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Casa Mussolini, inaugurata la mostra del "Progetto Predappio"

E' maturata l’idea di costruire, in un edificio monumentale di notevole valore simbolico, un grande centro internazionale di ricerca storica rivolto allo studio delle dittature e dei totalitarismi del '900

"La cultura come arma di distruzione di massa dell'ignoranza": il sindaco di Predappio Giorgio Frassineti presenta il progetto per l'allestimento museografico nell'Ex Casa del Fascio e dell'Ospitalità come un punto di svolta necessario, anche e soprattutto in relazione ai rigurgiti neofascisti che la cronaca contemporanea riporta. "Non possiamo rimanere inermi di fronte a ciò che sta accadendo - ha affermato Frassineti - dobbiamo avere gli anticorpi, vaccinarsi obbligatoriamente". Cultura come azione educativa, secondo il primo cittadino, "nei confronti dei giovani e di quanti hanno preconcetti o conoscenze offuscate da ideologie su un periodo complesso, che va affrontato con una più ampia prospettiva storica per essere compreso".

Il progetto di allestimento museografico è presentato alla Casa natale Mussolini, nella parte di recupero architettonico e in quella dei contenuti che andranno a riempire gli spazi dell'immobile. Un incontro al teatro comunale di Predappio ha focalizzato obiettivi e tematiche: ad affiancare il sindaco Frassineti sul palco dei relatori Davide Drei, presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Roberto Pinza, presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Alberto Zambianchi, presidente Serinar e Marcello Flores, coordinatore del Comitato Scientifico che ha curato il progetto espositivo. "Non è una gara a chi è più antifascista: il progetto - dice Frassineti - è di quelli destinati ad essere accompagnati sempre da critiche e polemiche; ha davvero bisogno dell'aiuto e dell'apporto di tutti per poter essere completato. Nessuno deve sentirsi escluso".

 IL VIDEO dell'inaugurazione della mostra
 
Appoggio assicurato da parte di Davide Drei, presidente della Provincia di Forlì-Cesena, che ha annunciato un ordine del giorno del prossimo consiglio provinciale per fare dell'ente il centro propulsore per l'organizzazione di eventi educativi in chiave antifascista a livello regionale e nazionale. Sostegno anche dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì: "Condivido il percorso - ha affermato il presidente Roberto Pinza - volto al recupero di un grande edificio del passato con una sua nuova funzione già definita, che lo trasformerà in un contenitore vivo e attrattivo. Le polemiche non mi preoccupano, sono tipiche di quando qualcuno si muove. È contro l'inerzia, invece, che bisognerebbe sollevarsi; gli amministratori deboli non rischiano, perché non fanno mai niente". "Già ci sono le gallerie Caproni, uniche al mondo - così Alberto Zambianchi, di Serinar  - e la ristrutturata Rocca delle Caminate. Con questo terzo progetto Predappio si proietta ad un livello internazionale. In Europa sono 12 i musei dedicati alla storia tra Prima e Seconda guerra mondiale, visitati da 20 milioni di turisti l'anno. Con essi si possono stringere collaborazioni intelligenti e utili per il territorio".

A Marcello Flores il compito di illustrare il percorso espositivo, il primo a poter essere realizzato con i 2 milioni di euro già disponibili, in attesa di completare il progetto complessivo con il centro studi. L'esposizione sarà giocata sul piano della conoscenza storica selettiva e su quello emozionale: suddiviso su quattro livelli, a partire dall'alto, scendendo porterà il visitatore verso gli anni più bui fino alla guerra, raccontata negli spazi dello scantinato. "Una parte sarà dedicata all'autorappresentazione del fascismo e una alla visione critica, che supera anche le numerose rimozioni fatte fino a pochi anni fa. Come quella - dice Flores - sul carattere violento, illiberale e totalitario del fascismo fin dal suo inizio, con l'inevitabile parabola verso le leggi razziali e la guerra. Non un fascismo 'buono' all'inizio rovinatosi poi negli anni della guerra, come ancora si sente dire, ma un welfare state fascista fatto con i migliori strumenti del tempo, che aveva come obiettivo la sottomissione ideologica". "La sfida è complessa", chiude Alberto De Bernardi, membro del comitato scientifico. "Sarà sempre con noi un'area di criticità, portata avanti da chi vede il rischio più grande della scommessa, del cadere nel 'com'eravamo' o della celebrazione della dittatura. Difficile rispondere a queste critiche, finché il museo non c'è".

Il progetto di questo percorso museografico è stato presentato nella mostra allestita fino al 5 novembre 2018 nella Casa Natale Mussolini di via Varano Costa, che fino al 24 dicembre sarà aperta nelle giornate di sabato, domenica e festivi (tutti i giorni dal 26 dicembre al 7 gennaio, escluso il 1°), dalle ore 10 alle 13 e dalle 14 alle 17. Dopo la chiusura invernale (dall'8 gennaio al 23 marzo 2018) riaprirà i battenti il 24 marzo, fino al 5 novembre.

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