Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Spari contro gli stranieri, Mosconi: "No ad ogni razzismo". Il sindaco: "Caso preoccupante"

Le due aggressioni subìte da due stranieri hanno avuto risalto anche a livello nazionale

Un invito alla "prudenza" perchè "ci sono le indagini in corso". L'assessore alle politiche sociali, Raoul Mosconi, prova a gettare acqua sul fuoco dopo i casi di due stranieri rimasti feriti dopo esser stati colpiti con pistole soft-air. "Occorre continuare con la politica che sto promuovendo - spiega Mosconi -. Ovvero di conoscenza, dialogo e responsabilità da parte di tutti. Occorre essere fermi e dire no ad ogni razzismo e discriminazione. In fine, nessuno dovrebbe parlare a sproposito e alimentare odio e diffidenza. Mai". "Mi auguro che i carabinieri riescano ad individuare e a fermare il prima possibile questo soggetto, prima che possa compiere altri gesti del genere - commenta il deputato Marco Di Maio -. Forlì non è una città razzista e saprà rispondere ad ogni provocazione di questo tipo.

Il sindaco

Intanto il sindaco Davide Drei è in contatto con le autorità giudiziarie e con le forze dell'ordine "per poter avere al più presto un quadro preciso della situazione che appare, comunque, preoccupante, data la natura violenta del gesto”. "In attesa di conoscere lo sviluppo delle indagini, voglio però ribadire che la nostra è una città che basa le sue relazioni sull'apertura e sulla convivenza civile, sul rispetto reciproco e quello delle leggi, e che non ammette e non ammetterà mai nessun genere di violenza, in qualsiasi forma, tanto più se mossa da atteggiamenti discriminatori e razzisti - continua Drei -. Come Comune di Forlì esprimiamo, dunque, piena solidarietà alle persone colpite, di cui ho verificato le condizioni di salute, per fortuna non preoccupanti, e ribadiamo il nostro no ad ogni forma di prevaricazione, poiché la sicurezza di ogni cittadino e la convivenza pacifica sono valori inderogabili e indiscutibili della nostra comunità".

Molea

“La violenza si ferma con una cultura diffusa dell’accoglienza e della solidarietà, ma questa deve essere sostenuta dalla politica o la società civile si troverà sola", commenta Bruno Molea, presidente nazionale di Aics – Associazione italiana cultura sport – ente di promozione sociale e sportiva dal 2015 anche centro di accoglienza migranti. "Questa non è la Forlì che conosco - commenta -. Da profugo libico ricordo bene i piccoli (e meno piccoli) episodi di discriminazione, ricordo lo scetticismo, gli sguardi inquisitori, lo spaesamento. Ma ricordo anche di come la mia Forlì accolse me e la mia famiglia, di come ci diede casa e lavoro, e di come ben presto i miei coetanei dimenticarono le nostre storie così "differenti" e mi permisero di diventare ciò che sono oggi. Le ultime vicende forlivesi mi gettano nel più cupo sconforto; l'ho detto più volte e lo ribadisco: è ora di correre ai ripari. Forlì è una città accogliente e ha gli anticorpi giusti contro razzismo e odio, ma ciò non basta. La cultura dell'accoglienza deve essere diffusa e sostenuta dalla politica o la società civile si troverà sempre più sola contro violenze e discriminazioni".

LeU

Liberi e Uguali Forlì "condanna con la massima severità la vigliacca aggressione, a colpi di armi ad aria compressa, subita nei giorni scorsi da due concittadini migranti. In un contesto nazionale nel quale, a partire dalle massime istituzioni governative, viene alimentato un clima di terrore, psicosi nei confronti dell'altro e diffuso razzismo, gli eventi verificatisi nella nostra città rappresentano una nuova e preoccupante escalation che sarebbe un errore gravissimo minimizzare o sottovalutare. Siamo però sicuri che il sentire e lo spirito dei cittadini di Forlì sia quanto di più lontano possibile da questo genere di atti ripugnanti e criminali, assolutamente estranei alle tradizioni democratiche, civili e solidaristiche della nostra terra. Nel nome di questi valori, diamo la nostra piena e totale adesione all'appello promosso da sindacati, associazioni e movimenti e offriamo la nostra completa disponibilità a partecipare e promuovere ogni eventuale iniziativa pubblica organizzata da questi attori sui temi dell'antirazzismo, dell'integrazione e della lotta per la nonviolenza".

