Centro storico, il direttore di Confesercenti Corzani al sindaco: "No a scelte identitarie"

"Quello che ci aspettiamo dall’amministrazione è di dare un radicale segno di discontinuità rispetto al recente modo di operare", afferma Giancarlo Corzani

Si annuncia un autunno caldo per Forlì. Sono diverse le sfide sul tavolo della giunta Zattini, tra le quali il rilancio del centro storico. "Quello che ci aspettiamo dall’amministrazione è di dare un radicale segno di discontinuità rispetto al recente modo di operare", afferma Giancarlo Corzani, direttore di Confesercenti. "Settembre si avvicina e come è chiaro a chiunque presti un minimo di attenzione alle vicende economiche, si preannuncia anche per il nostro territorio, il riavvio di un periodo difficile per molte imprese e angoscioso per molte famiglie - premette Corzani -. Di tutto abbiamo bisogno in questa fase tranne che il dover aggiungere al conto pesante che dovremo certamente pagare in termini di occupazione e redditività per i nostri concittadini, anche il dover fare i conti con le scelte identitarie, quelle per capirci che compattano le persone, i raggruppamenti, i partiti, le maggioranze e le minoranze, non sul merito delle questioni, dei problemi e delle proposte, ma sulle fotografie dei problemi, poiché appaiono come quelle attorno alle quali ci si connette, ci si sente appunto identità".

"Sono mesi, in un caso quello dell’area commerciale in prossimità di Via Bertini e via Balzella, o anni, come nel caso della proposta di pedonalizzazione di Piazza Saffi, che assieme a Confcommercio ci stiamo sforzando di porre questioni di merito, formulare proposte ampie e ragionevoli, ricevendo invece in buona parte risposte per lo più poco ragionate, scontate, ancorché molto “identitarie” - attacca il direttore di Confesercenti -. Nelle prossime settimane ripartirà a pieno regime l’attività amministrativa e quello che ci aspettiamo dall’amministrazione è di dare un radicale segno di discontinuità rispetto al recente modo di operare".

Il nuovo polo commerciale

Puntualizza Corzani: "Sulla vicenda della variante dell’area commerciale prevista a ridosso delle abitazioni di via Bertini e via Balzella, sulla scia di un avvio di mandato serio e produttivo da parte del sindaco e della sua Giunta, prima che la proposta di variante prendesse corpo in commissione consigliare, come rappresentanti delle associazioni del Commercio, abbiamo informato il sindaco dell’assoluta incongruità dell’analisi dei dati ambientali che la supportano. Come Confesercenti e Confcommercio, eravamo, come siamo, ovviamente attrezzati a dimostrare quanto andavamo sostenendo e siamo rimasti sorpresi dalla prima reazione del Sindaco, che ci parve allora a disagio riferendoci, sulla variante, di aspettative oramai maturate e difficili da contrastare".

"Ora - prosegue - noi non sappiamo a quali aspettative si riferisse, ma quello che abbiamo registrato nei suoi successivi interventi e di coloro che lo sostengono, sono argomenti di tipo assolutamente laterale ma identitari: "favoriamo la concorrenza, nuovi investimenti, nuova occupazione". Argomenti per altro trattati con estrema superficialità e leggerezza sul versante della loro vera consistenza e degli effetti in grado di produrre per davvero, sia in termini positivi che negativi".

Centro storico

Per quanto riguarda il progetto di pedonalizzazione del centro storico e delle proposte di modifica della viabilità, per Confesercenti "non c’è verso di affrontare la questione se non per vederla banalizzata al tema del parzialissimo accesso, in alcune ore serali, di un lato di Piazza Saffi, come se si trattasse di violare chissà quale principio etico-morale. Come associazioni di rappresentanza cerchiamo, lucidamente, di sottrarci all’inutile e dannosissimo gioco delle contrapposizioni identitarie, nella consapevolezza di doverci adoperare con la massima efficacia e tenacia a fianco delle imprese che rappresentiamo. Parliamo di persone e famiglie che stanno con grande difficoltà cercando di difendere il proprio spazio vitale.

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"Non ci faremo confondere da scontri identitari, spesso agitati furbescamente, perché è proprio in questi contesti che gli scaltri opportunisti riescono a portare avanti i loro interessi - conclude -. Speriamo vivamente che lo stesso voglia e sappia fare il sindaco, che in Giunta ha, in tutta evidenza, chi ha già mostrato invece di voler perseguire, sistematicamente una strategia identitaria, divisiva e che alla lunga potrebbe risultare demolitrice dell’autorevolezza dell’amministrazione"

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