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S. Maria di Urano

S. Maria di Urano

I cent'anni di suor Maria, il 'grazie' della sua Bertinoro

Bertinoro festeggia i cent'anni di suor Maria. Un secolo di vita è sempre un bel traguardo, quando poi a compierli è una religiosa minuta ma tenace, che ha dedicato l'esistenza agli altri

Bertinoro festeggia i cent’anni di suor Maria. Un secolo di vita è sempre un bel traguardo. Quando poi a compierli è una religiosa minuta ma tenace, che ha dedicato l’esistenza agli altri nella sequela di Cristo, l’evento è ancor più affascinante. Il vescovo di Forlì-Bertinoro monsignor Lino Pizzi ha presieduto la messa di ringraziamento per il primo secolo di vita di suor Maria Mura delle Clarisse francescane missionarie del santissimo Sacramento. La celebrazione eucaristica si è svolta giovedì mattina nella Cappella della Badia di Santa Maria di Urano, ai piedi del colle di Bertinoro.

Duramente colpito nel corso della II guerra mondiale e riedificato negli anni '60 del XX secolo sulle rovine dell’abbazia camaldolese del XVI secolo, il grande complesso religioso funge oggi da Casa madre e centro di accoglienza per le suore anziane della Congregazione. “Suor Maria – si legge nel biglietto d’invito alla festa comunitaria delle religiose bertinoresi - per grazia di Dio, vivendo ogni giorno con amore nella Sua Volontà, è giunta alla sapienza del cuore”. La centenaria si muove in carrozzina, ma è ancora lucidissima. “Alla sua veneranda età – riferisce la superiora della Badia suor Delia Talone – è serena e gioiosa nell’anima, nonostante le sofferenze per la malattia e l’anzianità. Molto entusiasta della sua vocazione religiosa, è un grande esempio di vita e di fedeltà per le sorelle della comunità e per le novizie che iniziano il loro cammino nella nostra Famiglia”. Suor Maria Muro è nata a Sorso di Sassari il 7 marzo 1913. Conseguito il diploma di infermiera professionale, è entrata in convento all’età di 22 anni per dedicarsi completamente e gratuitamente agli altri. “Non è mai uscita dall’Italia – precisa la superiora – ma ha girato molte realtà ospedaliere e sanatoriali, da Napoli a Foggia, da Palermo a Roma, sempre come infermiera, sino a ritirarsi qui a Bertinoro ben oltre l’età canonica della pensione”. Alcuni giorni fa, quando le consorelle della Badia le hanno proposto una festa, suor Maria si è quasi stupita della cosa, chiedendo se per l’occasione avesse dovuto indossare l’abito ufficiale.

Le Clarisse francescane sono presenti con circa mille suore in varie parti del mondo: Italia, Spagna, Romania, India, Brasile, Bolivia, Argentina, Perù, Guinea Bissau e Venezuela. La Badia funge anche da Noviziato per l’Italia. Il 7 dicembre scorso hanno fatto la professione semplice Marica Balestrari, Ilaria Nari e Concetta Amendola, le ultime tre giovani, dai 21 ai 25 anni, che stanno pensando di spendere l’esistenza nella congregazione fondata nel 1898 dalla forlivese Madre Serafina Farolfi. Il ventaglio dei gesti di carità delle Clarisse francescane missionarie del santissimo Sacramento, è infinito: “Operiamo – conclude suor Delia - accanto ai più poveri, alle mamme e ai bambini bisognosi, ai fanciulli da educare, agli ammalati che non hanno la possibilità di curarsi, ai figli della strada abbandonati e dimenticati”. A novembre compirà 100 anni un’altra religiosa accolta alla Badia, suor Donata. Il segreto di tale longevità potrebbe essere lo spirito di vita enunciato dal salmo 89 della Bibbia: “Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore”.

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