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Caccia agli ungulati, esauditi i Verdi. Sospesa fino al 10 marzo

Con una delibera approvata martedì la Giunta Provinciale ha approvato un'ulteriore sospensione della caccia agli ungulati fino al 10 marzo, data che coincide con la chiusura della stagione venatoria

Si riparte dal 10 marzo. "Pochi giorni di sospensione e poi dal primo marzo si ricomincia, nonostante centinaia di  ungulati siano morti in questo periodo impossibilitati a muoversi e ad alimentarsi in zone ove la coltre di neve misura anche 2 o 3 metri". Avevano tuonato i Verdi. Con una delibera approvata martedì la Giunta Provinciale ha approvato un'ulteriore sospensione della caccia agli ungulati fino al 10 marzo, data che coincide con la chiusura della stagione venatoria. Si tratta della proroga del provvedimento già preso immediatamente dopo le nevicate di febbraio, che aveva scadenza il 29 febbraio.

La sospensione della caccia di selezione alla fauna ungulata (capriolo, daino, cervo) sull’intero territorio della provincia di Forlì-Cesena fino al 10 marzo copre tutto il periodo rimanente fino alla chiusura della stagione venatoria  2011/2012. La scelta è dettata dalla necessità di non causare ulteriori difficoltà alla fauna, già in forte disagio determinato dalle difficili condizioni ambientali originate della intense nevicate. L'intervento dei Verdi di Forlì puntava proprio a questo:  "Lo sanno bene anche i cacciatori perchè nei giorni più difficili per cervi e caprioli hanno deciso di accogliere l'appello dei Verdi che avevano chiesto azioni urgenti per portare cibo a questi poveri animali utilizzando anche gli elicotteri, anche se qualcuno non ha rinunciato, in quei momenti difficili, a ricercare sterili polemiche come ha fatto il presidente dell'Ambito di caccia n.5. Vogliamo ricordare che ci eravamo pubblicamente rivolti al Prefetto di Forlì, che coordinava gli interventi di emergenza e al Corpo Forestale dello Stato di attivarsi  per gettare fieno nelle zone ove si trovano gli animali stremati per l’impossibilità di alimentarsi per l’eccezionale calamità che si è verificata nella Romagna".
 
"Avevamo Inoltre chiesto che la Provincia di Forlì-Cesena  utilizzasse l’articolo 51 della L.R. 8/1994 per vietare l’attività venatoria “per sopravvenute particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche” in quanto le bufere di neve sul nostro Appennino stavano decimando le popolazioni di ungulati che, con il persistere del ghiaccio e delle basse temperature, erano stremate e dovevano scendere a valle per nutrirsi. La neve è ancora sulle colline e le montagne, le popolazioni di ungulati sono decimate e che fa la Provincia? Se ne frega e consente il riavvio della mattanza", continua la nota degli esponenti dei Verdi.
 
"Ribadiamo che è necessario sospendere la caccia di selezione fino alla fine della stagione venatoria e non soltanto per alcuni giorni come ha fatto senza vergogna la Provincia di Forlì - Cesena, in modo tale da permettere agli animali di riprendersi in primavera, in attesa di valutare la condizione delle popolazioni per verificare se sia ancora sostenibile un prelievo venatorio dopo la strage". Sono stati esauditi.


 

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