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Sabato, 13 Agosto 2022
Cronaca

Pitbull scavalca una recinzione e aggredisce il cane-guida di un cieco

Aggredito da un pitbull che ha scavalcato una recinzione di un'abitazione privata: a farne le spese è stato un cane guida di un cieco, che per effetto dell'aggressione ora non è più in grado di svolgere il delicato compito per il quale è stato addestrato

Aggredito da un pitbull che ha scavalcato una recinzione di un'abitazione privata: a farne le spese è stato un cane guida di un cieco, che per effetto dell'aggressione ora non è più in grado di svolgere il delicato compito per il quale è stato addestrato. L'episodio si è consumato  lungo un vialetto pedonale sul quale il proprietario stava passeggiando per intrattenere il suo cane guida, più che un inseparabile amico da 5 anni, un vero e proprio strumento per muoversi nella vita di tutti i giorni in città.

In una giornata dello scorso mese di ottobre il fattaccio: il pitbull ha scavalcato la recinzione di un'abitazione privata e si è diretto verso l'altro cane. Ne è nata una baruffa, con il cane guida alla fine aggredito al collo e all'orecchio, tanto che sono stati necessari punti di sutura. Oltre allo spiacevole episodio c'è stata anche la conseguenza – a detta dell'associazione proprietaria del cane – che ora il cane, per il trauma e la paura subita, non può più svolgere la sua funzione. A certificarlo è stato un addestratore che ha tentato per un paio di settimane di riabilitare il cane, ma senza successo. Il rischio è che il cane, incrociando un altro cane, "perda la testa" e quindi non rivelandosi più affidabile. Una versione tuttavia contestata e che sarà oggetto di approfondimento.


Normalmente i cani guida sono selezionati e addestrati da associazioni o enti benefici specializzati nell'assistenza ai ciechi, che ne mantengono la proprietà e che danno poi gli animali in comodato d'uso. A volte bisogna attendere mesi o addirittura anni per vedersene assegnati uno. Il costo dell'addestramento e il valore del cane possono essere anche di ventimila euro. Inevitabile quindi il passaggio alle vie legali su questa vicenda, con denunce e contro-denunce, che al di là dell'episodio in sé riporta in primo piano il problema non nuovo della gestione di cani appartenenti a razze considerate a rischio di aggressività.

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