Catturata la "banda delle monetine", era tutto in famiglia: dietro i colpi marito e moglie

Facevano credere alle vittime di aver perso dei soldi per poi approfittare della distrazione e far sparire borse e portafogli

Gli agenti della Volante dell'Ufficio Prevenzione Generale della Polizia di Stato di Forlì, diretti dal commissario Stefano Santandrea, affiancati dai colleghi della Squadra Mobile, diretti dal dirigente Mario Paternoster, hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di tre persone, due uomini e una donna, residenti a Bologna, già noti alle forze dell'ordine, ritenuti responsabili di una serie di furti e borseggi avvenuti tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 all’interno ed in prossimità di supermercati, centri commerciali e cimiteri della zona. Indagata in concorso anche una quarta persona, una donna, anche lei residente a Bologna e già nota alle forze dell'ordine.

Tutto in famiglia

Si tratta di una banda specializzata, composta da marito, moglie e figlia, alla quale si è aggiunto il fidanzato di quest’ultima, che ha preso di mira signore anziane all’interno dei supermercati, agendo in coppia tra le scansie e nei parcheggi esterni, o nei cimiteri, usando la tecnica “delle monetine”: la vittima viene distratta gettando a terra alcune monete e facendole credere fossero le sue, appena smarrite, così che mentre le sta raccogliendo uno dei componenti la banda approfitta per aprire la portiera della macchina per impossessarsi della borsetta custodita dentro l’abitacolo.

Successivamente la banda prelevava somme di denaro usando i bancomat custoditi all’interno dei portafogli rubati, riuscendo a carpire il numero pin della carta con un astuto stratagemma: telefonavano ai familiari conviventi usando il cellulare appena sottratto e si qualificavano come appartenenti alle forze dell’ordine affermando di avere appena catturato i ladri e trovato quanto appena sottratto, condizionandone la restituzione alla conferma del pin per accertarsi che gli oggetti rubati fossero effettivamente di proprietà della persona con la quale stavano interloquendo al telefono. Gli accusati si trovano ora ristretti presso il loro domicilio, con obbligo di dimora e permanenza notturna. 

I furti

Il primo episodio è stato accertato il 30 dicembre dell’anno scorso. Una volante dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Corso Garibaldi, chiamata a intervenire in un supermercato cittadino a seguito di richiesta di una 64enne forlivese, aveva accertato che poco prima, mentre la donna stava svuotando il carrello della spesa per riporre le buste nel bagagliaio, era stata derubata della borsetta che aveva appoggiato dentro la sua auto con uno stratagemma ben ideato: un uomo l’aveva distratta facendole notare che le erano cadute delle monete, così mentre era china a terra per raccoglierle, qualcun altro aveva sottratto la borsa dall’interno dell’abitacolo, nella quale era contenuto il portafoglio, le chiavi di casa ed il telefono cellulare.

Aiutata dalla sorella, anch’essa sul posto per fare la spesa, aveva telefonato al suo numero trovando risposta da parte di una persona con voce femminile che spacciandosi per appartenente alle forze dell’ordine, riferiva di avere appena fermato i ladri, ma che per essere certa che stesse parlando con l’effettiva proprietaria dei “beni rinvenuti” voleva una conferma sicura, cioè l’indicazione di dati sensibili, tra i quali il pin del bancomat. La vittima cadeva nel tranello, così che di lì a pochi minuti, come accertato in seguito, gli autori del furto avevano prelevato 1000 euro dalla cassa bancomat più vicina.

Le attenzioni su un'auto

Gli agenti hanno acquisito le immagini dell’impianto di videosorveglianza esterna ed interna al supermercato, grazie alle quali si è potuto verificare come la banda fosse composta da quattro persone, giunte sul posto con una Ford C-max colore blu, due delle quali, un uomo ed una donna, entrambi giovani e ben vestiti, prima di commettere il furto nell’area del parcheggio del supermercato, si erano a lungo soffermati all’interno dell’esercizio ed avevano cercato di borseggiare tre donne anziane.

L'abilità dei borseggiatori

Le immagini hanno messo in evidenzia immediatamente l’abilità dei borseggiatori, ciascuno con un ruolo ben preciso: mentre l’uomo accampando scuse banali tra le scansie distraeva l’anziana presa di mira chiedendo consigli sui prodotti, la donna, da dietro, introduceva la mano all’interno della borsetta per cercare di prelevare il portafoglio.

La stessa coppia di ladri aveva poi agito all’esterno, con la tecnica delle monetine. Grazie alla visione delle immagini interne si potevano accertare tre tentativi di borseggio non andati a buon fine, con due vittime rimaste sconosciute, mentre la terza si identificava nella sorella della derubata con le monetine, la quale, proprio per l’abilità della coppia, si era accorta di essere rimasta vittima del tentativo di borseggio solo attraverso la ricostruzione investigativa offerta dalle immagini video.

