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Mercoledì, 30 Novembre 2022
Cronaca

Centenario della Marcia su Roma, sfileranno due cortei di segno opposto: "A Predappio tutto è simbolico"

Due scadenze che chi deve vegliare sull'ordine pubblico, in Questura a Forlì, ha ben segnate, ma che non destano particolare preoccupazione dato che sono distanziate di due giorni

Predappio per due giorni sarà epicentro della ricorrenza del centenario della Marcia su Roma, il traumatico evento storico che segnò l'ascesa al potere di Benito Mussolini. Le due date sono il 28 ottobre, venerdì, in corrispondenza del giorno esatto in cui ricade il centenario: qui per le vie del paese si snoderà un corteo per celebrare la liberazione di Predappio, a cura della sezione provinciale dell'Anpi, l'Associazione nazionale dei partigiani. La seconda data è due giorni dopo, la domenica, quando invece il centenario della Marcia sarà in questo caso celebrato – come ogni anno – da un corteo di cosiddetti 'nostalgici' fascisti, organizzato dalla sezione di Ravenna dell'Associazione Arditi d'Italia.

Due cortei in due giorni

Due scadenze che chi deve vegliare sull'ordine pubblico, in Questura a Forlì, ha ben segnate, ma che non destano particolare preoccupazione dato che sono distanziate di due giorni tra di loro e che la macchina della sorveglianza è ben oliata, perché la corrispondenza dei due eventi avviene tutti gli anni. A precedere il tutto, c'è infine il convegno “Lo sguardo dell'altro. Fascismo e colonialismo visti dagli aggrediti, ieri e oggi”, un convegno internazionale che si tiene sabato a Forlì (a cura di Gianfranco Miro Gori e Alessandro Pollio Salimbeni), con il patrocinio del Comune, amministrato dal centro-destra. Anzi, tra i saluti di apertura sono previsti anche gli interventi del sindaco Gian Luca Zattini e dell'assessore alla Cultura Valerio Melandri.

Ha suscitato invece una bufera, anche sui media nazionali, la scelta del sindaco di Predappio Roberto Canali di non concedere il patrocinio al corteo dell'Anpi che ricorda la Liberazione del suo comune dal nazi-fascismo, con la motivazione che il corteo alle 14,30 di un giorno feriale bloccherà l'arteria principale del traffico in paese. Il Pd ha già chiesto le dimissioni di Canali, a cui è arrivata la sua replica

Il presidente dell'Anpi di Forlì-Cesena Gianfranco Miro Gori si limita a commentare: “Ci rammarica che il sindaco di Predappio non abbia concesso il patrocinio al nostro corteo. Crediamo che abbia sbagliato. Detto ciò, non intendiamo alimentare polemiche ulteriori e diamo appuntamento a tutti i democratici e gli antifascisti il 28 ottobre alle 14.30 a Predappio per la festa di 'Predappio libera'. Se vuole venire anche il sindaco Canali ne saremo felici. E' importante la presenza del sindaco ad un evento che ricorda la Liberazione del comune che amministra”.

La Liberazione di Predappio

Miro Gori e il presidente dell'Anpi comunale Vico Zanetti ricordano che “la ricorrenza del 28 ottobre la celebriamo tutti gli anni, anche se di solito con una 'Tagliatella anti-fascista', a cui partecipano 200-250 persone”. Quest'anno, invece, si è optato per un corteo. “Quando i partigiani e i soldati polacchi liberano Predappio, anche se non ci sono prove storiche certe, è abbastanza evidente che abbiano scelto una data simbolica per entrare in paese nel giorno 28 ottobre 1944. E' stato un modo per dire 'Nello stesso giorno in cui Mussolini ha preso l'Italia, noi lo cacciamo anche dal suo paese natale”, spiega Gori. “La Liberazione di Predappio, d'altra parte, è stato all'epoca un evento che è finito sui giornali americani”, aggiunge Zanetti.

