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Evasione fiscale, il pescivendolo non ci sta: su Facebook pubblica i suoi dati

Il diretto interessato, da parte sua, non ci sta e pubblica su Facebook i suoi dati. Si tratta del titolare della Pescheria Friggitoria Piccolomini di Civitella, finito al centro dell'accertamento fiscale

E' accusato dalla Guardia di Finanza di aver evaso il fisco per oltre 200mila euro, dichiarando un reddito di 900 euro al mese. A destar scalpore il fatto che avesse nel garage una Ferrari 360 Modena. Nel Forlivese è tra gli argomenti più discussi della settimana. E il caso è finito anche nei telegiornali nazionali. Il diretto interessato, da parte sua, non ci sta e pubblica su Facebook i suoi dati. Si tratta del titolare della Pescheria Friggitoria Piccolomini di Civitella, finito al centro dell'accertamento fiscale.

“Non biasimo chi, leggendo l’articolo in questi giorni, sta gridando allo scandalo, perché se i fatti fossero tali ci sarebbe davvero di che scandalizzarsi – esordisce nella pagina Facebook del punto vendita -. Peccato che la maggior parte dei dati riportati siano presunti o sbagliati o fuorvianti”. L'esercente entra nel merito delle somme riportate dai baschi verdi: “i 900 euro sono solo la parte del reddito di attività a me intestato senza considerare la percentuale di mia moglie che lavora con me. A questa entrata vanno aggiunti affitti di tre appartamenti, azioni, titoli e eredità (si dai facciamoci proprio del tutto gli affari nostri)”.

Per quanto riguarda la Ferrari 360 Modena, è “usata e vecchia di 10 anni”. La “rossa” “è stata acquistata nel 2010 con un aggiunta di 20.000 euro vendendo un’auto d’epoca . Attualmente la Ferrari 360 Modena è valutata 38.000 euro (che con la tassazione attuale italiana non è più commerciabile, lo conferma anche il fatto che è già andata a finire in Germania)”.

In merito all’evasione di 210.000 euro, il commerciante parla di “calcolo presunto senza tenere conto dei dati che fornirò prossimamente all’Agenzia delle Entrate (un ricarico esagerato sulla merce acquistata senza tenere in considerazione spese particolari nella lavorazione del pesce fritto e il calo fisiologico poiché utilizziamo materie prime da pulire lavorate artigianalmente).Per quanto riguarda le numerose “dimenticanze” dello scontrino sono riassunte in due scontrini nell’arco di otto anni, totale 18 euro (benché la guardia di finanza abbia fatto numerosi controlli tutti risultati regolari)”.

L'esercente sottolinea che i finanzieri si sono “dimenticati di precisare che dai controlli incrociati con clienti e fornitori è risultato tutto regolare e che da tanti anni risulto congruo e coerente con i studi di settore”. “Ora – conclude - continuate pure a esprimere giudizi etici, a proporre pene esemplari e soluzioni per l’Italia sotto articoli come questi senza accorgervi che da qualche tempo i media, esperti in strumenti di “distrazione di massa“ li pubblicano per chiamare in piazza il popolo forcaiolo e spostare l’attenzione dai problemi reali".

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