Possibile

"Viviamo in tempi in cui nulla è più scontato, neanche le cose più semplici e spontanee come l’accoglienza e la solidarietà fra esseri umani", interviene il Comitato Possibile Forlì-Cesena. Il partito fondato da Giuseppe Civati, sente il bisogno "di dare un segnale netto e chiede che le istituzioni diano atto pubblicamente dei loro valori antirazzisti. Noi sosteniamo quei principi irrinunciabili di solidarietà ed accoglienza che sono alla base di ogni democrazia e pertanto condanniamo fermamente questi attacchi razzisti. Ci schieriamo contro il clima di odio e terrore che monta sempre più in Italia ma sempre al fianco delle vittime di queste intimidazioni. Crediamo che la manifestazione antirazzista sia più che necessaria, simili eventi ci spingono sempre più verso valori come il rispetto e la tolleranza per non cedere alla violenza di chi odia".

Sindacati ed associazioni

Forlì Città Aperta, Cgil, Cisl e Uil, Consulta degli stranieri, Arci, Centro per la Pace, Anpi, Ami (sezione di Forlì Giordano Bruno), Associazione Luciano Lama, Presidio Libera Forlì e Anolf hanno annunciato l'organizzazione di un'iniziativa pubblica, le cui modalità saranno annunciate nelle prossime ore. Sindacati ed associazioni parlano di "due attacchi vigliacchi e razzisti, che vanno ad unirsi alle tante altre aggressioni che con sempre maggior frequenza accadono in tutta Italia. La pericolosità di questi episodi va misurata nel significato e nel messaggio che si portano dietro: gli stranieri sono diventati il capro espiatorio per dar sfogo alla propria ignoranza, rabbia e frustrazione, bersaglio non più solo simbolico contro cui scagliarsi. Il clima d'odio che si riversa sui migranti e su chi lotta contro le discriminazioni, esasperato dai media e da discorsi politici scollegati dalla realtà dei fatti, è l'ambiente in cui nascono e si riproducono azioni di questo tipo. Ci teniamo a sottolineare che queste persone lavorano quotidianamente al nostro fianco, viviamo tutti le stesse fatiche e le stesse problematiche, i nostri figli e nipoti crescono assieme senza fare discriminazioni: è da loro che dovremmo imparare".

"Sottovalutare quanto successo, minimizzare o girarsi dall'altra parte, equivale a sostenere moralmente e praticamente gli autori di questo gesto e a lasciare il campo libero ad un'escalation di violenza razzista. La cronaca anche solo dell'ultimo anno, dalla tentata strage di Macerata agli omicidi di Firenze e di San Calogero, ci dimostra che quando il diverso diventa un bersaglio, il passo tra le pistole ad aria compresse e quelle con proiettili veri è pericolosamente molto breve - concludono -. Nella nostra attività quotidiana di rappresentanza sociale delle persone più deboli in difficoltà abbiamo toccato con mano che la Città di Forlì ha un'anima antirazzista, che non è disposta ad accettare questi rigurgiti d'odio. Per questo chiediamo alla cittadinanza tutta di Forlì, alle sue associazioni e istituzioni, di condannare in modo fermo e deciso quanto avvenuto, prima che la situazione sfugga di mano, e che le indagini siano approfondite e del loro svolgersi ed esito venga tenuta informata la cittadinanza".

Le aggressioni

Le due aggressioni hanno avuto risalto anche a livello nazionale. Nella nottata tra giovedì e venerdì in viale Bolognesi, è stato un ivoriano di 33 anni a essere colpito da un proiettile partito presumibilmente da una pistola ad aria compressa: era in sella ad una bici, ha riferito l'uomo, e il colpo sarebbe partito da un'auto che lo ha affiancato. Ha riportato lievi ferite all'addome, con prognosi di 10 giorni. Ed è un componente della consulta degli stranieri, Gbeu Serge Diomande, a raccontare di un secondo episodio: nella notte tra lunedì e martedì, in corso Garibaldi, una donna nigeriana sarebbe stata avvicinata da un motorino e una delle due persone a bordo l'avrebbe ferita al piede sempre con una pistola da softair. La vittima non ha denunciato per paura. Lo stesso componente della Consulta ha lanciato l'allarme riferendo alla stampa locale che potrebbe trattarsi di razzismo.

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