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Caso Dentix, primi riscontri dalle finanziarie: "È una prima vittoria"

Proseguono e registrano i primi frutti le azioni messe in campo da Adiconsum Emilia Romagna per assistere i pazienti emiliano-romagnoli che sono rimasti coinvolti dalla chiusura delle sedi

Proseguono e registrano i primi frutti le azioni messe in campo da Adiconsum Emilia Romagna per assistere i pazienti emiliano-romagnoli che sono rimasti coinvolti dalla chiusura delle sedi di Reggio Emilia, Carpi, Imola, Ferrara, Piacenza, Forlì, Ravenna e Rimini di Dentix Italia, a seguito di presentazione di istanza pre-fallimentare della “casa madre” spagnola e, ora, di concordato preventivo.

Per i tantissimi che si sono rivolti all'Associazione consumatori promossa dalla Cisl perché con lavori odontoiatrici lasciati a metà e finanziamenti associati comunque da onorare, sono state presentate diffide ad adempiere entro il termine di legge e, successivamente, istanze alle finanziarie per ottenere lo scioglimento del contratto e la restituzione delle rate versate, come previsto dall’art 125-quinques del Testo Unico Bancario. Priorità è stata inoltre data alle richieste di sospensione immediata delle rate correnti, per evitare che, oltre al danno sul piano della salute, i malcapitati venissero anche “colpiti” da segnalazioni come cattivi pagatori. Sono proprio le finanziarie a farsi ora vive, segnalando l’attivazione di task force dedicate solo ed esclusivamente alla gestione dei clienti di Dentix Italia e rassicurando sulla sospensione delle rate “almeno fino a tutto il mese di agosto”.

"È una prima vittoria, ma non siamo ancora soddisfatti – commenta Fulvio Biondi, presidente di Adiconsum Romagna – Ci piace molto meno che la buona notizia della sospensione dei pagamenti venga accompagnata dal presunto studio della possibilità di proseguimento delle cure interrotte: il rapporto tra i consumatori e Dentix è ormai pregiudicato da quanto accaduto e ci sono situazioni che non possono comunque attendere. I pazienti da noi assistiti hanno esercitato correttamente i loro diritti e devono essere ora loro a scegliere da chi ricevere ulteriori cure dentali".

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