Il prof Carlo Flamigni se ne è andato via con una sua poesia sulla morte

Nato a Forlì il 4 febbraio 1933, Flamigni si era laureato in Medicina e Chirurgia all'Università degli Studi di Bologna nel luglio del 1959, con successivo diploma di specialista in Ostetricia e Ginecologia

La prima domenica di luglio si è portato via Carlo Flamigni, luminare della fecondazione assistita e che ha preso parte in modo attivo al dibattito che si era sviluppato in Italia ai tempi dell'approvazione della legge 40 del 2004 che ha introdotto l'uso di queste tecniche nel nostro paese, e nel successivo lavoro per modificarla. Nato a Forlì il 4 febbraio 1933, Flamigni si era laureato in Medicina e Chirurgia all'Università degli Studi di Bologna nel luglio del 1959, con successivo diploma di specialista in Ostetricia e Ginecologia.

Libero Docente in Ostetricia e Ginecologia nel 1964, dal 1972 al 1980 è stato professore incaricato di Endocrinologia Ginecologica alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna. Direttore del Servizio di Fisiopatologia della Riproduzione dal 1975 al 1994, e Direttore della Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università degli Studi di Bologna dal novembre 1994 al dicembre 2001. Dal 1980 al 2004 è stato professore ordinario prima di Endocrinologia Ginecologia e poi di ginecologia e Ostetricia presso l’Università degli Studi di Bologna, essendo stato chiamato dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia il 24 settembre 1980; è stato professore fuori ruolo nella stessa Università dal novembre 2005 all’ottobre 2008.

E’ stato membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, presidente onorario dell’Associazione Italiana per l’Educazione Demografica, presidente onorario dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti; socio onorario della Consulta di Bioetica. Da dicembre 2015 è stato membro del Comitato Etico Università Statale di Milano. E’ stato esperto esterno della Fondazione Veronesi. Temi di ricerca di questi ultimi anni: la contraccezione maschile; le tecniche di fecondazione assistita; i problemi della bioetica e dell’etica medica.

Le pubblicazioni

Ha fatto parte del Comitato di redazione di numerose riviste scientifiche.Ha pubblicato oltre 1000 memorie scientifiche originali, numerose monografie e alcuni libri di divulgazione: I Laboratori della Felicità (Ed. Bompiani,1994), Storie di bambini piccolissimi (Ed. Giannino Stoppani, 2001), Figli dell’Acqua Figli del Fuoco (Ed. Pendragon, 1999), Il Libro della Procreazione (Ed. Mondadori,1998), Avere un Bambino (Ed. Mondadori,2001), La Procreazione Assistita (Ed. Il Mulino,2002), Curare la Sterilità (in collaborazione con P. Mutinelli, Percorsi Editoriali Carrocci Editore, 2001), Il Grande Tabù delle donne (Ed. Mondadori,2004), La legge sulla procreazione medicalmente assistita – Paradigmi a confronto – (in collaborazione con M. Mori, Ed. Gruppo Editoriale il Saggiatore S.p.A., 2005), Il controllo della fertilità – Storia, problemi e metodi dall’antico Egitto a oggi (Ed. Utet Libreria,2006), Diario di un laico – Viaggi, incontri e scontri sulla legge per la procreazione assistita Ed. Pendragon, 2007), L’aborto – storia e attualità di un problema sociale (Ed. Pendragon,2008), Il primo libro della sterilità – i problemi clinici e psicologici, la diagnosi e le cure ordinarie (Ed. Utet Libreria,2008), Il secondo libro della sterilità – la fecondazione assistita (Ed. Utet Libreria,2008), La questione dell’embrione (Ed. B.C. Dalai Editore 2010), Guida al corpo della donna- dalla A alla Z, in collaborazione con Margherita Granbassi (Giudizio Universale – Le guide, 2010), RU486- non tutte le streghe sono state bruciate, in collaborazione con Corrado Melega (l’Asino d’oro Edizioni, 2010), La pillola del giorno dopo – dal silfio al levonorgestrel, in collaborazione con Corrado Melega (l’Asino d’oro Edizioni, 2010), Figli del cielo, del ventre, del cuore – racconti (Edizioni Pendragon, 2010), Contraccezione (L’Asino d’oro Edizioni, 2011), La Procreazione Assistita (Ed. Il Mulino, 2ª edizione aggiornata, 2011), Storia della contraccezione – Ignoranza, superstizione e cattiva scienza di fronte al problema del controllo delle nascite (Dalai editore,2012), Fecondazione e(s)terologa (L’Asino d’oro Edizioni, 2012), La fecondazione assistita dopo dieci anni di legge 40. Meglio ricominciare da capo!, in collaborazione con Maurizio Mori (ANANKE, 2014), Nelle mani del dottore? Il racconto e il possibile futuro di una relazione difficile, in collaborazione con Marina Mengarelli (FrancoAngeli,2014). Ha pubblicato numerosi articoli su vari problemi di bioetica. E’ stato inoltre editore di 28 volumi scientifici e di atti congressuali. Dal 1990 è consulente scientifico di Tecnobios Procreazione – Bologna. Dal 1990 al 1994 e dal 1999 al 2004 è stato Presidente della SIFES – Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione.

L'ultimo saluto del prof

Flamigni se ne è andato via con una sua poesia sulla morte.

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Adesso, che tutto è finito
forse puoi dirmelo.
Adesso, che l’odio
non ha più alcun senso.
Non credi che dovresti spiegarmi
se veramente mi hai scelto
tra tanti,
e allora voglio sapere perché
o se questa è la prassi
il protocollo?
Era così semplice
seguire lo schema di sempre,
se esiste uno schema.
Quello che tu e i tuoi padroni
– così si dice –
chiamate protocollo:
un tocco lieve sulla spalla,
un sussurro
“la strada finisce qui”.
Che avrei potuto dire?
Me, come gli altri…
Invece, devi avermi visto
quando sono uscito di casa
se mi hai scelto
“mi hai scelto?”.
Deve essere stato allora,
ricordo
che ascoltavo la voce di mia moglie
che cantava.
Mia moglie canta sempre quando lavora,
e guardavo il tramonto.
Che male c’è, a guardare il tramonto?
Guardavo
scomparire lentamente gli alberi:
la luce e il buio
che si rincorrevano…
certo, non volevo rientrare
non subito almeno.
Era così calda la voce di mia moglie
così familiare il tramonto…
ed ero così contento di essere vivo.
Poi, quando lei ha smesso
ho pensato – strano – ho pensato:
“Lei non fa mai così,
lei smette solo quando mi sente rientrare…”.
E’ stato allora che ho capito,
e quando mi sono girato
ero già livido di rabbia,
perchè sapevo.
Non c’era nessuna casa dietro di me
nessuna donna che cantava
nessun tramonto;
solo buio.
E poi c’eri tu
che mi guardavi senza compassione,
se solo sapessi quanto ti ho odiato…
Adesso
che tutto è finito.
Oggi
che non c’è più ragione per l’odio.
Oggi, forse me lo dirai
– perché non mi piace venire con te –
senza avere almeno una certezza:
è forse questo il protocollo?

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