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Coronavirus, prima vittima del Forlivese: una persona forlimpopolese. "Sono giorni decisivi"

"Questi sono giorni decisivi: da qui a tutta la prossima settimana dobbiamo aspettare l’effetto delle misure attivate tre giorni fa dal Governo"

Salgono a due le vittime nella provincia di Forlì-Cesena. Si tratta di una persona forlimpopolese, deceduta all'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Vecchiazzano. "Era ospite alla Casa di Riposo con problematiche di salute importanti", conferma il sindaco artusiano Milena Garavini, specificando che proseguono i controlli previsti dal protocollo di sicurezza. "Purtroppo i primi esiti hanno rilevato nove ospiti positivi, al momento non ci sono casi tra i dipendenti - specifica Garavini -. Siamo ovviamente preoccupati vista la fragilità dei soggetti, ma seguiamo con la massima scrupolosità e attenzione tutta la situazione assieme all'Asl e all'Asp".

"La situazione della casa di riposo è per noi la principale preoccupazione, ma non dimentichiamo il resto della cittadinanza, la prima domenica è trascorsa con tranquillità - conclude il sindaco -. Ringrazio ancora la protezione civile che ci sta aiutando a sensibilizzare al rispetto delle regole di comportamento e anche tutti i forlimpopolesi che dimostrano un grande senso di responsabilità. È un momento difficile, ma noi ci siamo".

Sempre al nosocomio forlivese si è spento un 74enne faentino (provincia di Ravenna), ricoverato per coronavirus, affetto da patologie pregresse. Nei giorni scorsi il territorio provinciale aveva registrato la prima vittima: un cesenate di 77 anni. Il sindaco di Meldola, Roberto Cavallucci, ha avuto conferma domenica sera del secondo caso nel suo territorio. "L'Ausl sta facendo le opportune verifiche e l'amministrazione continuerà a monitorare la situazione in accordo con le Autorità sanitarie", ha affermato il primo cittadino. In giornata anche il sindaco di Castrocaro ha comunicato il primo caso di una persona in isolamento domiciliare

Domenica sera il sindaco di Modigliana Jader Dardi ha dato un aggiornamento sul numero di casi: "Nella provincia di Forlì-Cesena sono stati segnalati, ad ora, 100 positivi (65 nel Forlivese e 35 nel Cesenate, ndr), 12 in più di quelli che venivano segnalati alle 14, e di tre di questi non si hanno ancora informazioni sui comuni di residenza. La situazione è davvero grave e si attende il picco previsto per i prossimi giorni. Se vogliamo aiutare i sanitari ad affrontare la emergenza di questa situazione dobbiamo evitare di ammalarci e ridurre i contatti evitando di uscire di casa. Non è poi così difficile". A Forlì i positivi sono 36; i ricoverati nel reparto di Malattie Infettive sono otto.

Il dato regionale

In Emilia-Romagna sono complessivamente 3.093 i casi di positività al Coronavirus, 449 in più rispetto all’aggiornamento di sabato. Passano da 10.043 a 12.054 i campioni refertati. Si tratta di dati disponibili e accertati domenica alle 12, sulla base delle richieste istituzionali. Questa la sintesi degli altri territori: Piacenza 1.012 (159 in più rispetto a sabato), Parma 662 (92 in più), Rimini  425 (28 in più), Modena 367 (60 in più), Reggio Emilia 185 (32 in più), Bologna 230, di cui 72 del circondario imolese (complessivamente 35 in più, di cui 9 a Imola e 26 a Bologna), Ravenna 100 (22 in più) e Ferrara 34 (5 in più rispetto a sabato).

Complessivamente, sono 1.200 le persone in isolamento a casa (+145) perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o prive di sintomi; quelle ricoverate in terapia intensiva sono invece 169 (17 in più rispetto a venerdì). E salgono a 68 (+14) le guarigioni, 65 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 3 dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultata negativa in due test consecutivi.

La situazione decessi in regione

Purtroppo crescono anche i decessi, passati da 241 a 284: 43, quindi, quelli nuovi, che riguardano 29 uomini e 14 donne. Per 6 delle persone decedute erano note patologie pregresse, in qualche caso plurime, per le altre sono in corso approfondimenti epidemiologici. I nuovi decessi registrati riguardano 24 residenti in provincia di Piacenza, 9 in quella di Parma, 4 in quella di Modena, 2 in quella di Bologna, 1 in quella di Reggio Emilia, 1 in quella di Ravenna, 1 in quella di Forlì-Cesena, e 1 del lodigiano.

