre, assieme a novembre, è normalmente il mese più piovoso dell’anno (dovrebbero cadere tra i 70 e gli 80 mm in pianura) quindi avere precipitazioni assenti o quasi in questo periodo dell’anno costituisce una forte anomalia. Peraltro, sembra che fino a fine mese le occasioni per qualche pioggia possano essere pochissime e irregolarmente distribuite, quindi non certo eventi che possano fare pensare a una svolta positiva. È alquanto probabile che per riavere piogge degne di questo nome, o comunque più consistenti e ben distribuite, si debba attendere il mese di novembre.

E' già possibile avere una prima tendenza per l'inverno in arrivo?
I modelli stagionali costituiscono una preziosa risorsa ma, pur con i notevoli miglioramenti in abilità di previsione degli ultimi anni, hanno un margine d’incertezza sempre elevato. Detto questo, gli scenari per il prossimo inverno saranno probabilmente più chiari in occasione degli aggiornamenti di novembre. Al momento attuale (emissione di ottobre) sembra che vi possa essere una maggiore probabilità che il prossimo inverno possa essere caratterizzato da temperature medie intorno alla norma o solo di poco superiori (quindi un inverno un poco più freddo rispetto agli ultimi 4 che sono stati estremamente miti). La buona notizia è che lo scenario sulle precipitazioni appare positivo (sperando che si conservi) con una maggiore probabilità di piogge superiori alla norma sul bacino del Mediterraneo, specie nella prima parte della stagione. Questi scenari, riferiti al modello stagionale SeaS5 Ecmwf, uno dei più prestigiosi, andranno comunque confermati nel prossimo aggiornamento, ma il segnale sulle precipitazioni appare moderatamente incoraggiante, con un oscillazione nord atlantica (Nao) prevista negativa, il che favorirebbe con più facilità l’entrata del flusso perturbato atlantico sul bacino del Mediterraneo. In attesa di conferme prendiamo tutto ciò come un auspicio.

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