Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Vaccini persi, i carabinieri del Nas tornano all'ospedale: sotto la lente la sala operativa degli allarmi

Su delega della Procura (l'inchiesta è seguita dal procuratore capo Maria Teresa Cameli e dal sostituto Federica Messina) i Carabinieri del Nas e della Sezione Operativa sono tornati martedì mattina in ospedale

Continuano a 360 gradi le indagini dei Carabinieri sulla vicenda avvenuta all'ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì, dove nella nottata tra giovedì e venerdì sono andate perse circa 800 dosi di vaccino anti Covid di Moderna. Complessivamente, su una partita di 1.500 vaccini conservati nella frigo-congelatore collocato nell'area della farmacia ospedaliera, ne sono stati salvati 700 (190 sono stati inviati e iniettati a Bologna, i restanti 510 tra Cesena, Ravenna e Rimini) mentre i restanti 800, scongelati e perciò inutilizzabili, sono stati sequestrati dai Nas.

Sull'accaduto la Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti. L’ipotesi di reato è l’omissione di atti d’ufficio, in riferimento ad un presunto omesso intervento dopo l'allerta dei sistemi di controllo e sicurezza dell’ospedale, e interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità. L'Ausl Romagna ha avviato, invece, un’indagine interna per ricostruire l’accaduto.

VIDEO - Nuovo sopralluogo dei carabinieri all'ospedale

Su delega della Procura (l'inchiesta è seguita dal procuratore capo Maria Teresa Cameli e dal sostituto Federica Messina) i Carabinieri del Nas e della Sezione Operativa sono tornati martedì mattina in ospedale. Gli uomini dell'Arma hanno ascoltato diverse persone, tra le quali il personale della centrale operativa addetto alle verifiche degli allarmi. La serie di circostanze che hanno reso inutilizzabili le 800 dosi di vaccino è iniziata giovedì sera intorno alle 22.30, quando il congelatore - collaudato l'8 gennaio scorso proprio in vista dell'arrivo dei vaccini avvenuto mercoledì pomeriggio scorso, ha subìto un malfunzionamento.

Il guasto ha causato un rapido scongelamento dei sieri contenuti. Il sistema d'allarme all'interno dell'apparato, secondo quanto appurato, avrebbe inviato un segnale di allert alla centrale operativa, ma l'addetto incaricato l'avrebbe silenziato, tutte circostanze in via di accertamento. Messaggio che sarebbe comparso anche sul monitor video, stando alla versione fornita dall'Ausl. L'allarme è stato invece letto alcune ore più tardi da un addetto della farmacia ospedaliera, che ha attivato la procedura d'emergenza. Da qui la corsa contro il tempo per salvare il salvabile: 700 dosi iniettate dopo una speciale deroga arrivata dal Ministero della Salute.

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