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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca

Aria ferma: sveglia con la puzza su buona parte del Forlivese

Intanto Legambiente lancia l'allarme smog per l'Emilia Romagna, con cinque capoluoghi fuorilegge per le pm10 per 15 giorni su 25

Una parte del Forlivese si è svegliato martedì mattina sotto l'influenza di cattivi odori. La puzza è simile a quella avvertita il 31 ottobre e il 2 novembre scorsi. Per quest'ultimi casi gli esperti dell'Arpae di Forlì-Cesena avevano appurato che i cattivi odori provenivano dalle distillerie di Faenza. All'epoca dei fatti ad incanalare la puzza erano stati una serie di fattori atmosferici, in particolare una doppia inversione termica. Intanto Legambiente lancia l'allarme smog per l'Emilia Romagna, con cinque capoluoghi fuorilegge per le pm10 per 15 giorni su 25. Le peggiori: Reggio Emilia con 19, Modena con 18 e Piacenza con 17 giornate, seguono Ravenna e Rimini con 15 giorni di sforamento. A Forlì sono stati registrati nove sforamenti.

Si tratta di "dati che non promettono nulla di buono, nonostante lo scorso anno la situazione in regione sembrava essere in miglioramento. Numeri preoccupanti - scrive l'associazione in una nota - se si pensa anche ai rilevanti impatti sulla salute: ogni anno, stando alle ultime stime, l''inquinamento dell''aria causa oltre 467.000 solo in Europa e i costi sanitari associati quantificabili sono tra 400 e 900 miliardi di euro all''anno sempre in Europa".

I presidenti regionali di Legambiente, "hanno chiesto al ministro Galletti ed ai rispettivi assessori all'ambiente soluzioni urgenti al problema dell''inquinamento dell''aria nel bacino padano: far uscire le città dalla cappa di smog e'' una priorità". Proposte, quelle di Legambiente, contenute nell''annuale dossier "Mal''aria 2017" che "sfida le amministrazioni disegnando le città di domani, utilizzando le migliori esperienze che gia'' oggi sono una realtà".

Il piano aria dell''Emilia Romagna approvato in giunta nelle scorse settimane secondo Legambiente "contiene indirizzi e misure positive, alcune delle quali frutto delle nostre richieste fatte negli scorsi anni. Finalmente nel Piano e' rivisto il meccanismo delle misure emergenziali, che scatteranno a seguito di quattro giorni di superamento consecutivi dei limiti di PM10, e non dopo sette come era fino ad oggi".

Le misure emergenziali contro lo smog prevedono, oltre al blocco dei veicoli piu'' inquinanti (diesel euro 3 ed euro 4 dal 2018), anche l''obbligo di riduzione delle temperature fino ad un minimo di 19 gradi in edifici pubblici, privati ed esercizi commerciali. Per quanto riguarda gli esercizi commerciali, e'' stata "recepita anche la nostra richiesta di obbligare alla chiusura delle porte esterne al fine di non sprecare energia per riscaldamento e raffrescamento", segnala Legambiente.

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