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Cronaca Bertinoro

"Le note che non conosci": lo stage di InArte porta al CeuB compositori, produttori e radio

"È un vero piacere – afferma il direttore del Centro Universitario Andrea Bandini - avere con noi realtà come questa, piene di energia e contenuti positivi"

Nelle sale affrescate del Centro Residenziale Universitario di Bertinoro per tre giorni si sono rincorsi suoni nuovi. Strumenti, parole e risate di giovani intenzionati a lasciare il proprio segno nel mondo attraverso la musica, qui riuniti da venerdì a domenica grazie allo stage “Le note che non conosci” di Accademia InArte, scuola di musica di Forlì che festeggia il suo decennale. Unico nel panorama nazionale, il corso è stato ideato dal produttore discografico, compositore e arrangiatore Gianni Errera, e realizzato grazie all'indispensabile contributo di Carlo Venturini, sponsor privato che ha generosamente sostenuto il progetto.

"È un vero piacere – afferma il direttore del Centro Universitario Andrea Bandini - avere con noi realtà come questa, piene di energia e contenuti positivi. Al CeUB abbiamo ospitato quest'anno 130 eventi tra corsi, convegni, workshop internazionali, con una media di circa 20mila presenze; numeri più che positivi che rappresentano un punto di forza per tutto il territorio. Nonostante la crisi, il lavoro sulla cultura e sui contenuti porta frutti importanti e l'attività del nostro Centro, così come quella di InArte, mettono in evidenza questo aspetto".
Nata 10 anni fa, l'Accademia forlivese conta infatti oggi circa 300 iscritti, seguiti da una ventina di docenti. E da qualche mese oltre alla musica si è aggiunta tra le attività proposte anche quella dello scrivere, con la creazione del laboratorio di scrittura creativa “Casa Cantastorie”.

"Il Ceub – gli fa eco Ilaria Mazzotti, co-fondatrice e presidente di InArte – ha fatto da naturale cassa armonica per questa attività artistica partita dal basso, seguendo un modello artigianale che davvero fa la differenza. Col web, la pubblicità, i talent show oggi ai giovani sembra tutto facile, ma non è così: le creazioni vanno costruite dalle fondamenta, partendo dal lavoro di bottega. È fondamentale che i ragazzi diventino consapevoli di se stessi per potersi esprimere in modo autentico, creando qualcosa che riesca a segnare la coscienza collettiva".

Ed è proprio sui contenuti, delle canzoni e del mondo che gira loro intorno, che i 18 ragazzi dello stage hanno lavorato: dai 14 ai 35 anni, provenienti da varie regioni italiane oltre che da Accademia InArte, si sono confrontati con i docenti e con ospiti di spicco come i musicisti della Multi Media Music diretta da Fernando Daidone e il direttore artistico musicale di Radio Italia Antonio Vandoni, ai quali hanno anche sottoposto le loro demo. Hanno poi lavorato a gruppi alla creazione di un brano partendo dalla stesura di una strofa e un ritornello, armonizzati ed arrangiati in stili diversi, per arrivare alla creazione di una canzone vera e propria.

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