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Camera di commercio, rosa di nomi per la presidenza

Nel mosaico delle nomine da fare nel 2013 vi è anche la tessera della Camera di Commercio. Nell'estate, infatti, si dovrà eleggere il nuovo presidente

Nel mosaico delle nomine da fare nel 2013 vi è anche la tessera della Camera di Commercio. Nell'estate, infatti, si dovrà eleggere il nuovo presidente dell'organo di guida e indirizzo del mondo economico della provincia Forlì-Cesena. Alberto Zambianchi, l'attuale presidente, ha svolto l'incarico per appena un triennio: dal 2010 è alla guida dell'ente di piazza Saffi, da quando ha sostituito Tiziano Alessandrini, eletto in Consiglio regionale per il Pd. Normalmente i presidenti della Camera di Commercio, scelti non in base a logiche politiche dirette, hanno una "vita media" più lunga.

Da parte sua Zambianchi ha già annunciato la sua volontà a ricandidarsi. Bisognerà vedere, ora, se si coagulerà una candidatura in opposizione alla sua. Diversi gli equilibri di cui tenere conto: il primo è quello territoriale: Zambianchi è forlivese e viene dopo una lunga scia di presidenti forlivesi. Questo potrebbe dare una leva a chi vorrebbe presidente della Camera di Commercio un rappresentante del mondo cesenate, per un motivo di riequilibrio. Nel territorio cesenate affiorano i nominativi di Corrado Augusto Patrignani, della Confcommercio di Cesena, così come quello di Stefano Bernacci (Confartigianato Cesena).

Ma l'altro bilancino di cui tenere conto è la rappresentanza delle categorie economiche. Zambianchi è espressione prima di tutto dell'industria, essendo stato per decenni il direttore dell'associazione provinciale degli Industriali. Per questo sono le piccole e medie imprese che vorrebbero vedersi rappresentate alla presidenza della Camera di Commercio e i due nomi cesenati avrebbero dalla loro anche questa “sponsorizzazione”. Nel forlivese a non pochi piacerebbe infine la guida della Camera di Commercio da parte del dinamico Giorgio Grazioso, presidente della Fiera ed esponente della Confartigianato. Difficile, invece, che dal cilindro spunti fuori un nome inaspettato e fuori dai giochi: il meccanismo elettorale della Camera di Commercio dove la scelta viene “mediata” dal Consiglio camerale fa sì che la trattativa reale sarà gestita in via informale e che, quando il Consiglio dovrà esprimersi formalmente, i giochi saranno già fatti su una candidatura unica. D'altra parte, in questo momento di crisi economica, sarebbe deleterio se le diverse rappresentanze delle categorie economiche – che chiedono insistentemente alla politica maggiore unità di intenti – si spaccassero sulle poltrone.

Intanto è già stato avviato il lungo iter per la composizione del nuovo Consiglio camerale, costituito da 28 membri: 5 all’artigianato (ne aveva 6), 5 al commercio (erano 4), 4 all’industria, 2 all’agricoltura (prima erano 3), 4 ai servizi, 2 al turismo (ne aveva 1), 1 alla cooperazione (erano 2), e 1 anche al credito e alle assicurazioni. Si aggiungono poi 3 seggi che danno “diritto di tribuna” alla rappresentanza di sindacati, alle associazioni dei consumatori e alle libere professioni, quest'ultima una novità prevista da una recente normativa.

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