Centro storico in crisi, Petroni (Fli): "Agevoliamo i commercianti"

La mappatura del centro storico di Forlì proposta allo scopo di verificare l’esatto numero di negozi sfitti in alcuni assi principali ci suona come una bella iniziativa dice Elisa Petroni,

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

La mappatura del centro storico di Forlì proposta allo scopo di verificare l’esatto numero di negozi sfitti in alcuni assi principali ci suona come una bella iniziativa dice Elisa Petroni, Coordinatrice Provinciale di FLI, se non altro perché almeno si prenderà  coscienza, una volta per tutte, della “desertificazione” sempre più crescente del centro Forlivese.

Il depauperamento del centro storico è causa di grossi disagi e l’assenza di vie destinate allo shopping induce sempre più i cittadini a preferire nel periodo invernale i centri commerciali considerando  le condizioni oggettive di riparo in caso di pioggia e di riscaldamento in caso di freddo e nel periodo estivo i negozi delle città di riviera di gran lunga più popolate.

La frequentazione del centro storico  si riduce pertanto  ai soli giorni di mercato e di feste organizzate ad hoc creando una situazione temporanea diametralmente opposta a quella quotidiana e sotto gli occhi di tutti i Forlivesi.

Stante ciò crediamo che i commercianti necessitino , quanto prima, di aiuto e sostegno economico da parte del Comune al fine di ottenere  agevolazioni concrete al mantenimento degli esercizi  già in essere e all’apertura di nuovi. Non possiamo permettere la chiusura di altri esercizi, dice Petroni e soprattutto non possiamo permettere a Forlì di perdere il centro storico. Sarebbe bello, dice Petroni se il Comune a seguito della mappatura , prendesse in considerazione l’idea di affittare a tariffe super agevolate i suoi locali a giovani o meno giovani interessati ad aprire degli esercizi commerciali. Oggi uno degli ostacoli maggiori allo sviluppo dell’ attività e dell’imprenditoria sono proprio gli elevati costi di attivazione. Quale modo migliore per aiutare i commercianti se non agire sugli affitti? Ovviamente, stante l’affitto a prezzi “stracciati” si potrebbe pensare ad una suddivisione, in termini percentuali, dei locali del Comune secondo le diverse possibili destinazioni. Alcuni locali si potrebbero destinare ad attività commerciali ( Bar,librerie e negozi di grandi firme )degli altri ad associazioni di promozione sociale, culturale e sportiva e degli altri ancora a forme di lavoro in coworking ossia organizzare dei locali con strutture, scelte sulla base delle categorie di professionisti di destinazione,  per permettere a dei giovani o meno giovani  professionisti di affittare solo una semplice postazione lavoro in pieno centro.

Con i tempi che corrono sono sempre più frequenti i giovani professionisti che scelgono di lavorare presso studi professionali già in essere perchè impossibilitati a mantenere un loro proprio ufficio mentre potrebbero benissimo lavorare in maniera autonoma.
Ci auguriamo che si possano trovare soldi da poter destinare a simili iniziative che, condivisibili o meno, riteniamo possano dare impulso ad attività in serio pericolo e possano aprire spiragli e fasi di respiro a tutti quei commercianti, professionisti giovani e meno giovani che stanno vivendo sulle loro spalle gli effetti non solo della crisi economica Nazionale e globale ma, qui nel nostro territorio anche della pessima gestione delle risorse economiche da parte delle élite locali, conclude Petroni.
 

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