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Cena Francescana più concerto lirico per le Clarisse

Aperta la prevendita per la "Cena francescana"di mercoledì 28 dicembre, all'Oratorio S.Luigi: il ricavato andrà alle Clarisse di piazzetta Garbin, tuttora alle prese con il recupero del loro malandato monastero

Ferve la prevendita della “Cena Francescana” a beneficio delle monache Clarisse di San Biagio, in programma mercoledì 28 dicembre, alle 19, nello storico teatrino “Don Bosco” di via Episcopio Vecchio. Proposto dagli “Amici del Monastero” e reso possibile dalle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana e da docenti e allievi della Scuola Alberghiera di Forlimpopoli, l'evento ambisce anche quest'anno a coinvolgere almeno 200 commensali.

Ai convenuti saranno lasciati il piatto, la ciotola e il bicchiere utilizzati per il desinare. Il ricavato del gesto, dedotte le spese, andrà alle Clarisse di piazzetta Garbin per il recupero del loro malandato monastero. Iniziati una decina di anni fa, i lavori registrano il rifacimento pressoché completo della foresteria, dell'ala est e delle coperture del complesso. Sebbene manchi all'appello la residenza attuale delle suore o “corpo C”, come lo definisce il co-progettista e direttore dei lavori Andrea Pasini, dalle parti di piazzetta Garbin aleggia comunque aria di gratitudine: a marzo sarà, infatti, aperta al pubblico la chiesetta interna del monastero. Nel nuovo ambiente troverà dimora definitiva l'affresco della Beata Vergine delle Grazie, in cerca di una sistemazione sin dalla soppressione del Monastero della Torre, decretata dalle truppe napoleoniche nel 1797.

L'effigie trecentesca è chiamata anche “Madonna della Ripa”, perché dipinta sul muro del Molino della Ripa, che utilizzava l'acqua di un braccio secondario del Montone oggi interrato. L'icona era venerata dal popolo perché rimasta miracolosamente illesa in una straordinaria piena del fiume. Gli stessi forlivesi nel 1495 vollero metterla al sicuro, affidandola alle Clarisse che all'epoca dimoravano nel grande monastero della Ripa. E qui rimase per tre secoli. “Quando - spiega la superiora suor Roberta Bruschi - nel 1892 le nostre consorelle si stabilirono definitivamente a San Biagio, l'immagine le raggiunse qui. Ora desideriamo che sia proprio lei a vegliare su questo nuovo spazio di vita e di incontro con la città”. Sempre a proposito della nuova chiesetta, si sprecano gli elogi per la Ditta Soles, che sta completando i lavori nonostante il vuoto spinto delle casse delle monache.

Né si può tacere la ristampa anastatica della Guida di Forlì di Calzini e Mazzatinti, operata da Arnaldo Forni Editore allo scopo di devolvere gran parte del ricavato della vendita proprio alle Clarisse. Il modo più piacevole per dare ossigeno alle finanze clariane, è partecipare alla cena francescana del 28 dicembre. Per prenotare, telefonare alle stesse Clarisse (0543-26141), oppure ad Andrea Taddeo (335-5355192), coordinatore del Comitato di Amici che le sostiene. La serata proseguirà, alle 21, nella vicina chiesa di San Biagio, con “Perfetta letizia”, concerto e letture francescane del soprano Felicia Dongiovanni, accompagnata dal pianista Carlo Ardizzoni. Nel loro bollettino periodico, le monache suggeriscono altri modi di contribuzione al completamento della chiesetta: “Versando 15 euro si può adottare un mattone - continua suor Roberta - oppure coprire un metro quadro di pavimento (50 euro), sino a regalare una delle 14 vetrate istoriate, disegnate dal bravo Franco Vignazia, del costo di 3.000 euro. A chiunque versi almeno 300 euro sul c/c postale n. 17820473 intestato a “Monastero delle Clarisse di San Biagio - Forlì”, sarà donata una terracotta con l'effige della Madonna della Ripa. A questo punto diventa sacrosanto fare i conti in tasca alle Sorelle (sempre molto) Povere: per completare i restauri del monastero occorre un altro milione e mezzo di euro.

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