Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Cambio d'appalto al San Domenico, contratti nel mirino dei sindacati: "Condizioni peggiori"

I sindacati, come previsto dalle norme contrattuali, hanno incontrato la "Fenice security service" il 20 maggio scorso

Dal primo giugno sarà la "Fenice security service" a gestire l'attività del servizio di accoglienza, sorveglianza, custodia e di biglietteria nelle sedi museali di San Domenico e Palazzo Romagnoli. L'azienda si è aggiudicata l'affidamento del servizio fino al 30 settembre a seguito dell'avviso di manifestazione d'interesse pubblicato dal Comune di Forlì del 9 marzo scorso, subentrando a Formula Servizi, che concluderà così il rapporto di collaborazione a fine mese. Gli operatori museali sono complessivamente 22: 12 non rientrano nel cambio d'appalto e rimarranno sotto contratto con Formula Servizi, mentre 10 saranno assunti ex novo.

Filcams , Fisascat Romagna e Uiltucs Uil stanno seguendo la vicenda dei lavoratori impiegati nei servizi museali, rilevando "che si sta rivelando foriera di problemi". I sindacati, come previsto dalle norme contrattuali,  hanno incontrato la "Fenice security service" il 20 maggio scorso, viene spiegato, "al fine di fare una ricognizione su quelle che fossero le condizioni contrattuali e retributive proposte dall'azienda, evidenziando come incoerente l'applicazione del Contratto collettivo nazionale del lavoro 'servizi fiduciari' per la gestione dei servizi museali. Sono state già emesse sentenze sia dal Tar che le quali indicano come inadeguato per l’attività museale il Contratto collettivo nazionale del lavoro 'servizi fiduciari'".

Comunicano Filcams , Fisascat Romagna e Uiltucs Uil: "Alle richieste è stato risposto che tutto è stato fatto in trasparenza e che il Comune è a conoscenza del contratto applicato dall’azienda, ragione per cui, in virtù del costo ora che il Comune retribuisce all'azienda stessa, in caso di adeguamento delle retribuzioni a quelle percepite fino a questo momento dai lavoratori, l'azienda non solo non realizzerebbe nessun profitto, ma addirittura dovrebbe mettere una quota aggiuntiva a proprie spese. Ci ritroviamo di fronte a perdita di remunerazione dei lavoratori al momento del cambio d’appalto pur svolgendo lo stesso lavoro qualificato ed essendo loro la prima immagine con la quale i musei San Domenico si presentano al pubblico nazionale".

Proseguono i sindacati: "Per tali motivazioni le organizzazioni sindacali si sono immediatamente attivate richiedendo un incontro in Comune coinvolgendo in primis l'assessore Valerio Melandri, con delega per la cultura e i servizi museali, e poi anche l'assessore Paola Casara, con delega alle politiche per le imprese, e l'assessore Maria Pia Baroni con delega alle risorse umane".

L'organizzazioni sindacali si dicono "fermamente convinte che dai cambi di appalto, a maggior ragione quando trattasi di appalto promosso da enti pubblici, non debba esserci nessun tipo di speculazione sui lavoratori, tanto più che il Comune di Forlì ha siglato verbali di intesa con Cgil Cisl e Uil confederali proprio per la tutela delle condizioni lavorative, a cui chiediamo che venga data applicazione. Pertanto attendiamo l’apertura del tavolo di confronto da parte del Comune perché una risposta immediata deve essere data a questi lavoratori che hanno diritto a mantenere le proprie condizioni economiche, che in ogni caso non possono definirsi sicuramente privilegiate. Vicini ai lavoratori, chiediamo una soluzione subito".

Il commento del Pd

"Ricordiamo che il 23 aprile scorso, appena un mese fa, il Comune di Forlì ha firmato con i sindacati il protocollo di intesa per la tutela del lavoro e la qualità negli appalti pubblici di servizi, che prosegue gli impegni già presi con il verbale di intesa firmato il 23 dicembre 2015 sotto la precedente amministrazione", commenta il gruppo consiliare PD, "Il punto 1), lettera b), di quel protocollo prevede l’inserimento nel progetto dell’appalto di una clausola che stabilisca l’obbligo degli appaltatori e dei subappaltatori di applicare ai dipendenti il CCNL di settore, mentre la lettera e) pone l’obbligo di applicare “il trattamento economico e normativo precedentemente acquisito”; clausole già presenti nel verbale di intesa del 2015".

"Ciò nonostante, nell’Avviso esplorativo per l’affidamento servizi civici museali, pubblicato il 10 marzo 2021, non ci risulta che siano espressamente richiamate le suddette clausole all’interno dei “requisiti di ammissione e di partecipazione”. Del resto una certa “anomalia” dell’offerta e in particolare del ribasso era già stata rilevata dagli stessi Uffici (come riportato in Determina n. 1327 del 19/05/2021), i quali avevano però considerato le giustificazioni richieste e fornite dall’azienda “sufficienti per dimostrare la non anomalia dell'offerta".

"Onde evitare che questo pasticcio sia scaricato sulla pelle dei lavoratori e incida negativamente sulla loro retribuzione, la cui entità non è tale da consentire ulteriori decurtazioni, alla Giunta non rimane ora che una via: anticipare l’incontro con i sindacati prima di lunedì per dimostrare la sua reale volontà di intervenire e adeguare almeno economicamente questo contratto-ponte. L’auspicio», concludono i consiglieri DEM, «è che dal prossimo avviso per il successivo contratto di durata pluriennale venga posta più attenzione nel richiamare gli obblighi contenuti nei protocolli di intesa".

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