Il secondo furto

Il secondo episodio si è consumato il primo febbraio, questa volta nei pressi del Cimitero monumentale di Forlì. La vittima, una 78enne forlivese, era appena uscita dal cimitero dove aveva fatto visita alla tomba del figlio prematuramente scomparso. Una volta salita in auto, mentre stava facendo manovra di retromarcia per uscire dal parcheggio a spina di pesce, una persona le faceva notare, prima gesticolando, poi verbalmente, che aveva smarrito delle monete. La donna quindi scendeva e si chinava per raccoglierle. Nel frattempo, qualcuno approfittando della distrazione aveva aperto lo sportello lato passeggero dell’auto sottraendo la borsetta contenente, come al solito, le chiavi di casa, il portafoglio ed il telefono cellulare.

All’azione ha preso parte anche un secondo uomo, conducente di una autovettura colore scuro, che non appena l’anziana aveva raccolto le monete le chiedeva informazioni, distraendola nuovamente per consentire al complice di completare l’azione delittuosa, allontanandosi e nascondendosi poco distante. Gli agenti delle Volanti, dopo avere acquisito la denuncia, hanno individuato un esercizio pubblico poco lontano dal luogo del furto che disponeva di un impianto di sicurezza, acquisendo le immagini attraverso le quali si poteva parzialmente ricostruire l’azione criminosa e verificare che il soggetto che aveva gettato a terra le monetine era lo stesso del caso precedentemente trattato, così come identico era il veicolo usato per giungere sul posto e poi darsi alla fuga, una Ford C-max colore blu.

L'ultimo furto

L’ultimo episodio, che risale al 6 febbraio, riguarda un furto consumato nei pressi di un supermercato cittadino sempre con lo stesso schema della distrazione delle monetine, con vittima una forlivese di 84 anni. Anche in questa circostanza gli autori hanno cercato di aggravare le conseguenze del delitto commesso, telefonando a casa della donna spacciandosi come appartenenti alle forze dell’ordine, e chiedendo informazioni tra le quali anche il numero del pin della carta trovata nel portafoglio appena rubato. In questo caso, però, trattandosi di una carta di credito prepagata senza plafond e sprovvista di pin, non erano riusciti nell’intento.

Durante l’intervento, gli agenti delle Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura avevano acquisito le immagini dell’impianto di videosorveglianza del supermercato, accertando la rispondenza della fisionomia dei soggetti con quelli già coinvolti nei casi precedenti, così come identica era l’autovettura a loro in uso. La visione delle immagini permetteva inoltre di rilevare una particolare ammaccatura sul veicolo, che lo rendeva facilmente riconoscibile.

La svolta

La svolta nell’identificazione dei componenti della banda è avvenuta nel corso dei servizi integrati di controllo del territorio disposti dal Questore di Forlì nell’ambito del piano di contrasto ai furti in abitazione ed ai reati di natura predatoria, realizzati nel comune di Forlimpopoli il 6 febbraio scorso. Durante uno dei numerosi posti di controllo che si stavano svolgendo nel comune artusiano, veniva fermata una Ford C-max colore blu, con a bordo tre persone con numerosi precedenti penali per furti con destrezza, tutti residenti a Bologna. I soggetti venivano perquisiti ma sul posto non veniva trovato nulla di utile per le indagini.

L'intuito di un ispettore di Polizia

Nella circostanza, il questore di Forlì-Cesena, Lucio Aprile, ha emesso nei loro confronti il provvedimento di foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel territorio forlivese. Sono stati poi svolti approfondimenti perchè l’ispettore che stava coordinando le pattuglie della Polizia di Stato aveva ritenuto di riconoscere uno dei tre soggetti, in particolare lo specialista dei furti con le monetine, cioè quello che distraeva le vittime gettando a terra le monete. Inoltre, l’auto presentava una vistosa e particolare ammaccatura, identica a quella vista nelle immagini videoregistrate, che l’ispettore opportunamente ha fotografato.

Le misure cautelari

Tutte le vittime, convocate nei giorni seguenti in Questura, hanno poi confermato l’intuizione dell’ispettore, riconoscendo i soggetti con i rispettivi ruoli ricoperti. Sulla base delle risultanze investigative, il pubblico ministero titolare del fascicolo, Lucia Spirito, condividendo i l’impianto investigativo della Polizia, ha ottenuto dal giudice per le indagini preliminari Maurizio Lubrano, la misura cautelare a carico di tre dei quattro indagati, nei cui confronti il quadro indiziario era più stringente e significativo, cioè la coppia (uomo e donna) che agiva in prima linea circuendo e distraendo le anziane vittime, e l’autista del veicolo con il quale la banda effettuava le scorrerie. La misura è stata eseguita giovedì mattina a Bologna da parte della Squadra Mobile della Questura di Forlì, con la collaborazione dei colleghi della Squadra Mobile di Bologna. Le indagini proseguono per accertare gli altri colpi messi a segno in provincia e in altre parti del territorio regionale.

auto fermata forlimpopoli-2

auto nel parcheggio 2-2

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