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Castrocaro celebra la sua patrona: la tradizionale festa della Madonna dei Fiori a porte chiuse

L’appello di alcuni fedeli castrocaresi per acquisire almeno mille iscrizioni al canale Youtube della Comunità Cristiana di Castrocaro e Pieve Salutare

Si terrà anche quest’anno, seppur senza fedeli, la festa della Madonna dei Fiori, patrona di Castrocaro Terme. Tutte le celebrazioni, a causa dell’emergenza Coronavirus, si svolgeranno a porte chiuse da sabato a lunedì, nella chiesa parrocchiale dei Santi Nicolò e Francesco e saranno presiedute dal vicario parrocchiale don Giacinto Nizigiyimana. Eventi di apertura della tre giorni saranno la recita dei primi vespri e l’adorazione eucaristica di sabato. Domenica, alle 11, messa solenne all’altare della Madonna dei Fiori e atto di affidamento. Alle 16.30, recita dei secondi vespri, canto delle litanie a porte chiuse e benedizione con il Santissimo Sacramento a tutto il paese dal sagrato della chiesa. Il suono delle campane e del campanone della torre cittadina inviterà i fedeli ad affacciarsi alle finestre per ricevere la benedizione.

L’epilogo della festa, lunedì alle 20.30, sarà la recita del Rosario, seguita dal canto delle Litanie, in comunione con i fedeli in preghiera in seno alle rispettive famiglie. Alcuni fedeli castrocaresi stanno rivolgendo un appello tramite i media e i social, per acquisire almeno mille iscrizioni al canale Youtube della Comunità Cristiana di Castrocaro e Pieve Salutare "https://www.youtube.com/channel/UCYZOCLwEcmV7MR3FUnmi2SQ/featured": “Questo ci consentirà – scrivono i promotori – di partecipare in diretta streaming alla Messa dedicata alla Madonna dei Fiori, a noi tanto cara”. La grande devozione tutta castrocarese per la Madre celeste nasce nel 1632: la popolazione locale, preservata dalla terribile peste dei due anni precedenti, fece solenne voto di organizzare ogni anno, nella domenica “in albis”, la prima dopo Pasqua, la festa della Madonna che sarà poi detta “dei Fiori”. L’effige della Beata Vergine è uno stucco a bassorilievo ricavato da un calco dell’opera dello scultore fiorentino Donato di Niccolò di Betto de Bardi, detto Donatello, oggi conservato nel Museo Federico di Berlino.

"Il ritrovamento di tale pregevole stucco e l’attuale denominazione di Beata Vergine dei Fiori - scrive Giuseppe Mengozzi nel suo libro ‘Castrocaro storia e tradizioni’ - sono legati a leggende antichissime". C’è chi afferma che l’immagine, portata a Castrocaro da qualche autorità o famiglia fiorentina (fino al 1923 la località termale ha fatto parte amministrativamente della Toscana), sia stata rinvenuta in un giardino, infissa ad un pilastro, in mezzo a folti cespugli fioriti di prugnoli e circondata da un’intrecciata ghirlanda di bellissime ciocche di alti fiori freschi. L’ipotesi più verosimile parla di Madonna dei Fiori semplicemente perché l’evento si tiene in primavera. E’ invece accertato storicamente che Castrocaro non sia stata toccata dalla “morte nera” portata in Italia nel 1630 dalle truppe tedesche, scese in Lombardia per combattere a fianco del Duca di Mantova.

La peste fece strage un po’ ovunque in Romagna e Toscana, salvo che a Castrocaro e Terra del Sole. La gente del posto, che si era rivolta preventivamente alla protettrice celeste, ascrisse alla Madonna la miracolosa esenzione dal contagio. Fino alla fine degli anni 80 del XX secolo, l'inizio dei festeggiamenti patronali avveniva con l'accoglienza solenne del vescovo diocesano, che rimaneva ospite in paese per tutta la durata delle celebrazioni. Anche la devozione mariana della vicina Terra del Sole (la festa si celebra la terza domenica di maggio) prende spunto dalla tragedia della peste e dal relativo voto: nella città di fondazione medicea la madre di Cristo è però venerata come Madonna delle Grazie.

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