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Cantiere edile frazionato in subappalti, assolto un costruttore per un incidente sul lavoro

Condannato in primo grado a un anno e mezzo di reclusione, è stato assolto in Appello: è la vicenda giudiziaria di un costruttore forlivese di 67 anni

Condannato in primo grado a un anno e mezzo di reclusione, è stato assolto in Appello: è la vicenda giudiziaria di un costruttore forlivese di 67 anni finito sul banco degli imputato per un grave incidente sul lavoro che si è verifico in un cantiere edile allestito per la ristrutturazione di un palazzo storico della zona di Schiavonia nel 2015. L'impalcatura cedette all'improvviso e a rimetterci fu un artigiano di 56 anni che cadde nel corso del crollo rimediando fratture multiple anche alla vertebre.

Per quell'episodio venne incriminato il costruttore proprietario del cantiere, in quanto secondo la Procura non avrebbe attuato o vigilato sul rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro. Una tesi che è stata accolta nel giudizio di primo grado, ma non in quello di secondo grado. In Appello il costruttore, difeso dall'avvocato Giovanni Principato, ha riportato l'assoluzione sulla base della tesi difensiva che la vittima dell'incidente non era un dipendente del costuttore, ma un subappaltatore a suo volta piccolo imprenditore edile lì presente sul cantiere assieme a suoi addetti. 

Una vicenda processuale che, al di là dell'esito processuale, ripropone la questione della scomposizione del lavoro in subappalti, frequente in edilizia ,con la parcellizzazione anche delle responsabilità in fatto di sicurezza sul lavoro. L'infortunato era stato comunque risarcito dall'assicurazione indipendentemente dall'iter del processo penale.

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