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La campagna vaccinale procede col freno tirato anche a Forlì: il centro alla Fiera lavora a mezzo regime

Tra gli over 85 anni potremmo vedere dei benefici nel calo dei contagi dei “grandi anziani” nella seconda metà di marzo.

La campagna vaccinale sul personale sanitario e sugli ospiti delle case di riposo, vale a dire i primi due comparti che possono dirsi vaccinati con una vaccinazione di massa sta dando importantissimi frutti. Ma la nota dolente sono le vaccinazioni. A fare il punto della situazione a livello locale è Roberto Bandini, direttore dell'Igiene pubblica di Forlì, intervistato da ForlìToday. La campagna agli over 85 anni varata dal 16 febbraio “sta procedendo ma col freno tirato”, sintetizza Bandini. La responsabilità è della scarsa disponibilità di dosi. La struttura allestita alla Fiera di Forlì procede con circa 250 somministrazioni al giorno, a fronte di una capacità massima, con 6 linee di vaccinazione, di 720 somministrazioni, “che potrebbero anche aumentare se si decidesse per esempio che si vaccina anche la sera, ma servono i vaccini”, spiega Bandini. Tenuto conto che l'efficacia massima del vaccino arriva una settimana dopo la somministrazione della seconda dose, anche per gli over 85 anni potremmo vedere dei benefici nel calo dei contagi dei “grandi anziani” nella seconda metà di marzo.

Anche a Forlì, infine, si riscontra diffidenza verso il vaccino Astrazeneca: “E' un vaccino sicuro, il sistema immunologico di un individuo non ha differenze sostanzialmente tra i 55 e i 65 anni e non comprendo molto il dissenso”, spiega Bandini. Che poi aggiunge pragmatico: “D'altra parte non c'è il vaccino Pfizer disponibile per tutti, l'alternativa non c'è”. Può essere utile, dato il quadro demografico e dei contagi di Forlì è territorio, adottare la modalità di somministrazione del Regno Unito, cioè un primo giro di vaccinazione per tutti e allungare i tempi della somministrazione della seconda dose oltre a quanto indicato dalla casa farmaceutica? Così Bandini: “A livello scientifico fa fede l'indicazione della casa farmaceutica, solo la politica può prendere questa decisione”.

Cittadini forlivesi promossi

L'Igiene Pubblica è quell'ufficio dell'Ausl, nella palazzina di via della Rocca, che in quest'ultimo anno ha rincorso, spesso in affanno, i casi potenziali grazie alle procedure di tracciamento, mettendo in quarantena le classi delle scuole quando necessario, mandando centinaia di famiglie al drive-in dei tamponi alla fiera, controllando case di riposo, luoghi di lavoro, imponendo i provvedimenti di quarantena obbligatori, cercando in altre parole di bloccare ogni possibile focolaio del Coronavirus per arginare la pandemia a livello locale. “Ma riceviamo a volte della telefonate di persone piene di insulti, se li avessimo dovuti denunciare, avremmo fatto già almeno una trentina di querele. C'è un piccolo zoccolo duro di soggetti che non ci aprono la porta quando andiamo a fare sopralluoghi o che non rispettano le quarantene o ancora che non si presentano al drive-in per i tamponi di controllo – sospira il medico -. Ma la stragrande maggioranza della popolazione di Forlì risponde bene ai provvedimenti, li applica”, conclude.

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