Cartelli no-mask messi in vetrina. Il titolare: "E' vietato entrare con la mascherina nella mia agenzia"

Dall'inizio dell'emergenza Coronavirus espone sulla propria vetrina slogan 'no-mask', cartelli con frasi che indicano la pandemia come una montatura mediatica tesa a limitare le libertà col terrore

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Dall'inizio dell'emergenza Coronavirus espone sulla propria vetrina slogan 'no-mask', cartelli con frasi che indicano la pandemia come una montatura mediatica tesa a limitare le libertà col terrore. C'è pure una bara disegnata con su scritto "Qui giace la Costituzione italiana". "Con la mascherina indossata non si entra nella mia agenzia": è quanto conferma Carlo Laurenzi, uno dei titolari dell'agenzia immobiliare 'Labirinto' di viale Fratelli Spazzoli, a Forlì. I cartelli che campeggiano visibili sul viale riportano frasi del tipo 'Le mascherine non servono a proteggere dai virus, ma sono un segno della vostra sottomissione' e 'Chi rinuncia alla libertà per avere sicurezza, non merita né libertà, né sicurezza'. "Ogni tanto li cambio, ho già dei nuovi lenzuoli pronti con altri messaggi", sempre Laurenzi. L'esposizione di cartelli di "disobbedienza" alla vetrina fa storcere il naso ai passanti.

Laurenzi, come mai una presa di posizione di questo tipo?
"Lo Stato ha fatto una serie di errori abnormi, facendo ricadere gli effetti sui cittadini, violando le libertà e le leggi esistenti, facendo usare le mascherine che non servono a nulla, se non da monito. Quindi il cittadino deve stare imbavagliato e zitto. Questo è quanto fanno i pecoroni. Io invece sono disposto a giocarmi la casa per non rinunciare alle mie libertà, alle leggi esistenti, alla Costituzione e alle convenzioni internazionali".

La sua è un'attività in un locale chiuso aperto al pubblico, anche lei ha l'obbligo di indossare la mascherina quando riceve i clienti e di farla indossare a questi ultimi. Rispetta questo obbligo?
"Io vieto l'ingresso con la mascherina. Se vogliono entrare con la mascherina io rispondo 'Vai fuori, non c'è problema'. Possono farmi chiudere, nessuno glielo vieta, ma farò loro causa".

Ma se un cliente, come molti, si presenta con la mascherina, lei l'invita a toglierla e il cliente non lo fa, non lo serve?
"Se non la toglie può andare fuori, io non lo servo. Non sono obbligato a servirlo"

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Lei è medico, ha qualche titolo specifico per fare questa scelta per il suo negozio discordante con i pareri medici alla base degli obblighi?
"Se guardo l'informazione dei media è uniforme: virologi, infettivologi che vanno in tv che hanno interessi e intrallazzi con l'Oms o personali. Ma ci sono medici come il professor Tarro, Montagnier, e tanti altri che dicono l'inverso, senza interessi personali. Io non dico ai miei clienti 'Compra l'immobile', ma 'Vieni col tuo tecnico'. Qui il 'tecnico dello Stato' è quello che sta dicendo quello che vuole lui, quello che vogliono persone immalgate con l'Oms e con una serie di organismi non trasparenti. Medici come Fauci, che ha tutto il potere del mondo, ha interessi, gli altri no. Io devo essere libero di scegliere".

La sua è una posizione che viene definita di negazionista del Covid, no?
"No, non sono un negazionista. Il Covid esiste, ma è stato montato ad arte. Si va a cercare l'asintomatico dandogli del "contagiato", ma l'asintomatico è una persona sana con carica virale bassissima, capace di trasmettere il virus solo a persone immunodepresse. Lo Stato sta riducendo gli italiani a una serie di immunodepressi, facendo violenza su di loro, non facendoli neanche uscire. Se nessuno si ribella, io non me la sento di stare zitto, sono mesi che combatto".

Non teme che una presa di posizione così netta non danneggi la sua attività economica?
"Dall'anno scorso ho già perso 50mila euro di fatturato per il lockdown. Ho messo cartelli più netti di quelli che si possono leggere ora. Ho iniziato di metterli da marzo. O sono un 'coglione' che manda fuori persone che possono essere potenziali clienti oppure sono una persona che crede in dei principi. Diciamo che sono un 'coglione che crede in dei principi'. Preferisco perdere tutto ma facendo quello in cui credo".

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Lei Laurenzi è stato il fondatore del primo meet-up di Beppe Grillo e del Movimento 5 Stelle a Forlì?
"Ne sono stato il coordinatore, ho organizzato il Vaffa-Day a Forlì. Oggi se vedo i 5 Stelle mi si rizzano i capelli, hanno violato e deluso tutte le aspettative dell'epoca".
 

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