'Case sicure', più controlli nelle case popolari: scatta il recupero di una decina di alloggi abbandonati

Tre articoli nel nuovo Regolamento di Polizia Urbana istituiscono formalmente la figura dell'agente accertatore, vale a dire una figura specifica della Polizia Locale per le case popolari

Foto di archivio precedente al periodo covid-2019

Tre articoli nel nuovo Regolamento di Polizia Urbana (documento che è in bozza ma in fase avanzata) istituiscono formalmente la figura dell'agente accertatore, vale a dire una figura specifica della Polizia Locale che effettua i controlli sul rispetto dei regolamenti delle case popolari, che a Forlì sono circa duemila. “Abbiamo consegnato ai gruppi consigliari la versione definitiva dei 3 articoli del futuro regolamento – spiega il vicesindaco, con delega alla Sicurezza Daniele Mezzacapo -. Ma nel frattempo abbiamo lavorato in questi ultimi mesi, con controlli e accertamenti, venendo accolti nelle case popolari a braccia aperte dalla stragrande maggioranza degli assegnatari che ci chiedono maggiore legalità. Solo in un caso c'è stata ostilità di una persona che non ha collaborato dicendo 'E vi presentate ora, dopo vent'anni?'”.

Il nuovo regolamento, una volta che sarà approvato dal Consiglio cristallizzerà i poteri dell'agente accertatore, che in generale raccoglie le segnalazioni di illegalità nei fabbricati di proprietà di Acer, applica le sanzioni, effettuerà visite domiciliari, ma soprattutto effettuerà controlli sul corretto uso della casa popolare, se questa viene di fatto abbandonata o ci sono situazioni di sub-affitto o ancora vengono realizzate opere abusive, oltre ai regolamenti interni per esempio quelli che vietano di abbandonare veicoli e altri oggetti negli spazi comuni. I controlli permetteranno anche di verificare la titolarità a conservare l'alloggio e quindi impedire situazioni di privilegio a fronte di una grande richiesta di case popolari.

“Ad oggi c'è una graduatoria con 905 richieste, a fronte di 24 alloggi disponibili – spiega l'assessore al Welfare Rosaria Tassinari -. Con risorse già attive di 350mila euro contiamo di riqualificare circa 60 alloggi sfitti, di cui una ventina a breve e una quarantina tra qualche mese”. L'assessore al Welfare, inoltre spiega che l'amministrazione “sta lavorando ad un nuovo regolamento di assegnazione e presto ci sarà un confronto in giunta e con i sindacati, per poi portarlo in Consiglio”.   Il problema principale resta la morosità, dato che a Forlì non esiste il fenomeno – molto diffuso in altre parti d'Italia – dell'occupazione abusiva. Attualmente si conta solo un caso di abusivismo nell'utilizzo di un alloggio popolare. “Per la morosità andremo con la massima cautela per quanto riguarda situazioni momentanee come la perdita di lavoro, o che vedono la presenza di minori, disabili e persone fragili – spiegano Tassinari e Mezzacapo -. Ma per una 'morosità storica', persone che cioè da tempo non adempiono all'obbligo di pagare il canone e le spese condominiali agiremo anche per una questione di equità con chi è invece in regola”.

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Un'altra decina di case potrebbe poi entrare a disposizione della graduatoria nel giro di pochi mesi. Attualmente, infatti, in attesa dell'agente accertatore, presso la Polizia Locale è stato istituito un nucleo di 4 uomini in divisa, due ispettori e due agenti, che operano come “agenti informatori” all'interno dei palazzi Acer. “Il nucleo ha effettuato controlli approfonditi negli ultimi tre mesi, cioè il termine per dichiarare abbandonato l'alloggio popolare (che a volte viene detenuto da famiglie straniere che di fatto si trasferiscono all'estero, ma con la casa conservano la residenza, ndr) – spiega sempre Mezzacapo – e per 3 alloggi stiamo procedendo alla decadenza, mentre ce ne sono altri 7 con pratica in corso”.

Gli agenti informatori negli ultimi mesi hanno inoltre provveduto, spiega il vicecomandante della Polizia Locale Andrea Gualtieri, “ad individuare 6 auto abbandonate, di cui 3 sono state rimosse mentre per altre 3 sono in corso le procedure, abbastanza complesse in quanto alcune appartengono a persone decedute i cui eredi hanno respinto la proprietà e quindi di fatto non sono di nessuno”. In generale da quando è partito il progetto 'Case sicure' sono pervenute all'indirizzo mail dedicato 53 segnalazioni, alcune reiterate.

Foto di archivio precedente al periodo covid-2019

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