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Maxi-operazione sulla "canapa light", all'inceneritore prodotti per 750mila euro di valore

 Il maxi-sequestro portò alla luce tutte le contraddizioni della normativa del 2016 che ha implicitamente liberalizzato l'uso della cannabis light in Italia

A distanza di un anno esatto dal loro sequestro, lunedì mattina hanno preso la strada dell'inceneritore di Forlì, per la loro definitiva distruzione. Sono i circa 73 chili di cannabis light e altri prodotti a base di canapa, che furono sequestrati con un blitz della Polizia all'inizio di dicembre del 2018 in 16 cannabis store di Forlì, Cesena, Cesenatico e Savignano. Merce per un valore di 750mila euro all'epoca del sequestro (oggi, a distanza di un anno, trattandosi di prodotti deperibili, non avevano più valore commerciale).  La questura di Forlì-Cesena ha infatti consegnato l'ingente quantitativo, sino ad ora custodito dalla Polizia di stato, dopo che è diventato esecutivo il sequestro ai fini di confisca eseguito nel dicembre del 2018 dalla squadra mobile nell'operazione 'canapa light'.

VIDEO - 73 chili di canapa light vanno all'inceneritore

 Il maxi-sequestro portò alla luce tutte le contraddizioni della normativa del 2016 che ha implicitamente liberalizzato l'uso della cannabis light in Italia, normativa su cui poi si sono inserite sentenze della Cassazione spesso di segno opposto. Una mancanza di chiarezza normativa che si conferma anche oggi, con un emendamento alla Legge di Bilancio sullo stesso tema dichiarato inammissibile in Senato.

Lo scorso anno, la Procura della Repubblica di Forlì indagò i 16 titolari dei negozi per le presunte violazioni della legge sugli stupefacenti, ma le accuse sono state infine archiviate dal tribunale. Restava solo il sequestro delle infiorescenze, che la Cassazione lo scorso settembre ha dichiarato legittimo in terzo grado di giudizio. Per questo i 73 chili di cannabis light sono stati portati dalla Questura all'inceneritore.

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