"Sono giorni decisivi"

"Sono numeri che sostanzialmente replicano la situazione di sabato - spiega il commissario ad acta per l’emergenza Coronavirus, Sergio Venturi -. Seguiamo la situazione costantemente e siamo pronti ad attivare ulteriori risorse, posti letto in terapia intensiva e non. Questi sono giorni decisivi: da qui a tutta la prossima settimana dobbiamo aspettare l’effetto delle misure attivate tre giorni fa dal Governo e che hanno bisogno almeno di 10 giorni ancora per dispiegare i propri effetti”.

“Purtroppo, abbiamo ancora un numero elevato di decessi a Piacenza: a loro e ai famigliari va il nostro pensiero- prosegue Venturi -. Più in generale, i dati rispecchiano l’evoluzione del contagio, ma dalle chiamate al 118 vediamo segni di flessione costanti negli ultimi due giorni. Devo però rinnovare l’appello ai cittadini a restare in casa, perché c’è ancora troppa gente nelle strade. Anche se il tempo primaverile sembra da scampagnata, questa è una situazione seria e difficile, che richiede il massimo rispetto delle regole da parte di tutti. Ricordo il divieto tassativo di assembramento che vale nelle strade, nei giardini, nei parchi e nelle case. Dobbiamo rispettarlo e stare distanti perché non abbiamo altro mezzo per ridurre la diffusione del virus. Stiamo a casa, per la nostra salute e per quella dei nostri affetti più cari”.

Situazione ospedali 

Sono 2.097 i posti letto già allestiti nell’intero territorio regionale per i pazienti colpiti da Coronavirus: 526 in più rispetto a ieri. È questo lo straordinario impegno messo in campo dalla rete ospedaliera dell’Emilia-Romagna in risposta al Piano regionale illustrato nei giorni scorsi dal presidente Stefano Bonaccini e dal commissario ad acta all’emergenza, Sergio Venturi, per far fronte all’espansione del virus.
In particolare, a Piacenza sono già 5 i Covid hospital in funzione e grazie anche all’accordo con le strutture private accreditate del territorio: la Casa di Cura Sant’Antonino in città, il San Giacomo a Ponte dell’Olio, l’Ospedale di Bobbio e le strutture di Castel San Giovanni e Fiorenzuola. A Parma, il padiglione Barbieri e il padiglione 26 dell’ospedale Maggiore (hub) operano come Covid hospital. Sono già pronti per diventare ospedale Covid Fidenza e Borgo Taro, nel parmense. Nel reggiano, a supportare l’hub di Reggio Emilia città (Arcispedale Santa Maria Nova Nuova) c’è Guastalla (ospedale Covid). A Modena opera come hub il Policlinico (Baggiovara dà supporto per l’area intensiva). Pronti per diventare ospedali Covid Carpi, Mirandola e Sassuolo. A Bologna, nell’hub del Sant’Orsola, verrà riattivato a breve un padiglione dedicato, il 25. Già definito ospedale Covid il Bellaria, che funzionerà come tale anche per l’imolese. Per Ferrara, in caso di necessità l’hub del Sant’Anna sarà supportato come Covid dall’ospedale del Delta.Infine, per la Romagna, agli hub di Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena verranno affiancati come Covid hospital da Lugo e Riccione.

Punti triage

Sono 21 i punti triage attivati in Emilia-Romagna dalla Protezione civile regionale davanti ai presidi sanitari per la sicurezza degli operatori impegnati a gestire l’emergenza Coronavirus: 3 nella città metropolitana di Bologna (2 nel capoluogo, davanti agli ospedali Sant’Orsola e Maggiore, ed 1 a Imola); 3 in provincia di Piacenza (Piacenza città, Fiorenzuola d’Arda e Castel San Giovanni);  3 in provincia di Parma (Parma città, Vaio di Fidenza e Borgotaro); 3 in provincia di Reggio Emilia (Reggio Emilia città, Montecchio e Guastalla); 5 in provincia di Modena (Sassuolo, Vignola, Mirandola, Pavullo nel Frignano e Modena città, dove la tenda è davanti alla sede del 118, a supporto degli operatori e dove ieri è stata allestita una ulteriore tenda con funzioni di magazzino); 2 in provincia di Ferrara (ad Argenta ed a Cento); 1 in provincia di Forlì-Cesena (a Meldola davanti all’Irst Centro oncologico); 1 nella Repubblica di San Marino.  

Dispostivi di protezione individuale

Sono 33.000 le mascherine consegnate ieri, da parte dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile al magazzino centrale della Sanità regionale e altre 100 mila sono attese per la serata di domenica. Sabato sono state inoltre fornite 15 mila mascherine a ciascuna prefettura per la distribuzione alle forze dello Stato - Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Polizia penitenziaria, Carabinieri, ecc. – mentre una ulteriore quota di 2 mila mascherine per provincia è stata distribuita forze di polizia locali (polizia municipale). Sabato sono stati 165 i volontari operativi in Emilia-Romagna; 1235, in totale, a partire dal 23 febbraio scorso.

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