Martedì, 23 Luglio 2024
Sindacati

Case di riposo, il sindacato Csa: "Mancanza di personale, chiediamo risposte ai sindaci"

Così Federico Coratella e Flora Angelini del Coordinamento Provinciale Csa del Forlivese

"Da oltre quindici giorni, gli operatori adibiti all'assistenza degli anziani, sono sottoposti a turni diurni con un operatore in meno, il ché equivale ad una riduzione di forza lavoro che va dal 25% al 33%. In alcune strutture poi manca l'"animatore" che spesso funge da supporto nel servizio di assistenza; mentre alcuni operatori per sopperire alla cronica mancanza di personale svolgono doppi turni o rinuncia ai giorni di riposo (pratica sistematica fin dal periodo Covid)". Così Federico Coratella e Flora Angelini del Coordinamento Provinciale Csa del Forlivese.

"La direzione di Asp del Forlivese motiva questa ulteriore "emergenza" con l'estrema difficoltà che ha nel reperire operatori, soprattutto nelle strutture più periferiche (Dovadola, Predappio e Rocca San Casciano", prosegue Coratella, secondo il quale "il motivo principale della scarsa "attrattiva" esercitata da Asp del Forlivese verso il personale sanitario in genere, sia da ricercare, invece, nella mancata fidelizzazione proprio di quei lavoratori che negli ultimi anni hanno traghettato l'azienda fuori da: covid, alluvioni, frane, ecc., mettendo a rischio la propria salute e sicurezza".

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Flora evidenzia anche "come il numero sempre più ridotto degli addetti in servizio diventa esso stesso emergenza costringendo quei lavoratori rimasti "eroicamente" al lavoro a dover esercitare la propria attività con "ritmi" insostenibili e con turni massacranti. Tutto ciò non potrà che far aumentare malattie ed infortuni: ragione per cui l'organico ne risentirà ulteriormente".

Entrambi i sindacalisti del Csa rilevano "come il taglio delle ore d'assistenza agli anziani che il Cda "paventa" da tempo, sia così di fatto stato realizzato, addirittura con un "accorciamento" delle ore di assistenza più consistente rispetto a quello da loro prospettato, esponendo colpevolmente gli operatori a gravissimi rischi per la loro salute e sicurezza: in aperta violazione della legge 81/2008 e delle vigenti (altre) leggi in materia. Senza contare le (troppe) prestazioni elencate nella Carta dei Servizi a cui gli anziani sono costretti a rinunciare".

Coratella ed Angelini rimarcano anche "l silenzio assordante dei sindaci soci ai quali si erano appellati più volte negli ultimi mesi, senza mai avere risposte, forse a causa della concomitante campagna elettorale". Ai sindaci di Forlimpopoli, Terra del Sole, Dovadola, Rocca S. Casciano e Predappio, i due sindacalisti chiedono nuovamente "un impegno diretto a tutela della salute e della sicurezza di quegli operatori, di cui senza il loro prezioso lavoro non sarà più possibile la "cura" dei loro anziani. Naturalmente quest'invito è esteso anche al rieletto sindaco di Forlì". 

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