Capodanno in "zona rossa": anche Bertinoro vieta petardi e fuochi d'artificio

Il sindaco Gabriele Antonio Fratto ha firmato un'ordinanza che vieta tra giovedì e venerdì l'uso di petardi, botti, razzi, castagnole e simili artifici esplodenti e fortemente rumorosi

Anche Bertinoro vieta i botti di capodanno. Il sindaco Gabriele Antonio Fratto ha firmato un'ordinanza che vieta tra giovedì e venerdì l'uso di petardi, botti, razzi, castagnole e simili artifici esplodenti e fortemente rumorosi. "Salvo che il fatto non costituisca reato, l'inosservanza degli obblighi e divieti di cui alla presente ordinanza comporterà, ai sensi dell'articolo 7 bis del decreto legislativo 18 agosto 2000 numero 267, così come integrato dal Decreto Legge 31 marzo 2003 numero 50 convertito con Legge 20 maggio 2003 numero 116, l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 25 euro a 500 euro".

Esplodere petardi o fuochi d'artificio, si legge nel provvedimento, "può essere motivo di notevole afflusso ed assembramento di persone che l'emergenza sanitaria in atto e la normativa vigente emanata per contenerla, impongono di evitare in ogni occasione. La pratica, inoltre, anche a causa del volume di forza esplodente che viene liberata dalla contemporaneità degli scoppi, rischia di procurare danni o lesioni alle persone, anche gravi e gravissimi, provocati dall'uso improprio o dal malfunzionamento di detti ordigni, oltre ad effetti traumatici agli animali d'affezione a causa del panico da rumore e da questi alle persone che li circondano".

"Il rumore dei botti, inoltre, può provocare, ad esempio nei cani, ansia, attacchi di panico, palpitazioni e incremento di fughe, a cui si può aggiungere una maggior probabilità di crisi epilettiche e convulsioni, oltre che maggior probabilità di incidenti domestici e non, esponendoli al rischio di smarrimento - prosegue il primo cittadino -. L'assistenza ai feriti da mortaretti, petardi e ordigni pirotecnici può comportare disagi al regolare funzionamento delle strutture sanitarie del territorio già gravate dagli oneri di gestione dell'emergenza sanitaria in corso e, conseguentemente, alle persone che per altre cause vi accedono".

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