E col mancato patrocinio del sindaco Roberto Canali all'evento che celebra la liberazione del suo comune dal nazi-fascismo è scoppiato il caso. “Quando si tocca Predappio esplode la comunicazione, specialmente dei media esteri – spiegano i due referenti dell'Anpi -. In questi giorni ci telefonano di continuo tedeschi, francesi ed altri e ci chiedono 'Ma cosa state combinando in Italia?'”. Questo perché “a Predappio tutto è simbolico, d'altra parte è stato lo stesso Mussolini a coltivare il mito di Predappio e della Romagna come 'Betlemme del fascismo', al punto da modificare i confini geografici per far rientrare le sorgenti del Tevere, il fiume di Roma, in Romagna”.

Lampioni di piazza Saffi: perché ci sono ancora simboli fascisti

Il convegno internazionale

Il convegno è stato organizzato a Forlì nella giornata di sabato in due sessioni dalle 9,30 alle 18,30, nel Salone comunale di piazza Saffi. Lo presenta Miro Gori: “Il 28 ottobre 1944 è il giorno della liberazione di Predappio dai nazifascisti. Il 28 ottobre 1922 è anche - forse non a caso – il nefasto anniversario, quest'anno centenario, della marcia su Roma. Il solito 28 ottobre però è pure un altro anniversario. È il giorno scelto dai fascisti nel 1940 per “spezzare le reni alla Grecia”, evocando la marcia su Roma.  La Grecia all'epoca contava 7.200.000 abitanti ed ebbe 20.000 militari e 280.000 civili uccisi, L'aggressione alla Grecia avvenne dopo la “pugnalata alla schiena” inferta alla Francia, invasa il 12 giugno quando ormai era stata travolta dall'attacco tedesco. L'anno successivo l'Italia fascista invase la Jugoslavia che contava 15.400.000 abitanti ed ebbe 300.000 militari 900.000 civili uccisi”.

“Da questo intreccio è sorta l'idea di invitare i rappresentanti dei paesi aggrediti: Grecia, Slovenia, Croazia, Francia - dove combatterono a fianco dei partigiani locali, molti italiani -, che ci dovrebbero raccontare, eludendo qualsiasi ipotesi italo-centrica, un particolare momento della loro storia, che è tutt'uno con la nostra, ma dal loro punto di vista. Ovvero esercitare lo sguardo dell'altro o degli altri coi suoi riflessi sul presente. l 1941 i fascisti invasero anche, al seguito dei tedeschi, l'Urss. Già l'Italia fascista era pesantemente  intervenuta contro la Repubblica nella guerra civile spagnola e aveva aggredito l'Etiopia e represso con estrema ferocia la Resistenza indigena in Libia".

Ed infine: "Partendo dalla gravità dell'aggressione, l'Urss, la Spagna, l'Etiopia e la Libia non  potevano essere dimenticate. Quindi, pur coscienti che i fascisti hanno compiuto altre feroci “imprese”, pensiamo che ai primi quattro paesi indicati debbano aggiungersene altri quattro: Urss, Spagna, Etiopia e Libia. Né potevano essere dimenticate l'Eritrea e la Somalia che come la già citata Libia erano il frutto del colonialismo italiano precedente. Perché, sia detto a scanso di equivoci, il razzismo fascista ha origine nell'Africa orientale ben prima delle famigerate leggi razziali. Lo stesso Mussolini lo rivendico nel discorso di Trieste (1938), nel quale affermò proprio questo”. Il convegno e il corteo hanno avuto l'adesione di Arci, Cgil, Associazione Mazziniana, Un secco no Aps, Istituto Storico della Resistenza, Barcobaleno, Associazione Luciano Lama, Forlì Città Aperta, Libera, Luoghi della Memoria, Fondazione Lewin, Arcigay Rimini, Centro per la Pace. A cui si aggiungono i partiti Pd, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, Unione Popolare.

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