Triage telefonico, visite scaglionate, decontaminazioni e tante protezioni: ecco come si tornerà dal dentista

"Siamo già abituati a trattare persone che non sappiamo se sono infette oppure no", premette Stefano Grossi, medico ondontoiatra, che opera in uno studio a San Martino in Strada

Dall'inizio della pandemia operano solo in casi di urgenza non differibile. Tra le categorie di lavoratori più a rischio ci sono dentisti e igienisti dentali. Ma mal di denti, infezioni, e tutti i problemi della salute orale non possono attendere. Per questo gli odontoiatri, in attesa di linee guida ufficiali, si stanno preparando alla ripartenza con ulteriori misure precauzionali. “Siamo già abituati a trattare persone che non sappiamo se sono infette oppure no”, premette Stefano Grossi, medico ondontoiatra, che opera in uno studio a San Martino in Strada. 

“Inoltre si evince che l'infezione non si è diffusa negli studi dentistici - prosegue -. Questo significa che le misure già precedentemente utilizzate erano funzionali.. Ora ne applichiamo delle supplementari in modo da poter affrontare con maggiore serenità questa nuova fase. Ovviamente c'è un cambiamento nell'organizzazione del lavoro, perchè gli appuntamenti necessariamente dovranno essere ridotti”. 

Dottor Grossi, quella dei dentisti e degli igienisti orali è tra le categorie più a rischio
Noi abbiamo da sempre convissuto con il rischio biologico. La nostra professione comporta un contatto ravvicinato con il paziente e per questo sono state da sempre prese delle adeguate contromisure. Ai virus che già si conoscono e che si trasmettono per via aerea si è aggiunto il nuovo rischio rappresentato dal covid-2019 e questo ci spinge ad adottare delle misure supplementari. 

E' previsto un triage telefonico?
Sì, e questa rimodulazione del lavoro ci permetterà di evitare i pazienti sintomatici e anche di discriminare i tipi d'interventi, dando priorità a quelli più urgenti. Il paziente prima dell'appuntamento sarà contattato e sottoposto ad un questionario per chiarire se ha sintomi, se è stato a contatto con persone a rischio e se proviene da aree dove c'è un'alta concentrazione di casi. Se le risposte sono tutte negative viene convocato con la richiesta che non sia accompagnato in studio. E deve presentarsi con la mascherina.

Come verrà gestito l'appuntamento?
Al paziente sarà misurata la temperatura corporea con un termometro ad infrarossi ed eventualmente si procederà anche alla rilevazione della saturazione dell'ossigeno. Superato questo test, sarà fatto firmare un modulo nel quale certifica le sue condizioni. 

Quali accortezze saranno adottate?
Il paziente sarà obbligato a lavarsi le mani prima di entrare nell'ambiente operativo. Al termine dovrà lasciare lo studio senza incrociare quello successivo. Non si vedranno più le sale d'attesa affollate. Ci sarà solo la persona che dovrà ricevere la prestazione. Inoltre non ci saranno più opuscoli o giornali al fine di evitare il più possibile contatti con gli oggetti. Gli oggetti personali, come ad esempio gli occhiali, il telefonino o la borsa, saranno messi in un sacchetto da ritirare all'uscita. Le superfici dei laboratori saranno coperte da pellicole di plastica. Anche il personale della segreteria sarà protetto da strutture in plexiglass. 

E per quanto riguarda la vostra sicurezza?
Premesso che quando si eseguono interventi di chirurgia siamo stati sempre abituati ad utilizzare mascherina, guanti, copricapo e camice monouso, è prevista un'adeguata vestizione anche per gli interventi più semplici. Vale il principio di precauzione. 

Quindi non ci sono stati problemi per quanto concerne i dispositivi di protezione individuale
Non sono stati semplici da reperire, ma abbiamo tutto. L'impegno economico è notevole, anche perchè costano di più rispetto al periodo precedente alla pandemia.

Come vi organizzerete quindi?
Ogni operatore indosserà una mascherina filtrante Ffp2 coperta da una mascherina chirugica ed una visiera, che copre tutto il volto. Indosseremo inoltre un doppio paio di guanti e calzari. Durante la prestazione si cercherà di utilizzare il più possibile la “diga di gomma”, un telino che viene messo davanti alla bocca del paziente e dal quale vengono fatti uscire solamente i denti che dovranno essere trattati. In questo modo si isola la saliva del paziente, che non viene così emessa nell'ambiente. Queste sono le accortezze per quanto concerne le goccioline, ma bisogna fare attenzione anche agli aerosol. Per questo motivo procedure come le ablazioni ad ultrasuoni durante l'igiene dentale precauzionalmente saranno sospese. 

Ed una volta concluso l'intervento?
Ci si sveste nella stanza operativa. Poi si procede all'ariazione dell'ambiente e alla decontaminazione di tutte le superfici con detergenti adeguati, che poi vengono nuovamente coperte dalle pellicole protettive. 

Di quante persone è composto lo staff?
Sei: tre medici odontoiatri, oltre ad altrettante personale ausiliare. 

Come programmerete le giornate?
Lo staff si alternerà di giorno in giorno al fine di prevenire un possibile incrocio di “contaminazione”. Sicuramente gli appuntamenti dovranno essere ridotti poiché le tempestiche dovranno tenere conto dei tempi di decontaminazione. 

Nel caso in cui il paziente fosse un bambino?
In questo caso viene accompagnato in studio e il genitore può attendere in sala d'attesa. 

In questo periodo siete stati impegnati in qualche urgenza?
Sì, per fratture di denti o pulpiti (un'infiammazione che può essere molto dannosa, ndr). Ma lo studio è chiuso dal 13 marzo. Siamo a disposizione solo per urgenze indifferibili.

Quando vi aspettate di riaprire?
Spero e auspico il 4 maggio. Noi siamo operatori nell'ambito della salute. Dagli studi, anche dell'Istituto Superiore della Sanità, emerge come gli studi odontoiatrici non siano un centro di possibile contagio. Ricordando che già nel periodo precedente all'emergenza sanitaria adottavamo tutte le precauzioni del caso. 

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Paura?
E' una questione individuale. Va considerata come un principio di precauzione, finalizzata a tutelarci da qualcosa di cui non si ha una conoscenza completa. E penso che con le dovute precauzioni che si possa operare quindi nel rispetto della salute nostra e del paziente. 

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