Martedì, 23 Luglio 2024
Cultura

Un esempio nazionale, il Centro Diego Fabbri conquista l'Italia: ben 70 rappresentazioni teatrali per non vedenti

Dal Piemonte a Napoli, sono stati un successo gli spettacoli organizzati con audiodescrizioni per far vivere le emozioni del teatro anche alle persone con problemi visivi. Il nuovo progetto è 'Non vedo l'ora', laboratorio teatrale che permetterà a non vedenti, ipovedenti e normodotati di recitare su un palco

Ben 70 spettacoli in tutta Italia con una media di almeno 30 persone presenti tra non vedenti e ipovedenti. Sono da record i numeri ottenuti dal Centro Diego Fabbri con il progetto Teatro No Limits, che consiste nell’audiodescrizione degli spettacoli fatta in tempo reale per tutti coloro che per disabilità non ne possono fruire. Grazie ad auricolari wireless, anche le persone con problemi visivi possono vivere al meglio le rappresentazioni teatrali, godendosi tutto quello che accade sul palco nei minimi dettagli.

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Nella stagione teatrale appena conclusa sono state 70 le rappresentazioni andate in scena nei teatri di tutta Italia dal Piemonte, fino a Roma, Napoli e Bari, passando da Bologna, rassegna conclusasi il 6 giugno al ‘Piccolo’ di Milano. “Siamo davvero orgogliosi di quello che abbiamo fatto negli ultimi mesi – spiega Paolo De Lorenzi, direttore del Centro Diego Fabbri – perché abbiamo avuto la conferma che il nostro progetto nato nel 2011 è diventato un esempio a livello nazionale e ora anche le compagnie teatrali ci chiamano per creare audiodescrizioni alle loro rappresentazioni. Spesso il copione viene scritto insieme a loro e così la parte dedicata ai non vedenti o agli ipovedenti viene creata in tempo reale. Molto emozionante è stato quando un’attrice che ha il padre cieco ci ha chiamati a Roma per creare l’audiodescrizione per il suo spettacolo, dicendomi che così poteva far vedere a suo padre cosa lei faceva sul palco”. 

Teatro No Limits non riguarda soltanto la prosa, ma anche i balletti ed ogni forma di arte teatrale. “Il nostro punto di forza è avere una squadra di dieci persone davvero affiataea che lavora con grande passione ed inoltre il fatto di non registrare le audiodescrizioni ma di interpretarle dal vivo ogni sera, ci permette di far cogliere ogni minima situazione che capita sul palco. Un’opera teatrale non è infatti mai uguale alla precedente anche se portata in scena nello stesso teatro per alcuni giorni consecutivi. Credo che un altro importante obiettivo lo abbiamo raggiunto qualche giorno fa, creando un’audiodescrizione per un film muto di Charlie Chaplin: è la dimostrazione che possiamo rendere tutte le persone parte attiva della cultura della città, come del resto diceva Diego Fabbri, La sua frase ‘il teatro è di tutti e per tutti’ rappresenta la nostra filosofia”.

Progetto non vedo l'ora-2

In attesa di rendere nota la programmazione della nuova stagione teatrale, il Centro Diego Fabbri sta portando avanti un nuovo progetto dal titolo ‘Non vedo l’ora’, che consiste nel far recitare persone con problemi visivi dopo averle preparate in un laboratorio teatrale.  “L'idea è nata dopo un incontro avvenuto un anno fa a Cattolica al termine di una rappresentazione teatrale con Luca Lepri, ragazzo di Fano che a 45 anni è diventato cieco a causa di un melanoma. La sua voglia di reagire, gli ha fatto scrivere un libro sulla sua vicenda intitolato proprio Non vedo l’ora, opera che è stata anche rappresentata in un fumetto".

"Questo suo spirito positivo di affrontare una situazione così difficile che mi ha trasmesso, mi ha fatto pensare di rappresentare la sua opera in teatro. Abbiamo così creato una compagnia di attori guidata da Daniela Picari per rappresentare l’opera di Luca, dove proprio lui sarà il protagonista. Lo spettacolo, in collaborazione con Unione Italiana Ciechi, vedrà coinvolti non vedenti, ipovedenti e normodotati e il testo sarà scritto da Giampiero Pizzol. Abbiamo già la data del debutto che sarà a fine settembre in occasione della Fiera del Buon Vivere”.

Per realizzare il progetto, il Centro Diego Fabbri ha aperto una raccolta crowfounding sulla piattaforma Ginger per raccogliere 10.000 euro. Se entro il 25 luglio le offerte arrivate saranno di almeno 6.000 euro, il Comune di Forlì, darà i restanti quattromila.
“Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per questo sogno e infatti abbiamo aperto sulla piattaforma Ginger una raccolta fondi dove chiunque può contribuire alla sua realizzazione. Siamo infatti una realtà che si sostiene con bandi, donazioni, contributi di imprese private e aiuti dalle amministrazioni. Ringraziamo anche la Regione che ci ha sempre aiutati, comprendendo sin dalla sua nascita, l’importanza del nostro progetto che è davvero inclusivo".

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