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Giovedì, 6 Ottobre 2022
Cronaca

Il Garante Bruno al carcere di Forlì: "sovraffollamento contenuto"

Un situazione di sovraffollamento "contenuta". E' quella che ha riscontrato il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, Desi Bruno

Un situazione di sovraffollamento “contenuta”. E’ quella che ha riscontrato il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, Desi Bruno, visitando la Casa circondariale di Forlì. Sono infatti presenti 151 detenuti, rispetto ai 135 previsti, di cui 77 stranieri e 74 italiani. Le donne sono 20, in una sezione dedicata, che soffre di una carenza di personale, soprattutto per quel che riguarda il servizio notturno.

"L’obiettivo della direzione del carcere - ha spiegato Bruno - è quella di mantenere questi numeri per poter assicurare le iniziative che sono in corso. La struttura carceraria è molto vecchia e dovrà essere dismessa. Per la nuova Casa circondariale, però, si dovranno attendere tre anni, anche se il nuovo edificio avrebbe dovuto essere ultimato nel 2012, ma una serie di difficoltà ha portato a posticipare la partenza dei lavori a quest’anno".

"I problemi dell’attuale carcere forlivese sono strutturali: un’ordinanza del sindaco ha comunque imposto una serie di lavori, dal rifacimento del tetto, al ripristino delle grondaie e delle celle, dalla ristrutturazione dei bagni, alla tinteggiatura e alla ripavimentazione - si legge in una nota della Regione -. Il carcere ha subito quindi un restyling, grazie a un contributo “modesto” dell’amministrazione penitenziaria e a risorse reperite dal volontariato e da aziende del territorio forlivese e cesenate, che, per esempio, hanno fornito la pavimentazione, mentre tutti i lavori sono stati eseguiti dai detenuti".

"Mancano tuttavia le risorse per risolvere il problema delle infiltrazioni e delle grondaie e i 70.000 euro per riaprire una sezione a custodia attenuata per i detenuti tossicodipendenti, oggi chiusa per inagibilità dovuta a problemi strutturali - continua il comunicato della Regione -. Nel carcere è inoltre presente una sezione a custodia attenuata per persone in semilibertà e per chi è in procinto di essere dimesso. Si tratta, in questo caso, del cosiddetto ‘codice bianco’, nel cui ambito i detenuti sono a cella aperta, sorvegliati con un sistema di videosorveglianza. Esiste anche una sezione per chi ha commesso reati sessuali. Per questi detenuti è previsto un progetto di ascolto unico in Emilia-Romagna, che contempla la presenza di uno psicologo dedicato".

Bruno ha incontrato la direttrice del carcere, lo staff dei responsabili delle varie aree e le associazioni di volontariato. “Ho visto - ha commentato a margine della visita - una grande condivisione di intenti e una positiva sinergia tra volontariato e la direzione dell’area educativa e della sicurezza”. Ci sono infatti molte attività in corso, per esempio attività di assemblaggio elettrico e di riciclo della carta in due laboratori interni, attività culturali, come un laboratorio di pittura, e trattamentali di gruppo per i detenuti definitivi. Sono contemplati anche corsi di alfabetizzazione, di scuola media e ragioneria.

"Particolare attenzione è rivolta alla salute dei detenuti attraverso un consistente numero di visite mediche annuali, a cui si aggiungono tre educatori e personale dedicato ai tossicodipendenti - sottolinea la Regione -. Sono anche da evidenziare: un progetto, promosso dal volontariato, rivolto all’accoglienza dei famigliari in attesa di colloquio, il lavoro esterno, a cui sono ammessi 11 detenuti, e l’attivazione del progetto RAEE, che è un’attività di laboratorio esterna, in collaborazione con gli enti locali, Hera e Technè. Tutte queste attività hanno portato, nel decennio, a una riduzione dell’80% degli episodi di autolesionismo e di sciopero della fame".


Il Garante ha espresso un “giudizio positivo, in particolare sulla sinergia tra i vari attori, sul numero delle attività messe in atto, sulle poche assenze da parte del personale carcerario e sulla cura delle persone. Auspico pertanto - ha detto - che l’attuale direzione possa rimanere per gestire il passaggio al nuovo carcere”.

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