Centri commerciali chiusi, il nuovo dpcm rivoluziona lo shopping. I dubbi di Confcommercio: "Cashback? Non siamo pronti"

Altro aspetto riguarda quello dei pubblici esercizi, per i quali "ci aspettavamo decisioni più coraggiose": "Le festività natalizie hanno sempre rappresentato una parte importantissima del bilancio di queste attività"

Il nuovo dpcm annunciato dal premier Giuseppe Conte e che blinda le festività natalizie rivoluzionerà anche la corsa ai regali. Nelle giornate festive e prefestive, si legge nel decreto, "sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commercialied altre strutture ad essi assimilabili, ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita digeneri alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi ed edicole", mentre fino al 6 gennaio è consentita "l’apertura degli esercizi commerciali al dettaglio fino alle 21".

NUOVO DPCM - Cosa si può fare e cosa no

In attesa di ulteriori chiarimenti nelle prossime ore, gli esercizi commerciali insediati nell'ambito dei centri commerciali (via Curiel, via del Cavone - Vecchiazzano, via Tina Gori, Centro commerciale Ravaldino, Gramellini - Pieveacquedotto e i Portici) dovrebbero restare chiusi. Saracinesce abbassate nei festivi e prefestivi nella galleria del Punta di Ferro, dove resteranno aperti l'Iperconad, la tabaccheria e la farmacia. Un provvedimento che lascia non poco perplessi Confcommercio. "Non si capisce questa penalizzazione - evidenzia il direttore di Ascom-Confcommercio Forlì, Alberto Zattini - considerando che ci sono attività che vengono individuate come "attività di vicinato" e che invece dovranno rimanere chiuse, come ad esempio l'area di via Curiel. Non ci aspettavamo una decisione di questo tipo, auspicando in una sorta di allentamento sempre nel rispetto dei protocolli sanitari che le imprese hanno adottato".

Bar e ristoranti

Altro aspetto riguarda quello dei pubblici esercizi, per i quali "ci aspettavamo decisioni più coraggiose": "Le festività natalizie hanno sempre rappresentato una parte importantissima del bilancio di queste attività. Quest'anno saltano pranzi e cene aziendali, festeggiamenti legati al Natale e ora ci ritroviamo con l'ipotesi che nel giorno di Natale, Santo Stefano, primo dell'anno ed Epifania possano lavorare solo su un unico turno. Ci sono invece le condizioni per farlo su due in assoluta sicurezza".

Il ragionamento è chiaro e semplice: "Se la norma impone un massimo di quattro persone a tavola, a meno che non conviventi, nei ristoranti viene rispettata, mentre nelle abitazioni si possono creare condizioni di aggregazioni spontanee che non possono in alcun modo essere controllate. Quindi per quanto concerne il contenimento della diffusione del virus non so se sia stata fatta la giusta scelta. Abbiamo dei dati a disposizione a livello nazionale che evidenziano come i contagi nei pubblici esercizi sono pochissimi. Questo dimostra come siano tra i luoghi più sicuri se vengono rispettati tutti i protocolli".

Risorse e "ristori"

Altro aspetto riguarda lo stanziamento dei risorse per le categorie maggiormente colpite dalle restrizioni: "E' una situazione veramente difficile e sono tante le imprese che stanno attraversando tante difficoltà. I ristori stanno arrivando, ma compensano una minima parte del bilancio aziendale. Le risorse messe si sono rivelate inadeguate. E non si è tenuto conto ad esempio delle attività del settore, che hanno avuto un danno enorme dalla situazione, e che non usufriscono dei ristori. Siamo estremamente preoccupati per l'emergenza sanitaria, ma si corre il rischio per il 2021 di dover fare i conti con una pandemia economica".

Cashback

Con la conferenza stampa di Conte molti hanno cominciato a familiarizzare col termine "cashback", che incentiva lo shopping con la moneta elettronica. Fino al 31 dicembre per chi paga con carte e app avrà un rimborso del 10% su tutti gli acquisti (anche la spesa o servizi quali parrucchiere o dentista) fino a 150 euro per persona (quindi accumulabile nelle famiglie). Per partecipare occorre scaricare l'app 'Io' e identificarsi con la carta d'identità elettronica o tramite Spid. Non sarà valida per gli acquisti online.

"Non siamo pronti dal punto di vista dell'adeguamento strutturale e dell'impatto ideologico - sottolinea Zattini -. E' un sistema in uso in altri Paesi da diversi anni, ma a livello nazionale ci sono ancora molte zone non sono ancora servite dalla rete wifi e quindi non si ha un efficente impatto dal punto di vista digitale. Ci sono inoltre tante persone che non hanno dimestichezza con le nuove tecnologie e che non sanno cosa possa essere l'identità elettronica Spid. Quindi non è vero che è una cosa semplicissima per chi non è nato nell'epoca digitale. Serviva un periodo di tempo transitorio per non lasciare indietro qualcuno".

Il cashback parte in modo strutturale dal primo gennaio 2021. "E' un sistema nato per combattere l'evasione, ma questa non passa solo attraverso l'imposizione della moneta elettronica, ma anche dalla possibilità di detrarre il maggior numero di spese possibili", ricorda Zattini, che conclude: "L'evasione è trasversale e la sanzione deve esser sempre rapportata all'evasione stessa commessa".

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