Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Ultimo pezzo del campus, al via lavori per 10 milioni: due aule di lezione al padiglione Sauli-Saffi

Con l'entrata in funzione di queste nuove pertinenze del campus universitario, l'Alma Mater andrà a chiudere la sede di Economia in piazzale della Vittoria e quello che rimane di Scuola Interpreti a Palazzo Montanari

Il taglio del nastro è solo simbolico, dato che l'inaugurazione è per l'avvio di lavori che termineranno nel giugno del 2023 e che riporteranno a nuovo il padiglione 'Sauli-Saffi', le due ali centrali dismesse dell'ex ospedale Morgagni, attualmente due edifici fatiscenti incastonati tra il moderno teaching hub di viale Corridoni e il padiglione Melandri, interamente recuperato, su piazzale Solieri. Con un intervento da 9,8 milioni di euro arriveranno così due nuove aule di lezione, da 112 posti ciascuna e uffici per docenti per un totale di circa 4.000 metri quadri.

Con l'entrata in funzione di queste nuove pertinenze del campus universitario, l'Alma Mater andrà a chiudere la sede di Economia in piazzale della Vittoria e quello che rimane di Scuola Interpreti a Palazzo Montanari, in corso della Repubblica. Tranne Ingegneria nell'area del polo tecnologico dell'aeroporto e le aule di Medicina all'ospedale, tutte le attività universitarie saranno concentrate al campus. La partenza del cantiere è stata suggellata martedì pomeriggio dalla visita del rettore dell'Alma Mater Francesco Ubertini, accompagnato dal sindaco Gian Luca Zattini, dal presidente delle Fondazione Cassa dei Risparmi Roberto Pinza e dal presidente di Serinar Alberto Zambianchi.  Il lavori sono finanziati da fondi ministeriali, con la partecipazione di Comune di Forlì (3,6 milioni),  Fondazione Cassa dei Risparmi (2,7 milioni) e Serinar (174mila euro).

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“Continuiamo ad arricchire il nostro campus – spiega il sindaco Zattini -. Questo cantiere, con l'arrivo di Medicina e del Polo Tecnologico Aeronautico mostrano la vitalità e la voglia di ripartenza”. “Forlì aspira ad essere sempre di più una città universitaria e il rapporto non può che essere con Bologna, l'università frequentata da tutti i romagnoli prima del campus. La Romagna è l'area naturale di espansione dell'Alma Mater, che è la nostra università”, sempre Pinza. Se questo è possibile, rimbalza lo stesso concetto Ubertini, è perché “qui in Romagna e a Forlì c'è voglia di lavorare assieme, remare nella stessa direzione”. Se c'è questo campus è “perché le istituzioni e l'Università hanno creduto al gioco di squadra”.

L'intervento al Sauli-Saffi non esaurisce completamente i lavori previsti per il completamento del Campus. L'ateneo, infatti, intende andare a gara entro il 2022 per avere un cantiere nel 2023 che dovrà intervenire sulla biblioteca Ruffilli per rendere l'edificio anti-sismico e dotare i suoi circa 3.500 metri quadri di nuovi servizi bibliotecari (per un importo di 4.868.000 euro). Non ancora finanziato, invece, è il progetto di un corridoio in vetro tra i padiglioni Sauli-Saffi e Palareti (la biglioteca Ruffilli) e interventi all'ex Padiglione di Pneumologia, che accoglie la sede di Scuola Interpreti

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