Caso 'Casa Mia', Cgil-Cisl-Uil: "L'Ausl intervenga per dare informazioni al personale che rifiuta il vaccino"

“Seguiamo da vicino nel rapporto con le istituzioni i casi dove vi è uno scarso numero di adesioni al vaccino,  tra cui la struttura “Casa mia” di Forlì, nella convinzione che tali situazioni possono arginarsi"

“Seguiamo da vicino nel rapporto con le istituzioni i casi dove vi è uno scarso numero di adesioni al vaccino,  tra cui la struttura “Casa mia” di Forlì (dove il 60% del personale ha detto no al vaccino), nella convinzione che tali situazioni possono arginarsi solo tramite una campagna di corretta informazione al personale da parte dell’Ausl e delle istituzioni competenti che fornisca una  maggiore conoscenza sul vaccino e serenità nella scelta giusta  da fare”: è la presa di posizione in difesa dei lavoratori e al sostegno dei vaccini di Maria Giorgini, segretaria generale della Cgil, Vanis Treossi, resposanbile per Forlì della Cisl ed Enrico Imolesi, segretario della Uil forlivese. Il comunicato è vergato anche dai rappresentanti sindacali di di categoria dei lavoratori della sanità di Cgil, Cisl e Uil, ma anche dei sindacati dei pensionati, che in tutta questa vicenda, rappresentando la Terza Età, rappresentano le 'vittime' di questi rifiuti al vaccino.

“La nostra priorità è verificare l’andamento della diffusione del vaccino, in particolare nelle strutture sanitarie e socio sanitarie sia verso gli operatori diretti e in appalto che verso gli ospiti, nella consapevolezza che l’arrivo del vaccino è ad oggi la sola opportunità che la comunità scientifica mondiale ci consegna per arginare questa terribile pandemia e tutelare il bene primario della salute. Per questa ragione riteniamo che questa opportunità deve essere prima di tutto considerato come un atto di responsabilità verso sé stessi, le proprie famiglie e le persone fragili che sono assistite nel sistema sanitario e socio sanitario, ambito dove abbiamo registrato nel corso del 2020 il maggior numero di contagi e morti sia tra gli operatori che tra gli ospiti”, continua il comunicato congiunto.

“Per questa ragione siamo impegnati a richiedere alle Istituzioni e in particolare all’AUSL un impegno straordinario di corretta informazione in particolare verso gli operatori sanitari e socio sanitari e verso la popolazione anziana quali primi soggetti chiamati al vaccino in questa prima fase. Dai dati in nostro possesso, gli operatori della sanità e del socio sanitario stanno aderendo convintamente alla campagna vaccinale e anche per questo abbiamo apprezzato la notizia dell’arrivo di un punto vaccinale anche a Forlì da noi fortemente richiesto. Infine riteniamo che il prossimo comitato di distretto a cui partecipano Comuni del comprensorio forlivese e AUSL, previsto per il prossimo 21 gennaio, possa essere il giusto momento  per la verifica complessiva dell’andamento della campagna  vaccinale sul nostro territorio”, conclude la nota.

"Per queste ragioni invitiamo anche le Associazioni datoriali e in generale i datori di lavoro del settore ad evitare forzature o prese di posizioni che non aiutano, in una condizione dove l’obbligo vaccinale non è previsto per legge, a creare un clima di tensione che non è utile in questa fase"m concludono i sindacati. 

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